Un progetto del
Gruppo di Documentazione
Vignolese Mezaluna

Produzione Fotografica

Quanto è cambiata Vignola nei secoli! È impressionante vedere fotografie delle strade su cui camminiamo ogni giorno e riconoscerle a malapena. Eppure, un secolo fa, qualche nostro antenato ha deciso di permettere anche a noi di vedere gli effetti della storia.

Pensate solo a quante foto o quante cartoline di Vignola avete visto di inizio Novecento. Sappiate, che innumerevoli di queste immagini potrebbero provenire dall'obiettivo da Luigi Gazzotti! Luigi Gazzotti ha passato parte della sua vita a immortalare paesaggi, animali, architetture e scorci della sua città.

Se neppure sospettavate che Gazzotti avesse scattato tali foto, è normale: le sue immagini sono stati riutilizzati ovunque innumerevoli volte senza nessuna menzione; le fotografie, alla fine, hanno superato l’esame del tempo, mentre l’identità del loro autore è rimasta nell’oblio. D’altronde, come già detto, Luigi ha vissuto preda di una difficile e infine fatale malattia, e una grande parte della sua vita è trascorsa nel suo giardino, tra spartiti e fotografie: si potrebbe supporre che, a causa di ciò, Gazzotti venga ricordato specificatamente per le foto del giardino Galvani, mentre il suo nome non sia associato alle foto del resto della città.

Negli ultimi anni, è stata ritrovato un articolo su Vignola pubblicato su Le Vie d’Italia, rivista del Touring Club Italiano, di marzo-aprile 1919 in cui viene mostrata e descritta la cittadina di Vignola, utilizzando molte fotografie firmate da Luigi Gazzotti.

Questa scoperta ha permesso di attribuirgli con sicurezza la paternità di varie fotografie. Se, però, il problema del riconoscimento da parte degli esperti è stato così risolto, ora si spera di poter anche ridare a Luigi Gazzotti fotografo lustro nella nostra memoria collettiva.

Vedendo una fotografia di Vignola, d’ora in avanti, ricordate quanto alta è la probabilità che Luigi ne sia l’autore.

Le Vie d’Italia

Alfonso Lazzari, «Vignola», in Le Vie d’Italia, anno XXV, n. 2, marzo-aprile 1919, pp. 68–74.
Per gentile concessione dell’Archivio Storico Touring Club Italiano.

Oltre alle fotografie pubblicate dal Touring Club Italiano nel 1919, che costituiscono di fatto l’unica testimonianza coeva della produzione fotografica di Gazzotti, il Gruppo di Documentazione Vignolese - Mario Menabue APS conserva oltre duecento lastre di vetro originali ascrivibili a Luigi Gazzotti e alla sua famiglia, donate dal socio Martino Roli, che le ha salvate dalla distruzione e si è occupato del restauro. Tuttavia, molte di esse sono giunte danneggiate, mutile di angoli e frammenti, o persino quasi completamente sbriciolate e illeggibili.

Come l’immagine sopra, in cui sono rintracciabili almeno due fotografie, di cui si è persa purtroppo l’interezza, molte altre istantanee di Gazzotti sono andate perdute. Possiamo solamente ipotizzare, o provare a immaginare, quante.

Fotografia che ritrae (si presume) Luigi Gazzotti nell’atto di fotografare un uomo sconosciuto, in posa scherzosa. Nonostante lo stato di conservazione della lastra fotografica, si scorge l’intento dell’autore di fornire uno scorcio sull’arte fotografica dell’epoca.