Biografia
Le origini (1886–1900)
Luigi Gazzotti nacque a Modena il 30 gennaio 1886 dall’avvocato Emilio Gazzotti (1860-1922) e Giovanna Gibellini (1858-1945), appartenenti alla buona borghesia. Crebbe tra la città e Vignola, dove i genitori possedevano per via ereditaria una storica villa a ridosso della vecchia cinta muraria, nota come Villa Galvani, con annesso un giardino pensile utilizzato anche come teatro di verzura.
La formazione (1900–1913)
Luigi sin da piccolo si avvicinò alla fotografia e alla musica, e in particolare al pianoforte, sotto l’impulso del padre, appassionato a sua volta. Dopo aver frequentato il Collegio San Carlo a Modena, dove ricevette le prime menzioni per il suo talento musicale, nel 1907 si iscrisse al liceo musicale di Bologna (l’odierno Conservatorio), da cui si diplomò nel 1913 a pieni voti presentando una cantata, Orpheus. Nel frattempo però aveva già partecipato a svariati concorsi musicali, che spesso gli valsero premi e riconoscimenti, come la gavotta Orchidea, in gara per il concorso Belati di Perugia nel 1909, oppure la composizione Sognando, premiata nel 1911 a San Giovanni Rotondo.
Sempre nel 1913 la sua Cantata in onore di Errico Petrella, scritta per un concorso bandito in occasione del centenario della nascita del compositore, ottenne il plauso del ministro della pubblica istruzione Luigi Credaro e venne eseguita al Teatro Carlo Felice di Genova. La collaborazione tra Gazzotti e l’autore del testo della cantata, Ferdinando Fontana (1850-1919), proseguì subito dopo con la stesura del Pazzariello. Scene napoletane in un atto, che tuttavia non sbarcò mai a teatro.
Gli anni della maturità (1913–1919)
Collaborò inoltre con Carlo Zangarini (1873-1943), professore nello stesso liceo bolognese e autore del testo di Orpheus, ma anche librettista di Puccini (come del resto Fontana). Insieme, Gazzotti e Zangarini scrissero il dramma lirico Mastro Dill, che pure non venne mai rappresentato, ma ottenne una menzione di merito al Concorso Mac Cormick di Parma nel 1915. Altre composizioni di quel periodo che valsero riconoscimenti a Luigi furono l’operetta per orchestra La danza delle farfalle (per una competizione musicale di Lione, in Francia), Se mai e Danza campestre (in gara a un concorso torinese) e un Inno per l’Università popolare di Bologna.
Gazzotti, inoltre, traspose in musica componimenti di vari poeti italiani, tra cui Giacomo Leopardi (Il sabato del villaggio, Alla luna, A se stesso), e compose opere di stampo religioso, come una Messa solenne e una Messa da requiem. In generale, pur non essendo estraneo alle novità in campo musicale di inizio Novecento, se ne tenne a distanza e rimase entro i canoni della tradizione italiana ottocentesca, circostanza che, unita alla morte precoce, contribuì tuttavia a relegarlo ai margini della scena musicale sul lungo periodo.
Con l’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale venne chiamato alla leva, ma a causa dell’incipiente malattia polmonare che lo accompagnò per tutta la vita rimase lontano dal fronte, finché nel 1917 fu congedato a tempo indeterminato e poté dedicarsi interamente alla musica.
Il sodalizio artistico (e umano) più importante per Gazzotti fu quello con Clemente Coen (1878-1962), giornalista e librettista di Finale Emilia. I due collaborarono a numerose opere di ogni tipo, edite o inedite, alcune rappresentate anche a teatro.
Gli ultimi anni (1919–1923)
Nel 1920 debuttò a Viareggio il dramma lirico Procella, su testo di Giovanni Marcozzi, che ebbe un’ottima accoglienza. L’anno seguente il dramma Lo zingaro cieco, frutto della penna di Coen, esordì al Teatro Storchi di Modena, mentre nel 1922 andò in scena Il campanaro di Camalò, anch’esso da un libretto di Coen.
All’epoca però Gazzotti era già gravemente debilitato dalla tisi e morì il 13 gennaio 1923 a Vignola, lasciando incompiuti molti progetti musicali in cantiere.
La madre, rimasta senza eredi, decise nel 1938 di donare alcune carte e fotografie del figlio al Comune di Vignola, mentre l’Associazione corale di Modena, fondata a pochi mesi dalla morte del compositore, ne assunse il nome, che porta ancora oggi.
Le date
- 1886 Nascita – Modena, 30 gennaio
- 1890 Il padre alla Filarmonica – Emilio Gazzotti presiede la Società Filarmonica di Vignola
- 1899 Il Collegio San Carlo – prime menzioni al pianoforte
- 1906 Il padre sindaco – Emilio Gazzotti è eletto sindaco di Vignola
- 1907 Al Liceo musicale di Bologna – allievo di Torchi, Mattioli e Bossi
- 1909 Orchidea al premio Tito Belati – gavotta per banda
- 1913 Cantata in onore di Errico Petrella – medaglia d’oro, Teatro Carlo Felice di Genova
- 1913 Diploma di Liceo Musicale – a pieni voti, 50/50
- 1915 La chiamata alle armi – congedi ripetuti per una tubercolosi
- 1919 Le fotografie sul Touring – otto scatti sulla rivista del Touring Club
- 1920 Procella – dramma lirico, Nuovo Politeama di Viareggio
- 1921 Lo zingaro cieco – dramma lirico, Teatro Storchi di Modena
- 1922 Il campanaro di Camalò – dramma lirico, Teatro Storchi di Modena
- 1923 La scomparsa – Vignola, 13 gennaio
Tre storie parallele
La vita di Gazzotti, la storia di Vignola e quella della musica.
Storia di Vignola
- 1876 Il Ponte Muratori Viene completata la costruzione del Ponte Muratori, iniziata nel 1872 durante le importanti Celebrazioni Muratoriane, in occasione del duecentesimo anniversario dalla nascita di Ludovico Antonio Muratori. L’opera si rivelerà di fondamentale importanza per Vignola, visto che permise di connetterla più efficacemente con il bolognese e con le montagne del modenese. A riprova di ciò, sul ponte venne poi costruito, nel 1886, il tracciato del tramway a vapore Bologna-Bazzano-Vignola.
- 1881 La Società Operaia di Mutuo Soccorso Viene fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso, il cui primo presidente fu il giudice Temistocle Pagliai. Successivamente, lo storico sindaco vignolese Alessandro Plessi fu a lungo presidente onorario. La fondazione di questo ente dimostra che già in questo periodo Vignola iniziava ad avviarsi verso lo sviluppo delle prime imprese industriali, sebbene rimanesse ancora legata indissolubilmente al settore primario.
- 1883–1886 Il tramway a vapore La Bologna-Vignola è la prima linea tranviaria extraurbana della Provincia di Bologna. Nel 1882 l’Impresa Rotondi Almagià ottiene dalla Deputazione Provinciale la concessione per la tratta Bologna-Bazzano, con sede del binario lungo le provinciali Porrettana e Bazzanese e, in città, dalle vie comunali tra Piazza Malpighi e Porta Saragozza; lo scalo merci e il deposito-officina sono collocati nella villa ex Ferlini, lungo le mura Saragozza-D’Azeglio. La stazione di partenza è in pieno centro, in Piazza Malpighi. Il 9 dicembre 1883 la tranvia è prolungata fino a Bazzano, e il 28 aprile 1886, scavalcato il Panaro sul Ponte Muratori, arriva infine a Vignola nella piazza un tempo nota come “Mezzaluna” (l’attuale Corso Italia). Una viva testimonianza dell’importanza della linea tramviaria ci è fornita da Arsenio Crespellani, archeologo e numismatico modenese di grande fama che, sotto il giocoso pseudonimo di Arsenico dalla Doccia, compone nel 1885 un piccolo libretto (“Passeggiata in Tramway a vapore Bologna-Bazzano-Vignola”) con lo scopo di far apprezzare le bellezze del territorio modenese e bolognese che grazie al tram possono essere tutte viste comodamente in giornata: non a caso, il libretto si conclude proprio con una discussione tra i protagonisti riguardo all’importanza dei tramways come mezzo di comunicazione. La tramvia oggi non è purtroppo più esistente, sostituita già negli anni ’30 del Novecento dalla linea ferroviaria.
- 1888 La ferrovia Vignola-Modena La Ferrovia Modena-Vignola (FMV) nasce per volontà della Provincia di Modena, che ne affida la gestione alla Società Anonima Ferrovia Modena-Vignola. I lavori di costruzione iniziano nell’ottobre 1886 e terminano nel luglio 1888; la linea diventa operativa il 29 luglio 1888 con la prima corsa. Curiosamente, proprio il secondo giorno di esercizio si verificano due incidenti: un guasto alla motrice causa un forte ritardo, e poco dopo sulla tratta San Donnino-Castelnuovo il deragliamento di una carrozza provoca un grande spavento tra i passeggeri, per fortuna con pochi danni. Sulla linea viaggiano treni misti, con carrozze passeggeri e vagoni merci, con conseguenti difficoltà di carico e scarico e ritardi legati alle operazioni necessarie. La linea, pur modificando la sua forma, continua l’attività per molti anni, con interruzione per danni bellici durante la seconda guerra mondiale, e cessa il servizio passeggeri nel 1969 e quello merci nel 1972.
- 1889 La Chiesa Parrocchiale L’ingegner Carlo Barberi (1827-1909), figura di spicco dell’architettura religiosa modenese di quel periodo, completa l’edificio del plurisecolare cantiere con l’attuale facciata in laterizio di stile eclettico, articolata in tre corpi di fabbrica. Quello centrale, alto e imponente, presenta una trabeazione retta da due colonne corinzie e culmina in un timpano. Nello stesso periodo il Barberi interviene anche sul campanile dandogli l’attuale forma cuspidata al posto del precedente cupolino poco apprezzato dai vignolesi.
- 1891 Villa Braglia Nell’ottobre del 1891 Giacomo Tosi Bellucci inaugura la sua lussuosa residenza vignolese, Villa Braglia, posta in uno slargo sulla strada che porta a Bologna. L’immenso edificio, una sorta di “rocca” borghese che con le sue torri e la sua mole sembra voler sfidare l’antico castello all’epoca ancora dei Boncompagni, conta 109 stanze, un giardino con laghetto e barchino ed entra subito tra le “meraviglie” vignolesi. A progettare la grande villa, ristrutturazione di edifici colonici preesistenti, è Andrea Becchi (1851-1926), figura centrale della cultura modenese del tempo, che ne cura tutti gli aspetti comprese le decorazioni a tempera, oggi perdute, sia degli interni sia degli esterni. L’edificio conosce però un rapido declino: mutate velocemente le condizioni economiche della famiglia, già una trentina di anni dopo è suddiviso tra numerose proprietà e mostra una manutenzione carente.
- 1891–1902 Erminio Leoni sindaco Il cavalier dottor Erminio Leoni diviene sindaco di Vignola, andando a sostituire Alessandro Plessi, che ha ricoperto la carica di primo cittadino dal 1868, per ben 23 anni consecutivi. Il passaggio di consegne tra i due avviene nella più totale concordia, con i complimenti del sindaco uscente al nuovo primo cittadino. Erminio Leoni detiene la carica conferitagli dal Governo fino al 1896, quando, con l’entrata in vigore della legge 29 luglio 1896 n. 346, per la prima volta viene permesso anche al Consiglio comunale di Vignola di eleggere direttamente il sindaco. Il Consiglio riconferma così la fiducia ad Erminio, che ottiene anche la riconferma nel 1899 dopo un primo triennio.
- 1897 L’illuminazione elettrica A Vignola arriva per la prima volta l’illuminazione elettrica, solo una quindicina di anni dopo l’apertura a Milano della prima centrale elettrica d’Italia, usata per alimentare il famoso Teatro La Scala. In questi anni si tratta ovviamente di un lusso, come attestato da una lista di utenti “abbuonati alla luce elettrica del Paese di Vignola” risalente al 1902: quest’ultima infatti conta solo 192 utenti (tra cui Emilio Gazzotti), mentre la popolazione totale di Vignola toccava al tempo le 4856 unità.
- 1902 Le dimissioni di Leoni Dopo la riconferma entusiastica ottenuta nel 1899, nel 1902 Erminio Leoni si trova in difficoltà. Durante l’anno si susseguono due tornate di elezioni parziali, una prima per la sostituzione di ben tredici consiglieri, mentre la seconda a causa delle dimissioni proprio del sindaco Leoni, assieme a buona parte del Consiglio. Si apre così un periodo di discordia e tensioni nella scena politica vignolese, destinato a durare, a fasi alterne, fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale.
- 1902–1905 Il terzo mandato di Plessi A causa delle dimissioni del sindaco Leoni e del clima politico teso, non si trovano soluzioni migliori se non affidarsi all’esperienza di Alessandro Plessi, che diviene così sindaco per la terza volta: lo era già stato una prima volta tra il 1860 ed il 1865 e una seconda tra il 1868 ed il 1891. Questo sarà il terzo ed ultimo periodo di Plessi come sindaco di Vignola, che morirà nel 1907, alla veneranda età di 83 anni.
- 1906–1907 Emilio Gazzotti sindaco Emilio Gazzotti, dopo essere stato dapprima eletto come consigliere anziano e poi assessore, il 18 febbraio del 1906 diviene sindaco di Vignola, dopo le dimissioni di Alessandro Plessi. Nel suo breve periodo quale primo cittadino vignolese, Emilio promuove e inizia ad organizzare le Feste Barozziane, ma il 14 aprile 1907 decide, assieme a buona parte del Consiglio, di dimettersi dalla sua carica a causa di alcuni screzi con la Giunta Provinciale Amministrativa di Modena (un organo collegiale che al tempo aveva una funzione di controllo sulle finanze dei comuni) e forse anche a causa di un maldestro attentato subito durante il novembre precedente, che probabilmente lo spinge a voler passare più tempo con la propria famiglia.
- 1907 Il restauro del Teatro comunale Il Teatro Comunale di Vignola è chiuso da oltre due anni per mancanza delle condizioni di stabilità e sicurezza necessarie. Nell’autunno precedente sono stati eseguiti lavori di fortificazione di piano dei palchi, platea e loggione, sufficienti a ottenere il permesso di riapertura, ma senza risolvere i difetti strutturali ed estetici della sala. Durante la stagione comica del carnevale matura l’idea di un intervento più radicale, resa ancora più urgente dall’approssimarsi delle feste per il IV centenario di Jacopo Barozzi, che richiedono un locale adeguato per assemblee, congressi e cerimonie. Nella primavera 1907 il Consiglio comunale dà l’impulso per completare i lavori per la realizzazione di due gallerie laterali alla platea, grazie anche alla concessione di un’area da parte del cav. avv. Emilio Gazzotti. I lavori, condotti su progetto del pittore bolognese Giovanni Costa, sono a buon punto per le opere murarie; seguono poi la decorazione della sala a cura dello stesso Costa, il rifacimento dell’impianto elettrico e il rinnovo della tappezzeria dei palchi. Con l’aggiunta delle gallerie laterali il teatro arriva a 120 posti.
- 1907 Le Feste Barozziane Vengono celebrate le Feste Barozziane, in occasione del quattrocentesimo anniversario dalla nascita di Jacopo Barozzi. Nonostante la grande complessità dell’organizzazione, le Feste sono comunque un successo, animando Vignola e contribuendo a creare il mito della Torta Barozzi, ideata anni prima da Eugenio Gollini e ribattezzata in occasione delle Feste per onorare il famoso architetto: grazie al nuovo nome, la torta riscuote nel corso del tempo un grande successo, tanto che oggi molte persone vengono a Vignola apposta per assaggiare l’originale.
- 1907–1909 Pietro Muzzioli sindaco Dopo le dimissioni di Emilio Gazzotti, il 30 giugno del 1907 il ragionier Pietro Muzzioli lo sostituisce nella carica di sindaco di Vignola, portando a termine l’organizzazione delle Feste Barozziane avviata da quest’ultimo. Nominato cavaliere a seguito delle celebrazioni per il buon lavoro svolto, rimane poi in carica quale sindaco fino al 1909, quando si dimette assieme alla quasi totalità del Consiglio comunale (rimangono in carica solo due consiglieri!). Dopo le dimissioni, né Muzzioli né alcun altro membro della sua Giunta vengono rieletti nelle successive elezioni, segno evidente delle grandi tensioni che attraversano la politica vignolese in questi anni. Muzzioli continua poi a fare politica attiva come parte della minoranza negli anni seguenti.
- 1910–1912 Guido Plessi sindaco A sostituire il ragionier Pietro Muzzioli nella sua carica è, il 16 gennaio del 1910, l’avvocato Guido Plessi, parente dello storico sindaco di Vignola Alessandro Plessi. In questi anni Vignola è ancora tormentata da scontri e tensioni politiche, e Guido, a causa anche di alcuni problemi di salute, decide di rinunciare alla propria carica già il 14 marzo del 1912, in occasione di una nuova tornata di elezioni parziali causata dalle dimissioni di una parte consistente del Consiglio comunale. La Giunta tuttavia le respinge, concedendogli invece un congedo di tre mesi e affidando temporaneamente le sue funzioni all’assessore anziano Vittorio Fanti. Tuttavia, Plessi non riprende più realmente servizio quale sindaco, poiché alla fine il Consiglio è costretto ad accettare le sue dimissioni il 26 ottobre del 1912, a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute: a poco più di metà del suo mandato, Guido torna così ad essere un privato cittadino, mentre Vittorio Fanti ricopre il ruolo temporaneo di prosindaco fino al 1914.
- 1912–1915 Il nuovo acquedotto A causa di problemi sempre maggiori nel reperimento dell’“acqua viva”, ovvero di acqua pulita, il 9 novembre del 1912 viene presentata dal prosindaco una proposta per la realizzazione di un nuovo acquedotto. L’erogazione di acqua potabile (precedentemente garantita da pozzi e pompe pubblici) è divenuta per il paese un’esigenza tale che la proposta viene approvata senza difficoltà. Vengono così iniziati i lavori di scavo e di posa delle condutture, ma essi, a causa dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, si protraggono per più tempo del previsto, come lamentato dal consigliere ed ex sindaco Pietro Muzzioli, che contesta le modalità di attuazione dei lavori. L’acquedotto diviene operativo solamente nel 1915, sebbene fino agli anni Venti inoltrati vengano condotti lavori per il suo ampliamento. Purtroppo per ultimare il progetto è necessaria la modifica della cima della “Torre dell’Orologio”, che viene trasformata in un grande serbatoio-riserva: così facendo però si è costretti a sostituire le storiche statue bronzee di Ercole e Vulcano che sormontavano la torre e battevano le ore con un martello. Esse vengono depositate nei magazzini comunali per qualche anno, salvo poi scomparire senza lasciare alcuna traccia.
- 1913 La nuova Cassa di Risparmio Il 21 settembre 1913 viene inaugurata, con grande fasto, la nuova sede della Cassa di Risparmio di Vignola, un’elegante palazzina, di gusto eclettico, edificata su progetto del noto ingegnere bolognese Dino Zucchini (1881-1946), coadiuvato dall’ancora più noto fratello Guido (1882-1957). Le numerose immagini di questo edificio, abbattuto nel 1961, ne testimoniano il grande fascino che suggeriva l’idea di un forziere in pietra. La scelta di uscire dal centro storico (la sede precedente era Palazzo Barozzi), dettata probabilmente da motivi contingenti, quali la disponibilità di un’area fabbricabile a prezzo molto conveniente, ha però anche un forte significato simbolico: lentamente, ma sistematicamente Vignola esce dal suo perimetro antico con iniziative economiche e sociali, seguendo nuove logiche espansive.
- 1914–1916 Federico Montessori sindaco Dopo quasi due anni come prosindaco, Vittorio Fanti lascia infine il posto, il 25 agosto del 1914, al cavalier avvocato Federico Montessori, eletto dal Consiglio comunale con 13 voti favorevoli su 16. Si chiude così un’epoca di forti tensioni politiche a Vignola, che ritrova infine un po’ di stabilità. Va ricordato che queste furono le prime elezioni comunali a suffragio universale maschile, concesso a tutti gli italiani maggiorenni (ovvero ventunenni al tempo) e alfabetizzati dal primo ministro Giovanni Giolitti nel 1912. Purtroppo Federico, che già aveva dovuto affrontare, nei primissimi tempi del suo mandato, l’emergente ma sempre più importante problema della disoccupazione, si deve dimettere per problemi di salute già il 24 agosto del 1915, e anche se la Giunta dapprima respinge le sue dimissioni, concedendogli sei mesi di congedo temporaneo, deve infine cedere di fronte all’aggravarsi di tali problemi: il 22 febbraio del 1916, Federico Montessori termina così il proprio ufficio. Al suo posto subentra l’assessore anziano ed ingegnere Aldo Santi, già prosindaco durante i mesi precedenti: è lui a svolgere temporaneamente le funzioni di sindaco durante il periodo bellico.
- 1915–1919 L’Italia nella Prima Guerra Mondiale Nonostante l’alleanza con la Germania e l’Austria-Ungheria, l’Italia non entra subito in guerra il 28 giugno del 1914, sostenendo che la Triplice Alleanza fosse un patto di natura difensiva e che la guerra sia stata scatenata proprio dall’Austria-Ungheria nei confronti della Serbia, a seguito dell’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo. Tuttavia, dopo un anno di guerra, si fa sempre più forte il partito degli interventisti, che sostengono che l’Italia debba schierarsi a favore di Francia e Regno Unito per ottenere da loro concessioni e territori a scapito dell’Austria-Ungheria. Così, nel marzo del 1915, il Governo Salandra decide di intavolare trattative segrete con le forze dell’Intesa, che sfociano nel Patto di Londra, un patto segreto che promette all’Italia, in cambio del suo sostegno in guerra, l’Istria, la Dalmazia, Trento e Trieste. Il 24 maggio del 1915, l’Italia dichiara formalmente guerra ai suoi precedenti alleati e anche Vignola deve fare la sua parte, inviando molti uomini al fronte. Dopo i durissimi anni della guerra, da cui l’Italia esce faticosamente vittoriosa, molti tornano alle proprie case, mentre tanti altri no: la stessa Vignola conta ben 109 militari caduti in battaglia, oltre ad altri 41 che muoiono successivamente in circostanze direttamente o indirettamente riconducibili alla guerra.
- 1915–1918 L’Ospedale militare Nel settembre 1915 l’Ospedale di Vignola inizia ad accogliere, con le inevitabili difficoltà logistiche, militari malati e feriti in collegamento con il nosocomio di Bologna. La convivenza tra la struttura e gli abitanti non è sempre serena, pur in presenza di uno sforzo enorme di tutto il personale sanitario. Nell’archivio restano toccanti testimonianze di questi giovani degenti, lontani dalle famiglie, tormentati dalla malattia e spesso neppure in grado di comunicare direttamente con i loro cari.
- 1915 Il Municipio a Villa Tosi Bellucci La Rocca di Vignola, tradizionale sede del Municipio di Vignola, già a inizio Novecento inizia a essere percepita come inadeguata alle necessità organizzative dell’amministrazione comunale, sempre più strutturata e complessa. Nel 1912, il Consiglio comunale inizia così a cercare una nuova collocazione: dopo aver vagliato una serie di opzioni, come l’acquisto di Villa Braglia, il problema viene risolto nel 1913 dall’offerta dell’avvocato Giovanni Tosi Bellucci di vendere la villa di famiglia, Villa Tosi Bellucci, al Comune ad un prezzo di favore. Per questa lodevole azione, Giovanni Tosi Bellucci venne insignito del titolo di “Cittadino benemerito del Comune di Vignola” e il 3 novembre 1915 il Comune entra infine nel pieno possesso dell’immobile, trasferendovi i propri uffici nel maggio 1916.
- 1916–1919 Santi e Barbieri prosindaci A seguito delle dimissioni del sindaco Montessori per problemi di salute, diventa primo cittadino l’assessore anziano, l’ingegner Aldo Santi, già prosindaco durante il periodo di congedo di sei mesi concesso a Montessori già nel 1915. Quando questi viene chiamato alle armi, nell’aprile del 1917, lo sostituisce l’assessore tenente colonnello e cavalier Casimiro Barbieri. Santi è reintegrato nelle sue funzioni al rientro dal servizio militare, anche se poco dopo presenta le dimissioni, assieme all’intera Giunta, così da poter rinnovare le cariche con nuove elezioni.
- 1919–1920 Vittorio Fanti sindaco Nel giugno 1919 il Consiglio comunale elegge sindaco Vittorio Fanti, già prosindaco di Vignola negli anni 1912-1914, la cui giunta ha il difficile compito di guidare il paese attraverso i primi mesi del dopoguerra e tutti i relativi problemi. In particolare, Fanti si trova a dover fronteggiare il problema della disoccupazione, particolarmente acuto dopo il rientro dei reduci dalla guerra. Nonostante i tentativi dell’amministrazione di risolvere il problema attraverso la promozione di alcuni lavori pubblici, la situazione non migliora, e, a seguito di una serie di minacce, Fanti e la sua Giunta si dimettono, dichiarando la situazione insostenibile.
- 1920–1921 La giunta socialista di Bandieri A seguito delle dimissioni del sindaco Fanti e della sua giunta, il prefetto nomina Guido Poggi commissario prefettizio, fino alle elezioni amministrative, che si tengono nell’ottobre 1920. Nel clima teso che contraddistingue questi anni, il cosiddetto “Biennio Rosso”, il Partito socialista vince le elezioni e il suo esponente Francesco Bandieri diventa sindaco. La disoccupazione e il carovita rappresentano di nuovo i due problemi più impellenti per la popolazione, che i socialisti si prodigano per risolvere, ma con pochi risultati.
- 1921 L’assalto a Villa Braglia La violenza fascista divampa a Vignola. In occasione di un raduno, alcune squadre fasciste assaltano la Casa del popolo a Villa Braglia. Durante gli scontri, rimane ferito gravemente il giovane militante comunista Vermilio Bonesi, colpito alla schiena da un proiettile. Vermilio muore due anni più tardi in conseguenza dell’agguato.
- 1921 Le dimissioni di Bandieri La maggioranza socialista guidata da Francesco Bandieri si dimette a causa dell’assalto fascista a Villa Braglia dei giorni precedenti. È l’inizio della fine per lo stato liberale, che ben presto verrà sovvertito dalla montante marea fascista.
- 1921–1922 Cinque commissari prefettizi Dopo le dimissioni della maggioranza socialista, per Vignola inizia un periodo di commissariamento che dura per più di un anno, nel quale si susseguono ben cinque diversi commissari prefettizi: il cavaliere Lino Volpi Ghirardini (6-14 maggio 1921), il commissario Vincenzo Nicolardi (14 maggio - 25 ottobre 1921), l’avvocato Ugo Roli (25 ottobre - 9 novembre 1921), il cavaliere Guido Pucci (9 novembre - 13 dicembre 1921) ed infine il dottor Augusto Gozzi (13 dicembre 1921 - 7 dicembre 1922). Sarà di fatto quest’ultimo a rimanere in carica più a lungo di tutti, e la sua relazione sullo stato di Vignola del 7 dicembre 1922 costituisce un ritratto puntuale del paese in questo periodo intermedio.
- 1922 Ripandelli Martuzzi sindaco Dopo l’interregno dei cinque commissari prefettizi, le elezioni indette nel novembre 1922 si svolgono in un clima surreale di intimidazione e limitazioni, dopo la presa del potere del fascismo con la famigerata Marcia su Roma del mese precedente. Il fascismo ottiene il completo controllo del Consiglio comunale, presentandosi con le uniche due liste elettorali che competono. Paolo Ripandelli Martuzzi diventa così sindaco di Vignola.
- 1923 Il Monumento ai Caduti Dopo molti rinvii, nel luglio del 1923 viene infine inaugurato, con una solenne cerimonia, il monumento ai caduti vignolesi della Grande guerra al centro del Parco della Rimembranza, opera dello scultore vignolese Luigi Bondioli.
Vita di Gazzotti
- 1886 Nascita Nasce a Modena dall’avvocato Emilio Gazzotti e da Giovanna Gibellini, con nome completo Luigi Angelo Giuseppe Geminiano Maria, detto «Gigino».
- 1906–1907 Emilio Gazzotti sindaco Emilio Gazzotti, dopo essere stato dapprima eletto come consigliere anziano e poi assessore, il 18 febbraio del 1906 diviene sindaco di Vignola, dopo le dimissioni di Alessandro Plessi. Nel suo breve periodo quale primo cittadino vignolese, Emilio promuove e inizia ad organizzare le Feste Barozziane, ma il 14 aprile 1907 decide, assieme a buona parte del Consiglio, di dimettersi dalla sua carica a causa di alcuni screzi con la Giunta Provinciale Amministrativa di Modena (un organo collegiale che al tempo aveva una funzione di controllo sulle finanze dei comuni) e forse anche a causa di un maldestro attentato subito durante il novembre precedente, che probabilmente lo spinge a voler passare più tempo con la propria famiglia.
- 1888 Nasce il fratello Pietro Nasce a Modena il fratello Pietro.
- 1889 Muore il fratello Pietro Muore a Modena il fratello Pietro.
- 1890 Emilio Gazzotti diventa Presidente della Filarmonica Per un breve periodo il padre di Luigi presiede la Società Filarmonica di Vignola, la cui vita in quegli anni ha un carattere piuttosto travagliato.
- 1899 Collegio San Carlo Durante gli studi al Collegio San Carlo di Modena riceve le prime menzioni d’onore per il suo talento al pianoforte, ma anche per le esibizioni di ginnastica.
- 1905 Inno per l’Educatorio provinciale San Paolo Compone un inno che dona all’Educatorio provinciale San Paolo di Modena.
- 1907–1913 Liceo musicale di Bologna Si forma al Liceo musicale di Bologna (oggi Conservatorio G.B. Martini) sotto la supervisione dei maestri Luigi Torchi, Guglielmo Mattioli e Marco Enrico Bossi, dedicandosi soprattutto allo studio di composizione, pianoforte e direzione d’orchestra. Si diploma a pieni voti (50/50) presentando la cantata Orpheus, su testo di Carlo Zangarini.
- 1909 Orchidea La gavotta Orchidea concorre al premio musicale Tito Belati di Perugia. La composizione per banda viene poi ridotta per pianoforte.
- 1911 Sognando La composizione Sognando viene premiata a un concorso musicale a San Giovanni Rotondo.
- 1912 Messa solenne Compone una Messa solenne.
- 1912 Commissione teatrale di Vignola Viene nominato membro della Commissione teatrale di Vignola, ruolo che ricopre almeno fino al 1915.
- 1913 Cantata in onore di Errico Petrella La Cantata in onore di Errico Petrella viene premiata con una medaglia d’oro e viene eseguita al Teatro Carlo Felice di Genova alla presenza del ministro della pubblica istruzione.
- 1913 Concorso Euterpe Alpina di Torino La romanza per pianoforte Se mai (tratta da una poesia di P.B. Shelley) e la Danza campestre per piccola orchestra partecipano al Concorso Euterpe Alpina di Torino e gli valgono un attestato di lode e un premio in denaro.
- 1913–1914 Stesura del Pazzariello Lavora con Ferdinando Fontana, autore del testo della Cantata in onore di Errico Petrella, a un’opera teatrale: Il pazzariello, scene napoletane in un atto, che non verrà mai rappresentato a teatro.
- 1914 Messa da requiem Compone una Messa da requiem, che viene pubblicata con dedica alla memoria del politico modenese Paolo Menafoglio.
- 1914 Danza delle farfalle La composizione per orchestrina La danza delle farfalle riceve una menzione d’onore alla competizione musicale indetta dalla rivista francese «L’Express musical» di Lione.
- 1914–1915 Stesura di Mastro Dill Lavora con Carlo Zangarini, librettista tra gli altri di Puccini e Leoncavallo, al dramma lirico Mastro Dill, che rimane inedito.
- 1915 Inno per l’Università popolare di Bologna Partecipa a un concorso per comporre l’inno dell’Università popolare G. Garibaldi di Bologna, si classifica al terzo posto e ottiene una medaglia d’argento.
- 1915–1917 Servizio militare Con l’entrata dell’Italia in guerra, viene chiamato alla leva, ma ottiene vari congedi temporanei a causa di una tubercolosi polmonare. Nell’estate del 1917 viene mandato definitivamente a riposo.
- 1915 Ninna nanna della guerra Compone la musica di una Ninna nanna della guerra, su testo del grande amico Clemente Coen.
- 1915 Mastro Dill al Concorso di Parma Il dramma lirico Mastro Dill compete al concorso organizzato a Parma da Cleofonte Campanini ed Edith Rockefeller McCormick. Giudicato meritevole di rappresentazione, alcuni brani vengono eseguiti a teatro nella città ducale, ma l’opera rimane inedita.
- 1919 Fotografie sul Touring Club Italiano Un nucleo di otto fotografie scattate da Gazzotti viene pubblicato sulla rivista mensile del Touring Club Italiano.
- 1920 Debutto per Procella Il dramma lirico Procella, libretto di Giovanni Marcozzi, viene rappresentato per la prima volta al Nuovo Politeama di Viareggio e ottiene un discreto successo.
- 1921 Debutto per Lo zingaro cieco Il dramma lirico Lo zingaro cieco, libretto di Clemente Coen, va in scena per la prima volta al Teatro Storchi di Modena. Si tratta dell’opera più nota di Gazzotti.
- 1921 Lo zingaro cieco a Brescia Lo zingaro cieco viene rappresentato anche al Teatro Sociale di Brescia.
- 1922 Morte del padre Emilio A 62 anni muore di nefrite il padre di Gazzotti, l’avvocato Emilio.
- 1922 Preparazione di Giuditta Clemente Coen scrive il testo di un nuovo dramma, Giuditta, di argomento biblico. Ne parla a Gazzotti, ma rimarrà incompiuto.
- 1922 Debutto per Il campanaro di Camalò Il dramma lirico Il campanaro di Camalò, ancora in collaborazione con Clemente Coen, debutta al Teatro Storchi di Modena, ma Gazzotti è già gravemente malato e non è presente alla rappresentazione, su cui però esprime privatamente delle critiche.
- 1923 Morte Luigi Gazzotti muore nella sua villa a Vignola.
Storia della musica
- 1889 Esposizione universale di Parigi
- 1890 Prima di Cavalleria Rusticana Musica di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci Teatro Costanzi di Roma
- 1892 Prima di Pagliacci Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo Teatro dal Verme di Milano
- 1894 Nasce la «Rivista Musicale Italiana» Fra i promotori Luigi Torchi, futuro maestro di Gazzotti.
- 1894 Prima del Prélude à l'après-midi d'un faune Musica di Claude Debussy, Parigi.
- 1896 Prima de La bohème Musica di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica Teatro Regio di Torino
- 1896 Prima di Andrea Chénier Musica di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica Teatro alla Scala di Milano
- 1897–1908 Pubblicazione de L'arte musicale in Italia Antologia di musica antica italiana a cura di Luigi Torchi, editore Ricordi.
- 1900 Prima di Tosca Musica di Giacomo Puccini. Teatro Costanzi di Roma
- 1901 Muore Giuseppe Verdi
- 1902 Prime incisioni discografiche di Enrico Caruso Milano, Gramophone Company.
- 1902 Prima di Pelléas et Mélisande Musica di Claude Debussy su testo di Maurice Maeterlinck Opéra-Comique di Parigi
- 1902 Prima di Adriana Lecouvreur Musica di Francesco Cilea su libretto di Arturo Colautti Teatro Lirico di Milano
- 1904 Prima di Madama Butterfly Musica di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica Teatro alla Scala di Milano
- 1909 Tre pezzi per pianoforte op. 11 Arnold Schönberg.
- 1910 Prima de L'oiseau de feu Musica di Igor Stravinskij, Balletti Russi Opéra di Parigi
- 1911 Prima de Le Martyre de Saint Sébastian Musica di Claude Debussy su testo francese di Gabriele D'Annunzio.
- 1911 Prima di Petruška Musica di Igor Stravinskij, Balletti Russi Théâtre du Châtelet di Parigi
- 1912 Prima di Pierrot lunaire Musica di Arnold Schönberg, Berlino.
- 1913 Prima de Le Sacre du Printemps Musica di Igor Stravinskij, coreografie di Vaclav Nijiskij Théâtre des Champs-Élysées di Parigi
- 1913 Concerto di Intonarumori Luigi Russolo Teatro Storchi di Modena
- 1917 Nasce la Società Italiana di Musica Moderna Ad opera di Alfredo Casella.
- 1917 Prima delle Fontane di Roma Musica di Ottorino Respighi, Roma.
- 1920 Prima de L'aviatore Dro Musica e libretto di Francesco Balilla Pratella Teatro Rossini di Lugo