Gente di Panaro
Rassegna di storia, “storie” e cultura locale – Valle del Panaro
Gruppo di Documentazione Vignolese “Mezaluna – Mario Menabue” APS
La rivista
Gente di Panaro, rassegna di storia, “storie” e cultura locale della Valle del Panaro, è una pubblicazione annuale nata nel 1999 e giunta nel 2026 al suo ventottesimo numero. È realizzata dal Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna – Mario Menabue APS ed è frutto esclusivamente del lavoro volontario di tante persone che, numero dopo numero, hanno messo e continuano a mettere a disposizione tempo, competenze e passione.
Gente di Panaro pubblica saggi, articoli e ricerche dedicati alle vicende storiche, ai personaggi, agli eventi e agli aspetti antropologici legati al territorio di Vignola e della Valle del Panaro. Accanto agli studi condotti sulle fonti d’archivio trovano spazio le memorie, le testimonianze e le vicende della vita quotidiana: dalla storia che ha attraversato queste terre alle piccole storie di famiglie, mestieri, luoghi e tradizioni che ne hanno plasmato l’identità.
Nel corso degli anni Gente di Panaro si è trasformata pur restando fedele a sé stessa. Non si è mai limitata a essere una semplice cornice per gli articoli, ma è diventata un vero e proprio ecosistema: un luogo d’incontro tra ricercatori, appassionati e lettori, in cui la ricerca, le storie e le memorie di Vignola e della Valle del Panaro riprendono vita e si fanno racconto per chiunque voglia o sappia ascoltare le voci del passato delle nostre Comunità.
Il Comitato di Redazione si è recentemente arricchito con l’ingresso di un nutrito gruppo di giovani studiosi e appassionati di storia, che affiancano chi da anni contribuisce alla rivista. Un passaggio di testimone e insieme un dialogo tra generazioni, che rinnova lo sguardo sul territorio senza smarrire il legame con l’esperienza maturata in oltre venticinque anni di attività.
L’ultimo numero
Gente di Panaro n. 28 (2026) · 260 pp.
Questo numero raccoglie diciannove articoli, che coprono un arco cronologico dal Medioevo all’età contemporanea, e che riguardano tutti gli otto comuni dell’Unione Terre di Castelli.
I temi di questo numero
- Castelnuovo RangoneLa storia dello zampone e il suo legame con il paese (Marco Gibellini); l’attività dell’Inquisizione nella frazione di Montale tra Seicento e Settecento (Marco Venturelli).
- Castelvetro di ModenaIl patrimonio artistico rinascimentale, alcuni capolavori e le committenze dei feudatari Rangoni (Graziella Martinelli Braglia).
- GuigliaLa vicenda di Paolo Ruini, nato a Pieve di Trebbio, calciatore della prima rosa del Modena, caduto nella Prima guerra mondiale, ricostruita attraverso alcune lettere ritrovate (Enrico Degiorgis).
- Marano sul PanaroLa seconda metà dell’Ottocento attraverso la figura di Vincenzo Miani, primo sindaco dopo l’Unità d’Italia, e della sua famiglia (Pier Augusto Galloni, Mara Roli).
- Savignano sul PanaroLe vicende militari e umane di Paolo Pallotti ed Elio Finelli, caduti rispettivamente nella Prima e nella Seconda guerra mondiale (Claudio Gibertini, Maria Paola Finelli).
- SpilambertoIl culto di san Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte e il “Santuario” della Beata Vergine del Carmine (Lidia Righi Guerzoni); le ricadute locali della legge di tutela del patrimonio culturale del 1909 (Criseide Sassatelli); Radio Queen e le “radio libere” degli anni ’70 e ’80 (Giorgio Bellucci).
- VignolaNuove “curiosità” dall’Archivio Storico Comunale (Giancarlo Govoni, Francesca Vignali); la composizione dei nuclei familiari nella prima metà dell’Ottocento (Matteo Giorgini); gli ultimi mesi di vita di Luca Antonio Tosi Bellucci, morto al fronte nel 1916 (Alberto Stefani, Maria Giovanna Trenti); l’acquisizione della Casa natale di Lodovico Antonio Muratori negli anni ’30 e il dibattito sui restauri (Alberto Stefani, Marcello Graziosi, Achille Lodovisi); la testimonianza del medico Roberto Roncaglia, soccorritore alla strage della stazione di Bologna.
- ZoccaSuor Anna Zanotti, rifugiata a Montombraro al tempo delle soppressioni napoleoniche dei conventi (Tiziana Gorrieri).
- Finale EmiliaLa realizzazione della statua di Gregorio Agnini da parte dello scultore vignolese Ivo Soli, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa (Gherardo Braida).
Comitato di redazione
Direttore responsabile
Alberto Stefani
Comitato di redazione
- Massimo Bazzani
- Enzo Cioni
- Martina Ghiddi
- Marcello Graziosi
- Guido Peroncini
- Marco Rubini
- Filippo Sassi
- Teodoro Savini
- Fausto Simonini
- Maria Giovanna Trenti
- Enrico Turci
- Enzo Venturelli
- Isabella Zanettini
Collabora con la rivista
Gente di Panaro è aperta a nuove collaborazioni: il Comitato di Redazione valuta con interesse proposte di saggi e articoli sulla storia, le “storie” e la cultura locale della Valle del Panaro.
Le proposte per il numero successivo vanno inviate entro dicembre dell’anno in corso.
Per informazioni o per sottoporre un testo al Comitato di Redazione:
I contributi inviati saranno valutati dal Comitato di Redazione e sottoposti a double-blind peer review.
Archivio dei numeri
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Indice degli articoli
L’indice completo dei contributi pubblicati su Gente di Panaro dal 1999 a oggi, con le pagine di ciascun articolo e, dove disponibile, un breve abstract. Usa la ricerca per parola oppure i filtri per numero, autore e argomento.
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n. 28 · 2026 · 260 pp.
IL CULTO A SPILAMBERTO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI. In occasione dell'ottavo centenario della sua morte, da un ragguaglio sintetico delle cronache e delle opere d'arte locali
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Il culto di San Francesco d'Assisi a Spilamberto si esprime storicamente attraverso l'antica Chiesa delle Monache Cappuccine Scalze di San Francesco (risalente al XVII secolo in via delle Monache) e la presenza di altari e opere d'arte dedicate al Santo nella principale Chiesa di Sant'Adriano III Papa. In occasione dell'ottavo centenario della morte del Santo, l'autrice ne indaga l'evoluzione del culto, molto sentito dalla popolazione, attraverso le manifestazioni artistiche e le cronache locali.
RINASCIMENTO A CASTELVETRO. Francesco Bianchi Ferrari (doc. 1487 – m. 1510), Giovanni Antonio Scacceri (doc. 1499 – m. 1528) e le committenze dei Rangoni
Martinelli Braglia Graziella
Abstract
Il patrimonio artistico rinascimentale a Castelvetro è legato principalmente alla Corte dei Conti Rangoni, che nel Cinquecento trasformarono il borgo in un vivace centro culturale frequentato da illustri letterati come Torquato Tasso, e alla figura del celebre umanista e filologo Lodovico Castelvetro. Con specifica attenzione ad alcuni capolavori e alle loro interazioni con i feudatari Rangoni, è studiato dall'autrice nota storica e storica dell'arte.
MONTALE E L'INQUISIZIONE
Venturelli Marco
Abstract
L'articolo presenta un percorso sull'attività dell'inquisizione nella frazione di Montale di Castelnuovo tra Seicento e Settecento. Il territorio rientrava nella giurisdizione e nella rete di controllo del Tribunale del Sant'Uffizio di Modena: l'autore riporta casi di abitanti di Montale processati dal Tribunale dell'Inquisizione modenese che ci fanno conoscere gli aspetti riguardanti le credenze popolari fantasiose, le superstizioni e le paure.
A SPILAMBERTO, NEL SEICENTO, IL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
La Chiesa del Carmine occupa un posto particolare nel cuore degli spilambertesi; edificata fra il 1641 e il 1647 attorno a una Maestà posta a ricordo di un miracolo qui compiuto dalla B.V. del Carmelo, è stata a lungo meta di pellegrinaggio. L'autrice porta alla luce un curioso esempio di devozione popolare di rapida diffusione e altrettanto rapido declino, relativo al "Santuario" della Beata Vergine del Carmine.
STORIA DI MARIA ZANOTTI: FRA MISTICISMO E RIVOLUZIONE. Clarissa Francescana dell'Abbadia di Bologna
Gorrieri Tiziana
Abstract
Montombraro di Zocca è lo scenario in cui si muove la studiosa Gorrieri che analizza la figura di Suor Anna Zanotti, al secolo Maria Zanotti, Clarissa Francescana dell'Abbadia di Bologna. E' la storia di una monaca di clausura che dovette svestirsi dell'abito monacale in seguito agli ordini del nuovo Governo Napoleonico, che nel 1799 impose la svestizione e la soppressione di molti ordini religiosi.
I NUCLEI FAMILIARI A VIGNOLA NELLA PRIMA METÀ DEL XIX SECOLO
Giorgini Matteo
Abstract
L'articolo di storia demografica analizza la composizione dei nuclei familiari vignolesi nella prima metà del diciannovesimo secolo, facendo scoprire al lettore una realtà assai sfaccettata. Per ricostruire la struttura e la storia delle famiglie a Vignola in quel periodo (segnato dal passaggio dal governo napoleonico alla Restaurazione e al periodo austro-estense), le fonti primarie di riferimento sono i registri di nati, matrimoni e morti dello Stato Civile Napoleonico e Austro-Estense e l'Archivio Storico Comunale di Vignola.
VINCENZO MIANI. IL PRIMO SINDACO DI MARANO
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Nato il 7 maggio 1820, laureatosi all'Università di Modena nel 1844, di professione farmacista, Vincenzo Miani ebbe un ruolo importante nel periodo tra la fine del Ducato Estense e la nascita del Comune di Marano. Negli anni '50 dell'Ottocento aveva l'incarico di Agente per il Podestà di Vignola e nel 1859-60 divenne il primo Sindaco del nuovo Comune del Regno d'Italia.
LA FAMIGLIA DI VINCENZO MIANI
Roli Mara, Galloni Pier Augusto
Abstract
La famiglia di Vincenzo Miani, il primo Sindaco di Marano, si poteva considerare un tipico nucleo familiare borghese della provincia modenese. Lo Stato di famiglia, risalente presumibilmente agli anni '70 dell'Ottocento, segnalava il capofamiglia, definito letterato, di professione farmacista, e la moglie definita "reggitrice" (la padrona di casa) e numerosi figli, 8 maschi e 1 femmina.
SPILAMBERTO. TUTELA E VALORIZZAZIONE DI UN PATRIMONIO CULTURALE
Sassatelli Criseide
Abstract
L'articolo illustra le ricadute locali dell'importante legge del 1909, che ha rappresentato una svolta fondamentale per la tutela del patrimonio culturale italiano. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 (nota come legge Rava-Rosadi) ha rappresentato il primo vero pilastro organico per la protezione del patrimonio storico, archeologico e artistico in Italia, introducendo l'inalienabilità dei beni pubblici, il vincolo di notifica e il blocco delle esportazioni illecite.
IL SOLDATO CALCIATORE. Storia del sottotenente Ruini, dal calcio alla Grande Guerra
Degiorgis Enrico
Abstract
Il fortunato ritrovamento di alcune lettere ha consentito all'autore di ricostruire la vicenda di Paolo Ruini, nato a Pieve di Trebbio (Guiglia), calciatore della prima rosa del Modena calcio, scomparso tragicamente nella Prima guerra mondiale, 110 anni fa. Terzino cresciuto nell'Associazione Studentesca del Calcio di Modena, fu tra i protagonisti della prima stagione del Modena prima di passare al Reggio. Morì nell'affondamento del piroscafo Principe Umberto al largo di Valona.
LUCA ANTONIO TOSI BELLUCCI: LA VITA IN TRINCEA, LA MORTE, LA MEMORIA
Stefani Alberto, Trenti Maria Giovanna
Abstract
Il saggio integra un precedente studio pubblicato nel 2019 su Gente di Panaro dedicato a Luca Antonio Tosi Bellucci (1883-1916), esponente del socialismo emiliano e assessore della giunta comunale socialista di Bologna, caduto sul Carso nel luglio del 1916. In occasione del 110° anniversario della morte, gli autori presentano nuovi documenti e testimonianze relativi agli ultimi mesi di vita del personaggio. La ricerca ricostruisce dapprima il contesto politico bolognese tra il 1914 e il 1915, in cui Tosi Bellucci si distinse come convinto neutralista, partecipando attivamente al dibattito interno al Partito Socialista e subendo le violenze degli ambienti interventisti. Nonostante le sue posizioni, fu arruolato e inviato al fronte nell'8° Reggimento Artiglieria da Fortezza, impiegato nelle operazioni sul Carso. Attraverso lettere inedite, il contributo illumina la progressiva trasformazione interiore del personaggio: dall'amarezza fatalista delle corrispondenze private all'ironia aspra con cui descriveva la vita di trincea, in contrasto con il suo carattere abitualmente sereno. Particolare attenzione è dedicata alle circostanze della morte, avvenuta il 7 luglio 1916 durante il recupero di un lancio austriaco da 305 inesploso. Il saggio si chiude con un'analisi della memoria postuma del personaggio: la contesa tra fazioni politiche opposte per appropriarsi della sua figura, l'eco nel dibattito parlamentare del dicembre 1917, prima che la sua memoria cadesse nell'oblio con il mutare del clima politico.
TENENTE PAOLO PALLOTTI, UN RAGAZZO TRA I TANTI
Gibertini Claudio
Abstract
Un ragazzo come tanti, Paolo Pallotti di Alfonso, nato il 26 settembre 1894 a Savignano sul Panaro, Tenente di complemento del 72° reggimento fanteria, morto il 10 luglio 1917 a Mantova per infortunio per fatto di guerra. Il suo nome è inciso sulla lapide agli studenti del Sigonio caduti nella Grande Guerra. Sul fondo di una lastra di marmo grigio è apposta la lapide in omaggio ai Caduti della Prima guerra mondiale, nominata “quarta guerra dell’indipendenza d’Italia”. In essa sono riportati i nomi e la provenienza di otto alunni che la scuola ebbe “come studenti” e che ricorda “con orgoglio, affetto e rimpianto”.
GLI ANNI TRENTA DEL NOVECENTO TRA LA ROCCA E CASA MURATORI
Graziosi Marcello, Lodovisi Achille, Stefani Alberto
Abstract
Il Comune di Vignola ha acquistato la Casa natale dello storico e letterato Lodovico Antonio Muratori nel 1936. Il saggio si sofferma sulle complicate dinamiche che negli anni Trenta del secolo scorso hanno segnato l'acquisizione della Casa natale di Lodovico Antonio Muratori da parte del Comune di Vignola e il dibattito sui restauri e sulla futura adibizione dell'edificio. Pochi anni dopo l'acquisizione, precisamente nel 1940, l'immobile situato in via Selmi è stato ufficialmente dichiarato Monumento Nazionale. In occasione del secondo centenario della morte del Muratori, la struttura fu sottoposta a interventi di restauro per allestire la "Camera Genetliaca" (lo studiolo arredato con opere d'arte e mobili d'epoca). Nel marzo 2023 alla casa è stato assegnato il marchio regionale "Case e studi delle persone illustri dell'Emilia-Romagna".
CURIOSITÀ DALL'ARCHIVIO STORICO DI VIGNOLA
Vignali Francesca, Govoni Giancarlo
Abstract
Si tratta di brevi notizie che gli autori raccolgono consultando i documenti conservati nel Polo Archivistico Storico dell'Unione Terre di Castelli. La loro collaborazione con l'Associazione ha reso possibile condividere un prezioso tesoro di conoscenze. Nell'articolo si parla di una culla in vimini usata per il trasporto dei neonati alla fonte battesimale, di estendere il nome Vignola con " di Modena", di eliminare la strettoia nel piazzale dell'attuale via Cantelli, della scomparsa di un portone in via Bernardoni e di un avviso comunale sul decoro da usare per immergersi nelle acque di Panaro e canali.
DIETRO UN NOME SULLA LAPIDE DEI CADUTI DI SAVIGNANO
Finelli Maria Paola
Abstract
L'articolo è un estratto del diario del caporale maggiore Elio Finelli morto in prigionia nel 1944, il cui nome compare sul monumento dei caduti della Seconda guerra mondiale a Savignano sul Panaro. L'autrice ha voluto rendere omaggio alla memoria dello zio trascrivendo l'intero manoscritto e tutti gli allegati e, stampato in poche copie, lo ha regalato ai familiari affinché potessero conoscerlo meglio.
BREVI NOTE SULLA STATUA IN BRONZO REALIZZATA DA IVO SOLI PER IL MONUMENTO A GREGORIO AGNINI SITO IN FINALE EMILIA
Braida Gherardo
Abstract
Ottant’anni dopo la sua scomparsa, la città di Finale ha reso omaggio a Gregorio Agnini, figura centrale della storia sociale e politica modenese, attraverso il restauro del monumento bronzeo realizzato dallo scultore Ivo Soli e dei tre bassorilievi di Dante Zamboni che ne raccontano la vita e l’impegno. Il monumento a figura intera di Agnini e i tre bassorilievi vennero inaugurati il 2 giugno 1960 accanto al Castello di Finale. La loro realizzazione fu il risultato di un raro slancio collettivo: 31 Comuni modenesi contribuirono con una quota economica, mentre cooperative e privati cittadini parteciparono con ulteriori donazioni.
PERCHÉ NON CREDO CHE LO ZAMPONE SIA NATO ALLA MIRANDOLA
Gibellini Marco
Abstract
Secondo la tradizione e la leggenda, lo zampone è nato a Mirandola nel 1511, durante l'assedio delle truppe di papa Giulio II. Il castello di Mirandola fu circondato dalle truppe pontificie; per evitare che i maiali cadessero in mano nemica o morire di fame, i cittadini decisero di macellare tutti i suini. Per conservare la carne e non sprecarla, un cuoco al servizio dei Pico della Mirandola pensò di macinare i tagli e insaccarli nella pelle delle zampe anteriori del maiale. Non esistono prove scritte o documenti ufficiali dell'epoca che confermino questo episodio. La nascita dello zampone come lo conosciamo oggi si consolidò nella zona tra il modenese e la Bassa nel corso del Settecento, sostituendo preparazioni rinascimentali più antiche.
RADIO QUEEN: 50 ANNI FA NASCEVA A SPILAMBERTO LA RADIO LIBERA
Bellucci Giorgio
Abstract
Radio Queen è la storica emittente libera di Spilamberto nata nell'autunno del 1975 e celebrata nel 2025/2026 per il suo cinquantenario. La storia della radio è stata rievocata con mostre fotografiche e la riproduzione dello storico studio radiofonico in collaborazione con iniziative locali, Nasce per opera di un gruppo di giovani appassionati di musica ed elettronica. La prima sede si trovava in via Obici; nel 1977 l'emittente si trasferì sul Torrione Medievale della Rocca Rangoni. Trasmetteva sui 93.300 MHz in FM ed è stata una delle prime radio libere del territorio.
TESTIMONIANZA DI UN MEDICO VIGNOLESE ALLA STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA
Roncaglia Roberto
Abstract
La testimonianza di Roberto Roncaglia riguarda il suo vissuto come ufficiale medico in servizio militare di leva a Bologna durante i soccorsi immediatamente successivi alla strage della stazione del 2 agosto 1980. Intervenne in prima persona nei soccorsi drammatici dei feriti e nella gestione dei primi momenti di emergenza caotica alla stazione e negli ospedali. La sua testimonianza è stata al centro delle celebrazioni ufficiali del Comune di Vignola, dove è stato ricordato pubblicamente e inserito come testimone oculare dei fatti.
n. 27 · 2025 · 186 pp.
L'EPIDEMIA DI TIFO A VIGNOLA: UNO STUDIO DELLA DINAMICA DELLA POPOLAZIONE TRA IL 1809 E IL 1824
Giorgini Matteo
Abstract
Vignola, come il resto d'Italia e buona parte dell'Europa, ha risentito nel biennio 1816/17 di una crisi di mortalità dovuta al tifo. Per un'analisi degli effetti sulla popolazione si è considerato un arco temporale di sette anni prima e sette anni dopo la manifestazione. L'indagine è stata svolta raccogliendo ed analizzando anche graficamente i dati contenuti nel registro delle sepolture, negli stati delle anime e nei registri dei battezzati e dei matrimoni.
I MILLE ANNI DI CASTELNUOVO RANGONE
Gibellini Marco
Abstract
Il primo documento in cui è riportato il nome di Castelnuovo Rangone è una pergamena datata 24 aprile 1025, oggi conservata all'Archivio di Stato di Modena, con cui il Vescovo di Modena Ingone conferma al monastero di San Pietro di Modena le precedenti donazioni fatte dai suoi predecessori e ne aggiunge altre. Dona al monastero un piccolo pezzo di terreno chiamandolo "Castro Novo".
LA BATTAGLIA DEL MONTALE
Venturelli Marco
Abstract
Il 25 maggio 1249, nella piccola località di Fossalta presso le sponde del Torrente Tiepido a Montale di Castelnuovo, gli schieramenti dei guelfi di Bologna sconfissero le forze dei ghibellini di Modena e Cremona unite alle truppe imperiali di Enzo, Re di Sardegna. La sconfitta portò alla cattura di Re Enzo che fu portato in città, tenendolo come prigioniero (seppur di riguardo) in uno degli edifici che da lui tuttora ne conserva il nome, Palazzo Re Enzo.
L'ALBERGATORE, LA CARTOMANTE, IL PARROCO DI MARANO E LA CAMPANA DI DON GEMINIANO
Roli Mara, Galloni Pier Augusto
Abstract
Alcuni documenti conservati nell'Archivio Comunale di Marano raccontano di due brevi e curiose vicende svoltesi nel periodo 1943/44, il periodo più drammatico della Seconda guerra mondiale, vicende che appaiono nettamente in contrasto con il clima di quegli anni, dove l'Italia era divisa in due e Marano faceva parte della Repubblica Sociale di Salò. La prima riguarda una cartomante che abitava sopra alla trattoria-albergo di Maleti Gilio e la seconda coinvolge Don Gaspare Campi, parroco di Marano dal 1924, e Don Geminiano Manzini, sacerdote secolare della Diocesi di Modena che viveva all'epoca in un edificio di sua proprietà nella parte alta del borgo.
COMPAGNIA DEL SUFFRAGIO O DEI SACCHI DI VIGNOLA NELLA "CRONACA BELLOJ" E NELLA "CRONACA GALLI"
Bazzani Massimo, Menabue Renzo
Abstract
Nel XV secolo a Vignola, come del resto in tutta l'Europa cattolica, erano molte fiorenti e attive le Compagnie o Confraternite religiose. La storia di questa Compagnia, dalla sua fondazione al rapido declino, viene narrata da Domenico Belloj nel "De Vineolae moderniori statu chronica enarratio" per lungo tempo unica fonte diretta. In un fondo archivistico è stata ritrovata dagli autori la" Storia Antica e Moderna di Vignola" del parroco Galli Antonio, in grado di riempire quella lacuna cronachistica che si aveva tra il Belloj e gli autori risorgimentali, quali Plessi, Crespellani e Selmi
MALA TEMPORA CURRUNT: IL 1500/1700 DI BANDITISMO E ARCHIBUGIATE IN QUEL DI MONTOMBRARO
Gorrieri Tiziana
Abstract
Non era facile vivere a Montombraro di Zocca fra il 1500 e il 1700, nemmeno fra la gente comune. All'ordine del giorno archibugiate, risse, faide, fenomeni di brigantaggio, contrabbando e omicidi. Numerosi manoscritti riportano episodi più o meno cruenti: la registrazione sul libro dei morti della Parrocchia rimanda puntualmente a casi di morte causati da ferite d'arma da fuoco. Tra i manoscritti esaminati dall'autrice diversi narrano in modo dettagliato dei fenomeni di banditismo.
IMPIANTO IDROELETTRICO DI FALANELLO E CANALE IRRIGUO MARANO FORMIGINE (prima parte: LA DIGA)
Barani Claudio, Pastorelli Gabriella, Simonini Fausto, Stefani Alberto
Abstract
Nei primi anni '30 del '900 si sviluppò il progetto di una diga in località Borgo di Falanello presso il ponte di Chiozzo, poco oltre Casona di Marano, che avrebbe prodotto un invaso simile a quello del lago di Suviana (terminato nel 1932), con una potenzialità di 136.400.000 Kwh/anno ed in grado di soddisfare i bisogni delle province di Modena, Bologna con le FF.SS. La ricerca degli autori si basa su fascicoli e mappe presenti nell'archivio dell'Associazione e sul ricco patrimonio fotografico della Ditta Barani Domenico
STORIE DI MALAGIUSTIZIA?
Sassi Filippo
Abstract
Una lettera, conservata presso una raccolta privata, è una interessante testimonianza dell'omicidio del fabbro Brascaglia di Montecorone avvenuto il 1° aprile 1849 ed attribuito a Ferdinando Zona di Samone e a Domenico Carboni di Montecorone. La missiva è del Giusdicente di Guiglia al Governatore di Bazzano allo scopo di rintracciare ed arrestare lo Zona, unico latitante, rifugiatosi a Savigno. A seguito della mite condanna inflitta allo Zona, la vedova Brascaglia invia una supplica al Duca Ferdinando V che inasprisce la pena e, a conoscenza di altre vicende, invita a dare un segnale "forte" preoccupato dell'ordine pubblico.
DELLE CHIESE E DEGLI ORATORI DI GUIGLIA
Turci Silvano
Abstract
Si tratta del manoscritto di Don Anselmo Gianotti del 1794 che contiene le informazioni richieste dal Vescovo. Inizia con la storia della Parrocchiale di Guiglia già presente in un documento Vescovile del 996 come Cappella di San Geminiano e sussidiaria di Pieve di Trebbio fino al 1550. Le Parrocchie, Pievi o Chiese battesimali erano tre: Ciano, Pieve di Trebbio, Missano e gli Oratori esistenti ed elencati da Don Gianotti erano sei: di S. Stefano,dei SS. Sebastiano e Rocco, della Lama dedicato a S.Antonio da Padova, dei Baracani dedicato alla B.V. della Provvidenza, di S.Antonio delle Ortaglie, della Madonnina.
LETTURA DI UNA ANTICA MAPPA SPILAMBERTESE
Sassatelli Criseide
Abstract
Questo disegno, conservato nell'Archivio di Stato di Modena, precisamente "schizzo" e non "rappresentazione tecnica", ci può fornire, alla luce di tante ricerche di archivio, molte informazioni sulla vita economico-sociale-religiosa e sulla topografia di questo territorio nel lontano secolo XVII. Era finalizzato a realizzare un intervento sul territorio che circondava il "Castello" di Spilamberto: occorreva deviare il percorso verso nord del "Canale Diamante", in quanto il fiume Panaro aveva invaso le terre ad ovest della sua sponda devastando i terreni dove il Canale in parte scorreva.
ACQUE SULFUREE NEL TERRITORIO DI GUIGLIA, ZOCCA E MONTESE
Bassi Patrizia, Cabri Florenzo
Abstract
Da una ricerca del geologo Fabrizio Anderlini del 1980. Le acque sulfuree fredde sono caratteristiche per l'odore di uova marce dato dalla presenza di acido solfidrico H2S (detto anche idrogeno solforato) che trae origine dal lavaggio, da parte delle acque meteoriche che si infiltrano nel terreno e scorrono verticalmente verso il basso per gravità, di sostanze organiche e di solfuri diffusi nelle rocce attraversate. Sono tredici le sorgenti censite: cinque nel comune di Guiglia, sette nel comune di Zocca, una nel comune di Montese.
UNA PASSEGGIATA NEL DIALETTO SAVIGNANESE
Rinaldi Giorgio
Abstract
Il dialetto mantiene ancora oggi una forte presenza nelle conversazioni quotidiane. In una regione come l’Emilia-Romagna, dove sono presenti diverse linee isoglosse (confini linguistici che attraversano una regione), è possibile trovare dialetti diversi anche nello stesso comune. I dialetti bolognesi rustici occidentali sono una variante linguistica della lingua emiliano-romagnola appartenenti al ramo dei dialetti tipo bolognese parlati nei comuni della pianura e della collina ad ovest di Bologna. Appartiene a questo ramo, in una variante di transizione con il modenese, anche quello di Savignano sul Panaro.
CURIOSITA' DALL'ARCHIVIO STORICO DI VIGNOLA
Govoni Giancarlo, Govoni Sabrina
Abstract
Si tratta di brevi notizie che gli autori raccolgono consultando i documenti conservati nel Polo Archivistico Storico dell'Unione Terre di Castelli. La loro collaborazione con l'Associazione ha reso possibile condividere un prezioso tesoro di conoscenze. Nell'articolo si parla di Regolamento per lo sparo dei razzi contro le nubi grandinifere (1894/99), di tassa sui velocipedi (1900), del Censimento della popolazione di Vignola, comprese le Parrocchie e loro confini (1901), della numerazione delle abitazioni (1869).
1954 LETTERE DALLA SVIZZERA (ricordi di una bambina maranese)
Roli Mara, Galloni Pier Augusto
Abstract
E' un ricordo personale dell'autrice, intenso ed emozionante. Nell'inverno del 1954 la protagonista è colpita da strabismo infantile; dopo diverse visite da specialisti in Italia la famiglia decide per un intervento in una clinica svizzera. Durante la degenza nella clinica ginevrina, dove mitiga la permanenza scambiando numerose lettere con i familiari, riceve una visita inaspettata ed un altrettanto inatteso regalo.
LA SCUOLA MEDIA “L.A. MURATORI” terza parte, dal 1963 al 1994 anno di fusione tra le due Scuole Medie vignolesi (L.A.Muratori e J.Barozzi) APPARATO ICONOGRAFICO
Maini Carla, Venturi Cesarino
Abstract
Nel numero 26 di Gente di Panaro, per motivi tecnici, non sono state inserite le foto di classe del trentennio 1963-1994; l'articolo raccoglie un'ampia selezione di fotografie.
LO "SCANDALO" BONCOMPAGNI – ZAMBECCARI
Stefani Alberto, Trenti Maria Giovanna
Abstract
Nel 1575, con la tragica morte del marchese Ercole Contrari, il feudo di Vignola fu incamerato dalla corte estense per poi essere ceduto nel 1577, dietro lauto pagamento, a Giacomo Boncompagni, figlio del pontefice in carica Gregorio XIII, salito al soglio pochi anni prima e intenzionato a creare per l'erede e quindi per il casato un solido dominio feudale: Vignola era la prima, importante casella di un mosaico che aveva fatto dei Boncompagni una famiglia ricchissima. Erano anni di grandi successi per la potente dinastia bolognese, che stava assumendo una dimensione "italiana" e che si permetteva di spadroneggiare su Bologna, coniugando con solenne indifferenza il mecenatismo al sopruso. Naturalmente non mancarono gli scandali: uno in particolare si scatenò pochissimi anni dopo l'ingresso dei Boncompagni a Vignola. Il protagonista maschile di questa torbida storia fu Girolamo Boncompagni, nipote del papa (figlio di uno dei suoi fratelli minori, Boncompagno e di Cecilia Bargellini). Boncompagno era in quel momento la figura più importante nel panorama politico bolognese e sicuramente il figlio, Girolamo doveva godere di molti privilegi e di una certa impunità. Lo scandalo di cui si parla si scatenò a Bologna nel 1584 dopo una "gestazione" lunga almeno cinque anni. La vicenda si originò durante il Carnevale del 1579, quando Girolamo aveva ventisei anni, ed ebbe per protagonista femminile Pompilia della nobile famiglia Zambeccari, vedova del Conte Emilio Malvezzi, che, nonostante fosse ormai quarantatreenne, era "ancora bella ed appariscente. Aveva fresche carni, bianca pelle, belle forme ed uno sguardo angelico".
n. 26 · 2024 · 200 pp.
GIUSEPPE CERVI: UN VALENTE MEDICO TRA NAPOLEONE E GLI ESTENSI
Trenti Maria Giovanna, Stefani Alberto
Abstract
Giuseppe Cervi, laureato in medicina nel 1803, scelse di esercitare la propria professione in ambito militare e fu aggregato, con il grado di Tenente, al 1° Reggimento Ussari Italiani in qualità di chirurgo, divenendo poi ben presto Chirurgo Aiutante Maggiore. Rientrato a Vignola dalla campagna di Russia, nel 1815 fu nominato Capo Chirurgo per le sale Civili e Militari dell'Ospedale di Modena con una carriera lanciata verso il successo. Ai successi professionali fecero da contraltare una vita privata segnata da gravi lutti: la morte dei due fratelli minori, ma anche della prima moglie e di tutti e tre i figli.
A CENTO METRI DA CASA MIA C’È IL PANARO
Savini Umberto
Abstract
L’autore torna con nostalgia in un luogo del cuore, rivivendo emozioni e ravvivando ricordi. Il senso di appartenenza nei confronti di quel luogo chiamato Bocchirolo, sulla riva destra del Panaro, è un sentimento che trapela nella raccolta di dieci storielle di carattere autobiografico, riunite sotto il titolo di "decameroun" (dieci stupidaggini). Nato per gioco durante l'isolamento Covid, descrive un piccolo mondo chiuso tra il canale della Cartiera Santi e il Fiume durante la sua infanzia e la Seconda Guerra Mondiale: i giochi, la bicicletta,l'amore per la casa, il canale, il Panaro, i bambini e gli adulti, la scuola, gli "americani" contrapposti ai "tedeschi", la gioia per l'abbondanza e la prima grande festa per la Liberazione.
LANFRANCO FONTANA E LE SCATOLE ESPLOSIVE DI MODENA (O DI CASTELNUOVO)
Gibellini Marco
Abstract
Una storia che nasce all'interno delle guerre tra famiglie modenesi per il dominio della città, che grazie ai regali di Lanfranco Fontana rese la situazione più incandescente.Nato a Modena intorno al 1530 da ricca e potente famiglia, fu tra i protagonisti di una lunga faida tra alcune eminenti famiglie cittadine. Un odio secolare contrapponeva, in particolare, i Bellincini ai Fontana che si protrarrà per quattordici anni (1546-1560) e avrà una conclusione assolutamente inedita anche per quei tempi, con il confezionamento di ordigni esplosivi avvenuto proprio a Castelnuovo, per consegnare la brutale vendetta a domicilio.
L'ORATORIO DI SANTA APOLLONIA A CASTELLINO DELLE FORMICHE
Lelli Maria Paola
Abstract
Nella località di Castellino di Guiglia troviamo il Castellino delle Formiche. La denominazione è, con ogni probabilità, frutto di un’errata traduzione popolare del medievale Castrum Formigis che in realtà rimanda al latino formido, formidabilis cioè “Castello che incute timore”. Nelle vicinanze si trova il piccolo oratorio di pianta rettangolare, la facciata presenta il portale di accesso con sovrastante finestrella quadrilobata. Nel 1792 il parroco del Castellino, don Muzzarini, documenta l’esistenza di un “saccello" con entro l’immagine di Santa Apollonia. All'interno del piccolo oratorio di Santa Apollonia si trova esclusivamente l'altare originario in legno, sopraelevato da una pedana in muratura.
GIUSEPPE GRAZIOSI: LA FOTOGRAFIA COME FORMA D'ARTE
Reggianini Federica
Abstract
Giuseppe Graziosi, nato a Savignano S.P. nel 1879, artista poliedrico che si è dedicato alla fotografia, alla pittura, alla scultura e alle incisioni. Proseguendo su una strada percorsa da numerosi artisti già dalla metà dell'Ottocento, Graziosi demanda alla macchina fotografica il ruolo svolto tradizionalmente dagli appunti grafici raccolti nel blocco degli schizzi e se ne serve per formare un repertorio di immagini da cui attinge spunti narrativi, personaggi, azioni, effetti in movimento e di luce, sfondi di paesaggio e prospettive urbane che riprende e rielabora più volte anche a distanza di molti anni, trasportandoli di volta in volta nelle tecniche artistiche a lui più congeniali sino ad esaurirne tutte le potenzialità espressive.
PAOLO MAGELLI, UN "UOMO IRREQUIETO" DALLE CAMPAGNE NAPOLEONICHE ALLA SPILAMBERTO MENOTTIANA
Stefani Alberto
Abstract
L'articolo ricostruisce la figura di Paolo Magelli (1785–1843), nato a Pavullo nel Frignano, soldato napoleonico e in seguito protagonista dei moti menottiani del 1831 a Spilamberto. Attraverso un ricco epistolario conservato alla Biblioteca Estense di Modena, emerge il ritratto di un "uomo comune" che partecipò in prima persona alle principali campagne napoleoniche – Dalmazia, Austria, Russia – restituendo una testimonianza dal basso della vita militare. L'articolo mette in luce la contraddizione tra le testimonianze che ne sottolineano un ruolo eroico e patriottico e quanto emerge dalle lettere private, in cui Magelli appare invece come un uomo mosso principalmente dal tornaconto personale e da preoccupazioni venali. Resta tuttavia indiscutibile il contributo di questo "uomo comune", e di tanti come lui, ai grandi eventi della prima metà dell'Ottocento.
RADIO CLUB L.A.M. (LUDOVICO ANTONIO MURATORI)
Pizzirani Giuliano
Abstract
Da "CB pirati" a esperti a tutto tondo di telecomunicazioni, i volontari della Pubblica Assistenza Radio Club L.A.M. si raccontano. Una associazione, la loro, attiva in un ambito specifico, quello delle comunicazioni in situazioni di emergenza, che, negli anni, è stata chiamata a intervenire nelle contingenze più disparate, dalle feste paesane alle zone terremotate, dalle aree alluvionate fino addirittura ai teatri di guerra. Nel 2024 l'associazione ha festeggiato il cinquantesimo anniversario di fondazione nella nuova sede della Protezione Civile.
PERCHE' L'ACQUEDOTTO A VIGNOLA?
Govoni Giancarlo, Govoni Sabrina
Abstract
La prima parte della cronistoria che descrive la costruzione dell'acquedotto pubblico per il centro di Vignola, a partire dal 1831. Dall'utilizzo di pozzi pubblici, facilmente inquinabili e vettori del morbo asiatico (colera), ai primi studi di fattibilità a fine '800, che prevedono l'installazione di un serbatoio in posizione sopraelevata ( la scelta sarà sulla Torre dell'Orologio dopo il parere negativo del Principe Boncompagni di poterlo collocare sulla Torre Nonantolana), fino alla sua realizzazione nella seconda decade del '900 ed il successivo ampliamento.
CON LE MANI, CON IL CUORE DIARIO DI UNA "FERRAMENTA" MARSILIO BIAGI
Malmusi Luciano, Scurani Mauro
Abstract
Una biografia con i ricordi di una vita, i sacrifici, le difficoltà del periodo bellico ma anche l'amore per la famiglia,il lavoro, l'impegno politico, la bicicletta, la natura, le cose semplici. Negli incontri con gli autori Marsilio Biagi ha raccontato molto delle vicende della sua vita, fornendo un abbondante materiale manoscritto. Parte dal luogo di nascita, le "Querciole" un piccolo borgo di Rosola di Zocca, terra di contadini ed emigranti.
LE VILLE STORICHE DI MONTALE
Venturelli Marco
Abstract
L'esperto di storia locale Marco Venturelli è la guida di un percorso alla scoperta delle ville storiche di Montale Rangone di Castelnuovo. Per la sua "bell'aria" Montale era ritenuto un luogo di villeggiatura dai modenesi che intorno al 1600 vi fecero costruire le loro ville di campagna. Villa Manodori-Coccapani, considerata un esempio di architettura del '700, si presenta come un ampliamento settecentesco di una costruzione precedente, risalente senz'altro al '600; Villa Berti fu costruita nel XVIII secolo sulle fondamenta delle vecchie carceri per ergastolani di Montale; Villa Fernada fu fatta costruire nella metà del '500 dalla famiglia Bergola; Villa Guidi è una dimora cinquecentesca, tipico esempio di casa padronale emiliana.
IL COMUNE DI MARANO NEGLI ANNI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Molte delle vicende che interessano il paese di Marano sul Panaro, durante il secondo conflitto mondiale, sono state studiate e portate alla luce; gli autori si propongono, consultando gli Archivi comunali, di intravedere aspetti non ancora conosciuti di quel periodo. Dai primi segnali, negli ultimi mesi del 1939, che si stava avvicinando il conflitto anche per Marano, alle decisioni del Comune prese per diretta conseguenza delle vicende del 1943, alle rappresaglie e alla strage di Ospitaletto del '44 , al bombardamento alleato di Festà nel 1945, alla Liberazione.
LA SCUOLA MEDIA “L.A. MURATORI” terza parte, dal 1963 al 1994 anno di fusione tra le due Scuole Medie vignolesi (L.A.Muratori e J.Barozzi)
Maini Carla, Venturi Cesarino
Abstract
Si tratta della terza parte del lavoro frutto della ricerca dagli archivi scolastici e comunali di due ex docenti che hanno frequentato come alunni la Scuola Media “L.A. Muratori” e poi vi hanno insegnato per lunghi anni. Gli autori ne raccontano gli sviluppi dal 1963 al 1994 ricordando la partecipazione della Scuola alla celebrazione della X Giornata europea della scuola nell'a.s. 1963-64 e i temi organizzativi e didattici che hanno caratterizzato la scuola media unificata in quel periodo.
LE VILLEGGIATURE DI UN GIOVIN E SPLENDIDO PRELATO. LE ESTATI VIGNOLESI DEL CARDINALE IGNAZIO BONCOMPAGNI LUDOVISI
Lodovisi Achille
Abstract
Secondo figlio maschio di Gaetano, principe di Piombino, duca di Sora e marchese di Vignola, e di Laura Chigi, nacque in Roma l'8 giugno 1743. La sua condizione di cadetto lo destinò alla carriera ecclesiastica che gli garantì successi ed onori. Particolare importanza ebbe la nomina, nel 1767 a soli 24 anni, a delegato apostolico della commissione per le acque nelle tre Legazioni di Bologna, Ferrara e Romagna, la direzione di una attività che costituiva tradizionalmente una delle maggiori preoccupazioni per l'amministrazione dello Stato pontificio. Il giovane Prelato aveva eletto come suo buen ritiro in riva al Panaro l'edificio progettato da Giacomo Barozzi; il carattere del Boncompagni e la natura della sua cerchia di amicizie e relazioni trovavano nell'architetture dell'edificio una passerella d'eccezione per nobili parenti, per le visite dell'aristocrazia senatoria bolognese, di cardinali legati e di esponenti di spicco della Corte estense.
NELLO BOZZINI PARTIGIANO E AZIONISTA Un fondo librario arricchisce le collezioni permanenti della biblioteca comunale "Francesco Selmi" di Vignola
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
Oltre trecento volumi quasi interamente dedicati al Ventennio fascista e, in particolare, ai drammatici anni della lotta antifascista e della guerra civile (1943-1945). Questa raccolta, di indubbio valore sul piano storico e culturale, costituisce la biblioteca personale del professor Nello Bozzini (1922-2004), sedimentatasi nel corso di anni di studi intensi e appassionati su questa difficile fase storica, che lo hanno portato a collaborare con diverse riviste di interesse nazionale. Di grande rilevanza è il saggio pubblicato dallo stesso nel 2002 sulla strage nazifascista di Ospitaletto di Marano sul Panaro, 13 agosto 1944.
n. 25 · 2023 · 192 pp.
LA CARTA ANNONARIA
Lugli Bruno
Abstract
L’autore, attraverso il ricordo giovanile di uno schiaffone ricevuto per aver smarrito il portafogli della mamma (poi ritrovato), tratta l’argomento della “carta annonaria individuale”. Una spaccato della società italiana nel periodo 1942-1945 e delle ristrettezze in cui era obbligata a vivere. La "Carta annonaria individuale", comunemente detta "Tessera", era il documento per il quale venivano consegnati a ogni individuo le razioni alimentari che gli spettavano. Aveva dei bollini che venivano staccati al momento dell'acquisto dei generi. Esistevano le tessere per i Generi Alimentari vari ma vi erano anche quelle per la stoffa o altro.
IL TORRIONE DI CASTELNUOVO RANGONE NEL RACCONTO DI ANDREA BOCCHINERI (1512)
Gibellini Marco
Abstract
Una storia importante per Castelnuovo Rangone, svoltasi cinquecento anni fa: la vicenda di un ragazzo pratese di diciotto anni che per circa un mese, insieme al padre, fu prigioniero nel Torrione del Castello di Castelnuovo, potestà del conte Sigismondo Rangoni, e come riuscirono poi a fuggire. La storia è tratta da un manoscritto, “Ricordi di Andrea Bocchineri che si riferiscono al sacco dato nel 1512 alla terra di Prato”, L’autore parla diffusamente del Torrione di Castelnuovo che, a prima vista, sembra oggi essere esattamente come era allora; è così? Vediamo insieme.
ZOCCA. IL MONTE DELLA RIVA E IL PAESAGGIO CIRCOSTANTE Si discorre di natura, storia e leggenda e di un personale ricordo
De Polo Giuseppe
Abstract
Una descrizione storica, naturale e geologica del Monte della Riva, la prima di una sequenza di alture che da nord a sud spiccano nella zona, a cui fanno seguito tre occasioni per raccontare del monte, e non naturali. Il Santuario della B.V. della Provvidenza consacrato nel 1903 con la sua leggenda dei miracoli, la chiesetta degli alpini restaurata nel 1980 a ricordo dei Caduti in guerra, Cà de vent e l'attività ambientale con le scuole
MARANO NEGLI ANNI TRA LE DUE GUERRE vita quotidiana e condizione sanitaria
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
L’espressione “periodo interbellico” indica il ventennio di pace trascorso tra 1918, fine della Prima guerra mondiale ed il 1939, inizio della Seconda guerra mondiale. Uno spaccato di vita quotidiana a Marano nel ventennio tra le due guerre, un periodo problematico e ricco di tensioni per l’Italia intera. Gli autori si sono proposti, ricercando nei documenti di Archivio, di intravedere aspetti non ancora conosciuti di quel periodo, soffermandosi anche sulla salute pubblica, la situazione igienico-sanitaria del Comune , le condotte mediche , il controllo capillare su tutti i viaggiatori.
EMMA SALA, UNA VITTIMA DIMENTICATA
Stefani Alberto
Abstract
L'articolo ricostruisce la figura di Emma Sala (1889–1945), una delle sei vittime della liberazione di Spilamberto del 22 aprile 1945, uccisa da un soldato tedesco mentre si nascondeva nelle cantine delle case popolari. Emma Sala è rimasta ai margini della memoria storica locale: vittima della guerra, ma anche della povertà, dell'emarginazione sociale e dello stigma di un breve ricovero in manicomio sul finire degli anni '30. Lo scritto ha l'obiettivo di ridare voce a una vittima silenziata e dimenticata.
SULLE TRACCE DEL PATRIMONIO ARTISTICO SPILAMBERTESE: LA PALA SETTECENTESCA DEL CELEBRE PITTORE GIACOMO ZOBOLI
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Tra l’ingente patrimonio artistico superstite della Confraternita di Santa Maria degli Angeli di Spilamberto, trasferito nella chiesa parrocchiale di Sant’Adriano III Papa, figura la pala d’altare del 1714 raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Geminiano e Antonio Abate del pittore modenese Giacomo Zoboli (1681-1767). Grazie alle indagini sulle coeve fonti archivistiche della confraternita se ne può seguire compiutamente l’iter della realizzazione. L’autrice lascia tracce importanti per poter vedere ed apprezzare anche altre opere dello Zoboli sparse per Modena.
L’ORATORIO DI SANTA MARIA ANNUNZIATA DI COLLECCHIO
Lelli Maria Paola
Abstract
Sulle prime colline dell’Appennino, in Via Collecchio, a pochi chilometri dal centro di Spilamberto e ancora all’interno del suo Comune, sorge l’antichissimo oratorio di Collecchio. Da sempre dedicato a Maria Annunziata, già utilizzato durante l’epidemia di peste del 1630 per la sepoltura di parrocchiani della Chiesa di Sant’Adriano, venne ricostruito dai fondamenti nel 1694 e nell’occasione fu donata la pala d’altare, riproducente la scena dell’Annunciazione, dalla Marchesa Anna Teresa Rangoni. Rubata nel dopoguerra, al suo posto troviamo una riproduzione offerta dall’attuale proprietaria dell’oratorio, la famiglia Serra Zanetti
GIUSEPPE MARIA SOLI: UN AUTORITRATTO NELLA “SUA” PIAZZA DI SANT’AGOSTINO
Trenti Maria Giovanna, Stefani Alberto
Abstract
È un importante episodio di valorizzazione del patrimonio d'arte legato al comune di Vignola la "scoperta" di un Autoritratto di Giuseppe Maria Soli, l'illustre vignolese celebre soprattutto per la sua attività di architetto e di primo direttore dell'Accademia Atestina di Modena, nonché il maggior esponente nel Neoclassicismo del Ducato di Modena e pittore di buona levatura. L'autoritratto “ufficiale” è quello conservato nell'attuale Municipio di Vignola; ma c'è un altro autoritratto riportato alla luce dallo studio, presente nel dipinto ad olio Piazza di Sant'Agostino conservato alla Pinacoteca del Castello sforzesco di Milano.
LA FUNZIONE GRAMMATICALE DELLA "A" NEL DIALETTO DI MODENA
Rinaldi Giorgio
Abstract
L’autore ci rende partecipi di una curiosità linguistica sull’uso della “A” nel nostro dialetto in modo diverso da come si usa in italiano. Non è mai facile parlare di dialetto ed ancora più difficile è parlare di grammatica dialettale. Nell’articolo ci sono riflessioni molto interessanti sull’idioma che conosciamo e a volte utilizziamo, ma poche sono le regole che sappiamo
LA SCUOLA MEDIA “L.A. MURATORI” seconda parte, dal 1945 al 1963
Maini Carla, Venturi Cesarino
Abstract
Si tratta della seconda parte del lavoro frutto della ricerca dagli archivi scolastici e comunali di due ex docenti che hanno frequentato come alunni la Scuola Media “L.A. Muratori” e poi vi hanno insegnato per lunghi anni. Gli autori ne raccontano gli sviluppi dal 1945 al 1963. Nel 1945 le scuole riaprono ed il corpo insegnante, epurato, riprende la sua funzione educativa. La sede, dalla casa natale di L.A. Muratori, nel 1957 passa nelle aule di Piazza Carducci. Nel 1959 la Scuola è riconosciuta autonoma e statale e nel 1963 si trasferisce nell’attuale sede di via Resistenza.
LA COMUNITÀ DI CIANO TRA GUIGLIA E ZOCCA Una lunga vertenza quasi dimenticata, un duro scontro politico
Graziosi Marcello
Abstract
Il passaggio della comunità di Ciano dal Comune di Guiglia a quello di Zocca è iniziato nel 1872 con una prima istanza da parte di diversi elettori della frazione e decretato tra il 1879 e il 1880 con il voto in Consiglio Provinciale e il successivo Regio Decreto. La vertenza costituisce un episodio poco conosciuto che, andando oltre rivalità locali e questioni di campanile, finisce per gettare luce su alcune delle dinamiche generali che hanno caratterizzato la vita delle istituzioni locali nell’Italia post-unitaria dominate da quella ricca aristocrazia terriera che, tra il 1859 e il 1861, ha garantito la transizione degli Stati estensi nel costituendo Regno d’Italia sulla base di un disegno rigidamente annessionista e centralista incardinato sulla monarchia costituzionale sabauda.
DEDICATO A… MARLÀTTA (Aldo Manzini)
Garofani Diana
Abstract
Il racconto inizia dal ritorno dalla guerra nell’ottobre 1945, dopo la chiamata alle armi nel novembre 1940 che gli aveva stravolto la vita di benestante con avviata attività commerciale. Di lui, Aldo Manzini detto Marletta/ Marlàtta, non ci sono cose grandi e importanti da poter raccontare ma soltanto la fatica che ha fatto momento per momento, giorno per giorno, nel ricominciare a vivere dopo il campo di concentramento. Un uomo semplice e positivo che affrontava la vita di petto e con grande forza d’animo, un uomo conosciuto da tutti, e non soltanto a Vignola.
SPIGOLATURE E CURIOSITÀ DALL’ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI VIGNOLA
Govoni Giancarlo
Abstract
1857 1ª FARMACIA A CASTELVETRO: una farmacia a Castelvetro, che ne era priva . CRONOSTORIA DI UN ARRESTO: l' arresto dei fratelli Alfonso e Giuseppe Bisbini di Marano. MANOMORTA: il patrimonio immobiliare degli enti civili o ecclesiastici. LE ZITELLE: un elenco steso dalle Parrocchie delle giovani zitelle. MULTA PER FURTO DI UCCELLINI; CASA DEL BUCO:ampliamento dell'attuale via Belloj. BANDIERE TRICOLORE NELLE SCUOLE: consegna delle bandiere tricolori alle scuole ed all’asilo infantile. DAL “LEI AL VOI”:le produzioni teatrali di qualsiasi genere recitate con il “VOI”.
IL MERCATO DI VIGNOLA E LA PUBBLICA FELICITÀ
Lodovisi Achille
Abstract
Nell’elegia intitolata Il mercato di Vignola, opera in idioma latino di un giovane L.A. Muratori, tradotta da par suo da Gabriele Burzacchini e pubblicata nel numero 22 (2020) di Gente di Panaro, fantasia, ironia e affetto per la terra natale si danno la mano e recitano in coro la sapida descrizione delle merci in vendita sulla piazza vignolese. Il giovanile e gioviale spirito muratoriano già preconizzava quello che in età matura diverrà un argomento di studio e riflessione profonda sulla dimensione storica, sociale ed economica del mercato come fenomeno complesso, multidimensionale e legato non solo alle attività economiche ma anche e soprattutto al concetto di pubblica felicità, tema di profonde riflessioni muratoriane, ancora molto attuali.
UNA BRICIOLA DI STORIA
Guidi Antonia
Abstract
La storia di una famiglia emigrata in Belgio nel 1947, partita perché “c’era bisogno di soldi, ma la campagna non li dava”, ed il racconto, amaro, di un ritorno in Italia. Gli ex minatori italiani in Belgio sono gli ultimi custodi di una memoria fatta di miseria ed emigrazione, di discriminazioni e sacrifici, ma anche di soddisfazioni e orgoglio. Sono i lavoratori che il nostro paese ha barattato con Bruxelles in cambio di combustibile a partire dal 23 giugno 1946.
n. 24 · 2022 · 176 pp.
UNA VOCE FRA LE COLLINE DI CASTELVETRO
Simonini Fausto
Abstract
Nel 1937, il famoso tenore Tito Schipa acquistò Villa Raisina (oggi Villa Ida) a Solignano di Castelvetro per soggiornavi nei periodi liberi dagli impegni artistici; vi si trasferì poi nel ’44 in maniera pressoché definitiva e, l’anno successivo, nell’ampio parco della sua villa, il 29 agosto 1945 “l’usignolo di Lecce” tenne un memorabile concerto dedicato a tutti i solignanesi. La permanenza del celebre tenore salentino nelle bellissime colline di Castelvetro durò una decina d’anni circa, dal ’37 al ’47.
L'ANTICO ORATORIO DI CORTICELLA DI SPILAMBERTO
Lelli Maria Paola
Abstract
Lungo la Via Modenese verso Modena, sulla destra, poco prima del ponte sul torrente Guerro, parte ancora oggi Via Corticella. Percorrendola fino all’Azienda Agricola che porta lo stesso nome si giunge a un punto in cui, nonostante le trasformazioni subite dal territorio, anche a causa della presenza di frantoi e cave, è possibile intravvedere un’altura, sulla quale si trova una abitazione moderna. È quanto rimane della marna di Corticella, sedimento roccioso sul quale sorgeva l’antico oratorio dedicato alla Santissima Maria Annunziata, risalente al XII secolo
UN SERPENTE SIMBOLO DI RIGENERAZIONE DELLO SPIRITO. UNA PROPOSTA INTERPRETATIVA DI UN PARTICOLARE DELLA LUNETTA DELLA RISURREZIONE NELLA CAPPELLA CONTRARI DELLA ROCCA DI VIGNOLA
Lodovisi Achille
Abstract
La speranza nella redenzione grazie alla fede e alla misericordia divina permea tutta la lunetta della Risurrezione ed è un’aspettativa che accomuna tutti gli esseri umani, anche coloro che hanno peccato. La morte e la resurrezione di Cristo hanno posto le basi per una rinascita del genere umano, finalmente libero dal peccato. Una rinascita che, nell’affresco, è visivamente rappresentata dal serpente che striscia dietro al coperchio del sepolcro abbandonato da Gesù: il serpente, che muta la sua pelle, in questo caso è simbolo positivo di rigenerazione. L’umanità rigenerata sarebbe quindi pronta per ricevere lo Spirito Santo, in attesa della sua discesa sulla terra.
SUA MAESTÀ L’IMPERATRICE D’AUSTRIA NEL FRIGNANO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Nel 1851 alla corte di Modena giunge la notizia che l’imperatrice Maria Anna Carolina Pia di Savoia imperatrice d’Austria ha intenzione di recarsi sul litorale tirrenico, a Massa, facente parte all’epoca del ducato austro-estense, per “fare le bagnature in mare” e successivamente raggiungere Modena attraverso il passo dell’Abetone. Grazie alla cronaca del periodico ducale “Messaggere di Modena” l’autrice segue tappa per tappa il suo viaggio lungo il Frignano, sottolineato da una serie di omaggi tributati dalla popolazione locale e frutto di un’abile regia attenta a favorire i desideri della sovrana.
LA SCUOLA MEDIA “L.A. MURATORI” – PRIMA PARTE (DAL 1940 AL 1945)
Maini Carla, Venturi Cesarino
Abstract
Il lavoro è frutto della ricerca dagli archivi scolastici e comunali di due ex docenti che hanno frequentato come alunni la Scuola Media “L.A. Muratori” e poi vi hanno insegnato per lunghi anni. Gli autori ne raccontano gli sviluppi, a partire dalle origini nel 1940, fino al 1994, quando venne decretata la fusione con l’altra Scuola Media vignolese “J. Barozzi. L’articolo si propone anche di essere un riconoscimento dell’impegno dimostrato verso la scuola da parte delle Istituzioni, del lavoro svolto dagli operatori, della collaborazione dei genitori e della volontà di apprendere degli alunni.
OPERE MONUMENTALI E PLASTICHE DI GIUSEPPE GRAZIOSI NELLE IMMAGINI DELLA RACCOLTA DOMENICHINI
Lenzi Enrico, Pancaldi Giorgio
Abstract
Dal fondo di Mirco Domenichini, collezionista di documenti storici e artistici di Savignano sul Panaro e in particolare di Giuseppe Graziosi, gli autori hanno selezionato una serie di cartoline e fotografie di notevole valore storico che documentano l’attività nazionale e internazionale dell’artista savignanese. Si tratta di rappresentazioni di importanti opere monumentali e plastiche che coprono un arco di tempo che va dagli ultimi anni dell’800 fino agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso e che testimoniano il lungo e fruttuoso lavoro di un artista che ci ha lasciato notevoli esempi di opere di grande significato.
UNA FAMIGLIA, TRA REGIME E RESISTENZA
Bassi Patrizia, Cabri Florenzo, Turci Silvano
Abstract
Durante la Seconda guerra mondiale la “Linea Gotica” si snodava lungo i rilievi appenninici e Rocchetta di Guiglia, a causa della vicinanza alla Linea, non fu risparmiata da perquisizioni, arresti e deportazioni da parte dei tedeschi. La famiglia Cabri, come molte altre in quel periodo, si trovò coinvolta nelle vicende belliche che sconvolsero profondamente le colline della provincia di Modena e vide alcuni dei suoi componenti schierarsi su fronti opposti. Malgrado le loro differenze caratteriali, riuscirono a colmare il solco esistente fra le loro idee politiche e sociali; tutti e tre fortemente legati ai propri ideali, giusti o sbagliati che fossero, fecero pienamente la loro parte.
IMMAGINI DALLO “STRADONE” (VIALE MAZZINI) DI VIGNOLA
Grandi Giampaolo
Abstract
Il Nuovo Stradone” (l’attuale Viale Mazzini) venne aperto nel 1864, quando il Comune decise la realizzazione di una piazza per il mercato bestiame. Lo “stradone” collegava l’ingresso principale del paese (Via Garibaldi) e la nuova piazza con l’importante Via Cavarola (oggi Via Bellucci), la quale congiungeva la strada maestra per Modena (attuale Via C. Battisti) con la Via San Giuseppe (oggi Via M. Pellegrini). Per vari decenni essa viene definita anche sulle mappe “Stradone”, finché il 2 agosto 1900 il Consiglio comunale di Vignola, riunito in seduta straordinaria, decise di dedicare la strada al re d’Italia Umberto I, ucciso a Monza dall’anarchico Bresci il 29 luglio. Il 22 dicembre 1943 il Podestà di Vignola delibera alcune sostituzioni odonomastiche e Viale Umberto diventa Viale Mazzini.
MARANO NEI PRIMI DECENNI DEL DOPOGUERRA: FRAMMENTI DI VITA QUOTIDIANA
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Nel corso del secondo Novecento la Comunità maranese ha vissuto profondi cambiamenti, ma descrivere in modo completo questi mutamenti in poche pagine sarebbe impossibile. Gli autori hanno cercato di presentare alcuni aspetti significativi dei primi anni del Secondo Dopoguerra, degli anni Cinquanta e Sessanta, facendo poi un cenno ai cambiamenti avvenuti successivamente, consapevoli che sono solo frammenti di fenomeni molto complessi. Gli argomenti trattati sono il primo Consiglio comunale liberamente eletto, le prime deliberazioni, le frazioni, un sogno non realizzato dei Maranesi, piazza Matteotti, la svalutazione della lira, Il censimento del 1951, il tempo libero, il ponte sul Panaro, popolazione e migrazioni, sviluppo economico e viario
SPIGOLATURE E CURIOSITÀ DALL’ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI VIGNOLA
Govoni Giancarlo
Abstract
UNA NUOVA FARMACOPEA, entrata in vigore nel 1840, impediva ai farmacisti del Ducato di Modena di formulare alcuni preparati galenici. UN ACQUISTO INCAUTO: il fatto, accaduto nel 1846, per i credenti un miracolo; per gli atei una casualità per l’autore, un acquisto incauto. FLUITAZIONE IN PANARO. Nel 1877 il fiume Panaro poteva essere sfruttato per fluitare il legname, ossia per far scendere a valle tronchi d’albero sfruttando la corrente dell’acqua.
LETTERE, SUPPLICHE E SONETTI DAL CARCERE DEL SANT’UFFIZIO DI MODENA, AD ALCUNI PERSONAGGI DI SPILAMBERTO
Stefani Alberto
Abstract
Viene ripercorsa la vicenda processuale di Don Costantino della Sciorina, monaco toscano, condannato dal tribunale dell'Inquisizione di Modena al carcere per magia e superstizione. Il monaco condivide la cella con Carlo Varroni, mezzadro spilambertese, con cui entra in sintonia. Dai suoi racconti sulla magnanimità dei Signori spilambertesi, il monaco decide di indirizzare loro delle suppliche attraverso componimenti poetici. Contrariamente alle aspettative del religioso questi appelli non trovano accoglimento e le carte vengono rispedite al Sant'Uffizio che le archivia negli atti processuali: si tratta di numerosi sonetti, cinque madrigali, e sei poemetti che testimoniano le sofferenze del religioso, le sue superstizioni ma anche la sua intelligenza e scaltrezza.
n. 23 · 2021 · 184 pp.
BERNARDINO ZAMBOTTI: UN CRONISTA FERRARESE IN "QUARANTENA" A VIGNOLA
Trenti Maria Giovanna
Abstract
Bernardino Zambotti, uomo colto, educato al gusto delle lettere e della poesia latina da un umanista non privo di valore, studente e poi laureato in Legge e allievo prediletto di uno dei luminari dello Studio, scrisse una dettagliata cronaca dell'epoca di Ercole I d'Este. Nell'estate 1503, divenuto segretario del Conte Uguccione Contrari, giunse a Vignola per quella che doveva essere una piacevole villeggiatura estiva e che invece si trasformò in quarantena, poiché a Ferrara era nel frattempo scoppiata una "peste grande". Zambotti ricopriva un ruolo di spessore presso la Casa Contrari che gli consentì di portare in salvo a Vignola anche la sua famiglia
IL VIGNOLESE GIOVANNI BATTISTA BELLUCCI PROTAGONISTA DELL'ARTE DELL'INTAGLIO DEL LEGNO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
La recente acquisizione da parte del Museo Civico d'Arte di Modena di una specchiera con una fastosa cornice di legno intagliato e traforato, datata 1854, ha suscitato un vivo interesse sul suo artefice, il cui nome – Giovanni Battista Bellucci – compare nell'etichetta originaria apposta sul retro. Da questi preziosi indizi ha preso avvio una lunga e complessa indagine svolta dall'autrice per conto del Museo stesso, indagine che ha portato all'individuazione della personalità e dei lusinghieri successi ottenuti dall'artefice vignolese nella prima metà dell'Ottocento.
GLI AGOSTINIANI A SPILAMBERTO E IL CULTO DELLA MADONNA DELLA CINTURA
Lelli Maria Paola
Abstract
L’edificio, denominato "Il Seminario", venne costruito nel 1457 per volere di Ugo e Venceslao Rangoni. La tradizione vuole che nel 1510, Martin Lutero, durante una sosta del suo viaggio verso Roma, officiasse una messa nella chiesa adiacente dedicata prima alla Santissima Annunziata poi al Santissimo Nome di Maria. La devozione alla Madonna della Cintura nasce e si sviluppa all'interno dell'ambiente agostiniano e ne caratterizza l'ordine. Ospitò i monaci agostiniani fino al 1768,poi venne acquistato nel 1804 dall’antica famiglia spilambertese Gregori che lo trasformò in abitazione. Da allora è rimasto di proprietà privata. Abbattuta la chiesa attigua, ormai cadente, l’edificio è stato modificato senza però intaccarne le linee ed il suo bellissimo porticato.
UN TESORO D'ARTE NELLA CHIESA DELLA B.V. DEL CARMINE DI SPILAMBERTO: LA CAPPELLA DI SAN GAETANO THIENE
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Costruita fra il 1641 e il 1647 sopra ad una maestà a ricordo del miracolo qui compiuto dalla B.V. del Carmelo, la chiesa è stata per molti anni meta di pellegrinaggi. Il suo interno custodisce tre bellissimi paliotti in scagliola, tele dei secc. XVI e XVIII, un’acquasantiera del 1578 e le spoglie mortali di alcuni Rangoni, particolarmente devoti e legati a questa chiesa. Guido III Rangoni, personaggio seicentesco dai molti interessi, vi riservò per sé e per la propria famiglia il Patronato della prima cappella laterale a sinistra , che volle dedicata, dietro approvazione ecclesiastica, al beato Gaetano di Thiene, fondatore dell'ordine dei Teatini.
I SIGNORI SAVIGNANO O DA SAVIGNANO
Lugli Bruno
Abstract
Nel Medioevo Savignano sul Panaro ha conosciuto vicende alterne. Conteso tra modenesi e bolognesi ha più volte subito occupazione e distruzione. La sua rinascita, nonostante la precarietà dei tempi, si deve alla potente famiglia dei Da Savignano o Savignani, signori del castello. Da Pietro Azario, cronista del Trecento, i Da Savignano sono considerati, coi Boschetti e coi Rangoni, la terza fra le più potenti famiglie di Modena di parte Guelfa.
AGOSTINO PARADISI IL GIOVANE E DANTE. L'ODE DEL 1758
Venturelli Piero
Abstract
Questo scritto si sofferma su un importante estimatore di Dante Alighieri nel XVIII secolo, Agostino Paradisi il Giovane. Nel 1758, quando aveva appena ventidue anni, Paradisi pubblicò un’ispirata ode in difesa della Commedia per porre in risalto la capacità dantesca di parlare magistralmente dei misteri divini, di scrutare in profondità l’anima umana e di tratteggiare immagini memorabili. Paradisi compose il suo poemetto, dal titolo Contra l’Autore delle Lettere Pseudo-Virgiliane al Signor Canonico Ritorni, in reazione all’uscita delle Dieci lettere di Publio Virgilio Marone (1757), pubblicate anonime da Saverio Bettinelli, che in queste epistole criticò la tradizione poetica italiana e soprattutto la Commedia, un’opera che egli accusò di oscurità, stravaganza, deformità e tediosità. Per il resto della sua vita, Paradisi continuò a lodare Dante. Questo articolo termina con il testo integrale dell’ode apologetica scritta da Paradisi.
L'ARTE ENIGMISTICA MODERNA A VIGNOLA E PIER ERCOLE BELLOI
Maini Carla, De Cicco Giuseppe
Abstract
Belloj Pier Ercole , padre del Belloj Domenico autore dell’importante cronaca (in latino) “Del più moderno stato di Vignola”, ha scritto e pubblicato tante opere, la sua cultura è molto vasta e si manifesta in tante discipline, dalla storia alla letteratura, dalla filosofia al diritto. È anche un valentissimo giocatore di scacchi e compose moltissimi enigmi che si trovano in un codice cartaceo della Biblioteca Estense, intitolato Anagrammi, su personaggi di ogni tempo (ad esempio Giuda Iscariote = diè guai a Cristo).
1855, IL COLERA A VIGNOLA
Gruppo Mezaluna
Abstract
L’epidemia di colera colpì l’Europa tra il 1854 e il 1855, e in particolare alcuni “segni” di questa epidemia in due città Emiliane, Modena e Bologna. Le tracce materiali dell’epidemia del 1855 sono visibili anche a Vignola. Una targa lapidea è collocata a destra del portone di via L.A.Muratori n.2 e reca il trigramma bernardiniano IHS associato, in questo caso, al monogramma mariano (IHMS). L’indicazione della data 1855 assumeva ed evocava una forte valenza taumaturgica in relazione al contagio del colera che colpì anche il modenese in quell’anno per cui si chiedeva nel nome di Cristo la guarigione degli infermi.
ISTANTANEA SUI TERRITORI ESTENSI ALLA FINE DELL' ANTICO REGIME
Graziosi Marcello
Abstract
Anno 1788:Lodovico Ricci, storico ed economista italiano, raccoglie una serie di dati sulla struttura economica, giuridica ed istituzionale dei territori estensi che si estendono dal fiume Po al Mar Tirreno. E' autore della Corografia dei Territori di Modena, Reggio e degli altri Stati già appartenenti alla Casa d'Este, in cui vengono descritti, in ordine alfabetico, tutte le principali località del Ducato di Modena e Reggio.
FRANCESCO SELMI NELLA REGGIO DEL 1848
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
Questo approfondimento comprende una polemica che oppose Selmi al medico e liberale modenese Grimelli nel contesto di uno scontro più generale sull'eredità del galvanismo. L'articolo affronta per prima l'esperienza politico-giornalistica del vignolese a Reggio nei mesi tormentati e convulsi dell'insurrezione patriottica del 1848, nel corso della Prima guerra d'indipendenza italiana, che si sarebbe conclusa dopo la vittoria austriaca con l'esilio del Selmi a Torino.
LA NASCITA DEL COMUNE DI MARANO SUL PANARO
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
A seguito della Rivoluzione francese, il Ducato di Modena nel 1796 entrò a far parte della Repubblica Cispadana e l’anno successivo della Repubblica Cisalpina. Marano seguì la sorte degli altri municipi della Cisalpina allorché questa fu soppressa (1799), adeguandosi alla nuova amministrazione dopo il ritorno della casa d’Este. Marano sul Panaro fu costituito in comune nel 1860
TRE ANTICHE VIE APPENNINICHE
Tolomelli Fabio
Abstract
L'autore descrive tre Antiche Vie che un tempo percorrevano l'Alto Appennino Modenese: la Via del Duca, vecchia di due secoli, la Via dei Remi , ancora più antica, tracciata quattro secoli fa ed infine la Via di Annibale che risale a ben ventidue secoli fa. Il percorso delle vie descritte si svolge nella Valle delle Tagliole, nella Val di Luce, nella Valle delle Pozze e nella Valle delle Fontanacce
SULLE TRACCE DI MIO PADRE
Roli Franco
Abstract
L'autore, in memoria del padre Anselmo, indica un percorso per conoscere le vicende e ottenere i riconoscimenti dovuti, che può costituire occasione di informazione e stimolo per chi ha avuto familiari che hanno purtroppo dovuto affrontare esperienze simili di guerra e di internamento.
UNA COLONIA TRENTINA A VIGNOLA NEL XIX SECOLO – QUASI UNA SAGA
Barbieri Francesco
Abstract
In questo contributo l'autore indaga sulle origini trentine della sua famiglia che colloca all'interno di quella che chiama "Colonia Trentina". Lo spazio è dedicato alle famiglie Mocati, Bertolla e Tevini
1917: ISPEZIONE NELLA ROCCA
Lodovisi Achille
Abstract
Una perizia sullo stato di consistenza dei locali della Rocca in previsione della loro occupazione nel gennaio 1918 da parte di truppe militari. L'ispezione, a tratti minuziosa, fa emergere particolari interessanti e notazioni inedite sullo stato di conservazione degli ambienti e sul "trattamento" a volte barbarico riservato dagli occupanti militari.
UNA LAPIDE ALLA MEMORIA DELLE 17 VITTIME DI VILLA MARTUZZI
Cioni Enzo
Abstract
Al monumento che ricorda la strage di villa Martuzzi, il Gruppo Mezaluna – Mario Menabue ha donato un'epigrafe che riporta i nomi delle vittime, in occasione della commemorazione del 13 marzo 2021.
1921 – 2021, 100 ANNI DAL FERIMENTO MORTALE DI VERMILIO BONESI
Gruppo Mezaluna
Abstract
L'articolo ricorda due vittime di fede politica opposta, Vermilio Bonesi e Aurelio Sanley
IL TENENTE MEDICO
Tavoni Francesco
Abstract
La missione deontologica della professione medica consiste tradizionalmente nella tutela della salute attraverso la cura, il sollievo della sofferenza e la prevenzione, e più in generale nella difesa della vita. A conferma esemplare di ciò nel periodo del secondo conflitto mondiale l’autore ricorda la figura del Tenente Medico del R.E.I. Antonio Tavoni .
n. 22 · 2020 · 176 pp.
LA SILVA LITANA
Lugli Bruno
Abstract
“Nominare oggi la Selva Litana desta quantomeno un briciolo di curiosità; non esiste più nemmeno nel linguaggio toponomastico del territorio. Eppure, questa benedetta Selva, o quanto di essa rimane, è calpestato ogni giorno nel nostro andirivieni”.[…] “Ma non solo. A sud, oltre la Selva Litana, ecco riapparire il culto bacchico in Monfestino o Vestino (da Vesta, il Fuoco), al pari di Festà. Così dicasi per Montecorone, legato a Coro o Core, altro nome della Dea del Fuoco Proserpina. È da ritenere che anche Monte Ombraro rientrasse nel novero dei cultori di Bacco, ma l’etimo si associa di più all’insediamento degli Umbri”. […] “…E Vignola? Non è da meno…”. […]
PAPA PAOLO III FARNESE A SPILAMBERTO
Lelli Maria Paola
Abstract
“Tra i viaggi di Paolo III acquista particolare importanza per i suoi risvolti di carattere politico e nepotistico quello compiuto in Emilia nel 1543, per incontrare l’Imperatore Carlo V, nel corso del quale il Papa si trovò a passare e a pernottare a Spilamberto, all’interno di un itinerario alternativo alla Via Emilia…”. […] “… Evidentemente, nell’interpretazione del Gregori, il Papa intende sottrarsi a rinnovati impegni e incontri formali a cui sarebbe stato di nuovo costretto, viaggiando da Bologna a Parma, lungo la Via Emilia, e preferisce raggiungere il luogo dell’incontro con Carlo V attraversando terre “amiche”, come appunto quelle governate dai Rangoni, alle quali apparteneva Spilamberto…”. […] “ritornò di bel nuovo a ripassare da Spilamberto, ove pure pernottò… conducendo poco oltre gli indicati personaggi il duca Pier Luigi Farnese… il quale fu pure ricevuto trattato ed ospitato dai medesimi signori Rangone con eguale, ancora maggiore splendidezza e magnificenza di prima”. […]
I PALIOTTI DI SCAGLIOLA CARPIGIANA A SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
“Nei primi decenni del Seicento fiorisce a Carpi l’arte della scagliola figurata, destinata ad uno straordinario sviluppo e diffusione per le soluzioni compositive ed estetiche di alto livello. Sotto il profilo tecnico si avvale di un semplice materiale gessoso, la selenite dalle lucide scaglie copiosa sulle colline dell’Emilia Romagna, tanto che i suoi primi artefici vengono chiamati “scultori e depintori in selenite…”. […] … “Tra i suoi capolavori si contraddistingue appunto l’esemplare collocato oggi nell’oratorio intitolato a S. MARIA DEGLI ANGELI, aperto pochi decenni fa a Spilamberto a piano terra di un edificio nel quartiere Fondo Bosco, dopo che la chiesa seicentesca venne purtroppo sconsacrata e ceduta nel 1961 ad uso di officina meccanica…”. […] … “È invece originario dell’altare maggiore dell’oratorio della B.V. DEL CARMINE lo splendido paliotto con effigiata al centro la Madonna con il Bambino entro elaborata cornice con due mazzetti di fiori ai lati…” […].
L'ANTICA CERCHIA DI VIGNOLA (BERNARDO SOLI 1927)
Gruppo Mezaluna
Abstract
Nell’articolo pubblicato su “La Gazzetta dell’Emilia” nel 1927 il dott. Bernardo Soli interviene sulla proposta di abbattere completamente l’antica cerchia muraria edificata dai Contrari a metà Quattrocento, per ottenere maggiori possibilità di aprire ed espandere il paese. “In questi giorni sui giornali modenesi e bolognesi si è celebrato lo sviluppo demografico civile, industriale di Vignola, tanto da sentire il bisogno di proporre di abbattere la parte ancora superstite delle vecchie mura castellane per mettere a più largo contatto la parte vecchia colla parte nuova della città. Noi orgogliosi delle conquiste moderne e grati ai valorosi giovani che con senno ed ardimento sanno propugnarle ed attuarle, siamo pur altrettanto orgogliosi delle glorie passate e delle loro memorie specie poi quando la custodia di esse possa procedere di conserva e senza danno delle esigenze e delle necessità della vita moderna. Infatti, crediamo che si possa provvedere ai nuovi bisogni di Vignola senza toccare le mura alle quali sono legati tanti gloriosi ricordi…”. […]
UN'ELEGIA LATINA DI MURATORI ADOLESCENTE SUL MERCATO DI VIGNOLA
Burzacchini Gabriele
Abstract
“Ai componimenti latini del giovanissimo Muratori – «studente dai sedici ai diciotto anni» (Sorbelli 1958, 6) – appartiene un’elegia di sessanta versi in distici, che ha per argomento il mercato vignolese del suo tempo, sullo scorcio, cioè, del XVII secolo. Ne propongo un’edizione critica sulla scorta di una scrupolosa collazione del manoscritto…”. […] “…l’elegia si segnala per l’efficacia espositiva e per l’arguzia nella colorita rappresentazione di vari dettagli”. […] “… la «festiva nota» nel bozzetto dei ciarlatani/imbonitori (vv. 27ss.); la vivida rassegna delle merci, dalla varietà dei prodotti agricoli (vv. 35ss.) agli oggetti costosi, come le vesti damascate (v. 47), i recipienti d’argento (v. 52), gli articoli d’oro o dorati (vv. 14, 43, 54, 58); la piazza (vv. 23, 38 e passim); gli acquisti a buon mercato (v. 26); l’indovinabile vocio delle contrattazioni fra venditori ed acquirenti che scandiscono l’intero brano…”. […]
UNO SCAMBIO DI SONETTI TRA AGOSTINO PARADISI IL GIOVANE E GIUSEPPE ANTONIO PLESSI
Venturelli Piero
Abstract
Piero Venturelli riporta i sonetti che si scambiarono Agostino Paradisi il Giovane (il famoso poeta ed economista, nato nella rocca di Vignola il 26 aprile 1736, primogenito di Giammaria, governatore del Marchesato di Vignola per conto della famiglia Boncompagni-Ludovisi) e Giuseppe Antonio Plessi (1710-1775), medico, erudito e poeta che ai suoi tempi godeva di una certa rinomanza nel panorama letterario e scientifico italiano, e che fu a lungo sindaco di Vignola. […] “Una delle poche attestazioni giunte fino a noi del rapporto fra il celebre personaggio e abitanti del luogo natale è il suo scambio di sonetti con uno dei vignolesi più noti dell’epoca, Giuseppe Antonio Plessi. Si tratta di due composizioni poetiche che crediamo rimaste finora inedite e che è possibile leggere manoscritte in un codice autografo…”. […] … “Il dominante tono ironico e scherzoso dei versi che Paradisi e Plessi si scambiano rende questi sonetti di assai piacevole lettura; riteniamo che anche per questa loro ‘freschezza’ meritino di essere conosciuti…”. […]
MARANO NEL PRIMO OTTOCENTO; FRAMMENTI DI VITA QUOTIDIANA
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
“Il Comune di Marano ha ottenuto la piena autonomia amministrativa solo con l’Unità d’Italia, ma ha una storia secolare. Per lungo tempo il centro della comunità fu il Borgo, nella zona collinare; dalla fine del Settecento e soprattutto nell’Ottocento la popolazione si spostò nelle zone pianeggianti più fertili. Molto limitate sono le testimonianze di quei tempi lontani, in cui Marano era legato prima a Guiglia e successivamente a Vignola. Dopo quasi due secoli, abbiamo cercato di fissare a futura memoria alcuni frammenti di vita vissuta della prima metà dell’Ottocento, quando Marano non era ancora un Comune autonomo del Regno d’Italia”. […] “A metà Ottocento a Marano risultavano attivi 3 alberghi, 1 farmacia, 3 filande da seta, 1 frantoio; il numero più elevato, 5, era quello dei venditori di liquori e quello dei “rivenduglioli”, che vendevano alimentari o merce minuta di poco valore o usata, anche con banchi”. […] “1803 Alli 3 febbrajo cominciò a nevicare dopo il Mezzodì, e verso sera ne era venuta una mezza Gamba. Alli 10 ed alli 11 d.o. Nevicò tanto, che a Memoria di Persona non erasi mai veduta la simile, perché in certi Luoghi era alta più di un Uomo, e quasi tutte le Case furono scaricate, e nelle Contrade arrivava sino alle Finestre, e quella della Piazza si dovette trasportarla fuori di Vignola: in occasione che si fece la rotta di Marano fu ritrovato un Giovine affogato sotto la Neve”. […]
DA MARZABOTTO A VIGNOLA: UNA LUNGA SCIA DI SANGUE
Cioni Enzo
Abstract
L’articolo di Enzo Cioni ci porta dritto nel cuore più nero della storia del secolo scorso: il nazismo, visto nell’ incarnazione più brutale delle SS. Scopriamo così che Vignola è stata l’ultima tappa della tragica sequenza di stragi efferate contro i civili che, nel 1944, hanno insanguinato l’Italia a ridosso della Linea Gotica. A compierla è stata la famigerata 16a Divisione SS, che si è macchiata dei crimini di Sant’Anna di Stazzema, di Monte Sole e Marzabotto, al comando di Walter Reder. In questo articolo si cerca di ricostruire gli spostamenti e l’identità dei nazisti che hanno compiuto la strage di Villa Martuzzi. Nello stesso tempo si getta uno sguardo al contesto storico locale in cui è stato perpetrato questo eccidio – che presenta ancora lati oscuri – costato la vita a 17 vittime civili inermi.
IL LUNGO VIAGGIO DI DOVILIO CALENDI
Turci Silvano
Abstract
Silvano Alessandro Turci presenta una parte della vita di Dovilio Calendi, raccontata dallo stesso protagonista, che ricorda in particolare il suo arruolamento nei Reali Carabinieri, l’invio in Albania, la traduzione in prigionia dopo l’8 settembre 1943. “…Poi venimmo fatti salire su un vagone nel quale c’erano circa 60 persone, tutti in piedi, senza possibilità di sedersi. In questa posizione dovevamo anche dormire di notte. Durante il viaggio ricevemmo solo un po’ di cibo e qualche secchio di acqua per poter bere. Inoltre, fummo costretti a fare un buco sul pavimento per i bisogni corporali. Coloro che si trovavano dall’altra parte del vagone dovevano letteralmente strisciare sopra alle teste degli altri per poter raggiungere quella improvvisata latrina”. “In queste condizioni viaggiarono per più di dieci giorni fino a Bergen Belsen, che fino al 1943 era adibito unicamente per i prigionieri di guerra. Il campo venne ampliato apposta per il loro arrivo…”. […]
ROMEO, IL MARINAIO DI CASTELVETRO
Simonini Fausto, Bergonzini Clarita
Abstract
Fausto Simonini e Clarita Bergonzini ci presentano le vicende di Romeo Bergonzini, di Castelvetro, durante la Seconda guerra mondiale… “…Rimasto orfano in tenera età, viene affidato in un primo tempo a lontani parenti, in seguito, dopo anni di collegio, a soli sedici anni si arruola in Marina e viene assegnato al Maridepo (Venezia)…”. […] “…Per Romeo, come per tante altre migliaia di giovani spediti in Africa per inseguire il folle miraggio di un impero, iniziò una lunga odissea. Trasferiti via mare fino al porto di Durban, vennero poi stipati su treni che dopo 600 chilometri li scaricarono in un luogo sperduto del Sudafrica chiamato Zonderwater (‘Senz’acqua’- in lingua afrikaans), un nome che era tutto un programma…”. […]
24 AGOSTO 1944, IL RASTRELLAMENTO
Capitani Aristodemo
Abstract
Aristodemo Capitani racconta il rastrellamento dell’agosto 1944, che coinvolse anche la sua famiglia. “… Il 22 agosto mio padre aggiogò i due grossi buoi, caricò il biroccio con alcune provviste e con oggetti di prima necessità: un po’ di frumento, pochi vestiti e un sacco di lana con la quale mia madre e le mie sorelle avrebbero poi potuto confezionare qualche maglione. Sul biroccio salimmo noi sette, tra fratelli e sorelle, con mia madre che precedeva il carro trainato dai buoi. Ci saremmo trasferiti dalla Zia Maria, una delle sorelle di mio padre, che stava a Castelvetro, dove saremmo stati probabilmente al sicuro, in quanto si trattava di una zona controllata dai tedeschi e dai fascisti, dove non ci si aspettava quindi che vi sarebbero stati degli scontri armati coi partigiani”. […] Il capofamiglia però non volle abbandonare la casa, per non lasciarla incustodita e per potere accudire e salvaguardare gli animali della stalla e del cortile. Il pomeriggio del 24 agosto il piccolo Aristodemo si trovava in una zona sopraelevata di Castelvetro e vide passare degli automezzi tedeschi, scoperti. “…I camion passarono dalla Via Palona. lo e mio cugino eravamo ancora sull’altura che sovrasta la strada. Vidi così passare quegli automezzi. Su uno di essi c’erano mio padre ed altri contadini, circondati da soldati tedeschi. Sul pianale del camion c’erano alcuni cadaveri di soldati tedeschi e di fascisti”. «Mio padre!» – urlai…”. […]
UN POETA ROMAGNOLO A VIGNOLA: NETTORE NERI
Trenti Maria Giovanna
Abstract
“Nel 2020 ricorre il cinquantenario dalla morte di Nettore Neri (1883 – 1970), pretore di Vignola per tantissimi anni, ma anche importante poeta dialettale romagnolo, le cui opere, mai dimenticate dagli appassionati, hanno in questi ultimi anni conosciuto più ampia diffusione nell’ambito della rinnovata attenzione alle proprie radici culturali da parte di molte comunità. Il presente breve testo non ha pretese di trattazione organica, ma solamente di spunto propedeutico ad altri, si spera, più articolati ed approfonditi lavori. Pur nella sua assoluta modestia, vuole inoltre essere un modo indiretto di ricordare il figlio di Nettore, Attilio, Sindaco di Vignola nel triennio 1951-54, noto medico del locale ospedale, autore del più importante dizionario del dialetto modenese (!), ma soprattutto delizioso e pungente cultore (nel senso più nobile del termine) di ‘uomini donne e cose della vecchia Vignola’, cui tutti coloro che si occupano di storia locale devono un sincero tributo”. […]
DIARIO INTIMO DEL 1859
Lodovisi Achille
Abstract
Achille Lodovisi riporta alcune lettere scritte da Francesco Selmi alla moglie, trascritte dall’autore e da Debora Dameri, “Testimonianze inedite dalla rivoluzione senza Terrore di Francesco Selmi patriota”. … “Ascoltiamo ora le lucide testimonianze di prima mano del Vignolese, affidate alle lettere confidenziali indirizzate alla moglie Marietta, a volte chiamata con gli affettuosi diminutivi di ‘Donnina’ e ‘Ninnin’. La lingua delle missive è diretta, scevra da accenti retorici, sincera: il marito descrive alla moglie lontana, con passione e nessun accenno di vanagloria, le vicende di cui è protagonista e testimone, non nascondendo…”. […] … “Nonostante i pericoli incombenti, la sorveglianza delle spie ed i disagi, Selmi trovava il modo di ironizzare sulla vita matrimoniale altrui e anche sulla gelosia di Marietta. Da giorni, infatti…”. […]
LO STUDIO COME UNICO REFRIGERIO ALLE SOFFERENZE DELLA VITA
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
“…Nel riordinare alcune carte del fondo documentario Francesco Selmi, dal 1996 parte integrante delle collezioni permanenti della biblioteca comunale di Vignola, sono venuti alla luce due fogli manoscritti che contengono alcune note autobiografiche e che si configurano come parti di un testo sicuramente più articolato. Pubblichiamo per i lettori della rivista “Gente di Panaro” il primo di questi fogli, dedicato ai travagliati anni giovanili dello scienziato, patriota e letterato vignolese, spesi tra studio, lavoro e difficoltà familiari”. “Emergono con chiarezza le difficoltà della famiglia Selmi, originaria di Castelvetro, dove viveva onoratamente coltivando la terra, trasferitasi poi a Vignola, dove…”
n. 21 · 2019 · 192 pp.
GLI ANTICHI CANALI IN DESTRA PANARO: IL GENA VECCHIO E IL GENA NUOVO
Biancani Dimer, Capelli Andrea
Abstract
Il controllo delle risorse idriche è un fattore determinante per la gestione del territorio e da sempre ha condizionato la vita dell’uomo, in tutte le epoche storiche. Anche il Panaro o Scoltenna, come gli altri fiumi e torrenti che scendono dall'Appennino, ha cambiato più volte il percorso nel transito in pianura, presentando spesso più rami fluviali anche contemporaneamente. La corretta e funzionale gestione dell'acqua rimane una grande sfida per l'uomo.
IL DUCA DI MODENA FRANCESCO IV NEL FRIGNANO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Salito sul trono di Modena il 15 luglio 1814, Francesco IV d'Austria d'Este oltre ad attivare il piano di governo impostato su un rigido assolutismo, deve prendere visione diretta del territorio del Ducato, esteso dal Po all'Appennino, all'epoca a lui noto soltanto mediante gli esemplari cartografici trasmessi a Vienna. L'autrice racconta il viaggio nel Frignano.
FRANCESCO SELMI E TORINO
Marcellan Maria Alessandra
Abstract
Francesco Selmi, impegnato attivamente per l’Unità d’Italia, giunto nel 1849 a Torino come esule per sfuggire la condanna del Duca di Modena, insegnante stimato, fu scelto nel 1862 come segretario particolare del ministro della Pubblica Istruzione e, poco dopo, fu fatto Provveditore agli Studi di Torino fino al 1867.
DA UN LIBRETTO PERSONALE DI SERVIZIO DI LEVA DEL 1894
Lugli Bruno
Abstract
Uno scorcio di vita di un soldato, alla fine dell' Ottocento, si desume da un vecchio "Libretto personale" del 1894 intestato "ad uno di noi". Non importa il nome.
LA RESIDENZA MUNICIPALE A SPILAMBERTO TRA OTTO E NOVECENTO
Lelli Maria Paola
Abstract
Una palazzina di antichissima fondazione sita in Piazza Roma, angolo Via Obici, a Spilamberto, oggi proprietà privata ed abitazione civile, è per gli abitanti del luogo semplicemente la "Comuna Vecchia".
LUIGI BELLOLI MEDICO CONDOTTO A MARANO TRA OTTO E NOVECENTO
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Il 1°settembre 1884 il Dottor Luigi Belloli si trasferì a Marano sul Panaro per svolgere la professione di medico condotto nel Capoluogo. Culturalmente preparato, pieno di iniziative, Belloli si dedicò alla sua professione medica con competenza, cercando di migliorare le condizioni dei Maranesi, dai quali fu definito apostolo di carità e scienza.
IN TRANSITO TRA DUE EPOCHE: ANTONIO UNGAR E LA SUA BIBLIOTECA
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
Il 10 maggio 1919 l'amministrazione comunale vignolese riceve una lettera dal fiduciario del giovane fiumano Antonio Ungar, deceduto l'anno precedente per malattia contratta in guerra; nella lettera si esprime la volontà a donare alle istituzioni locali la biblioteca di quest'ultimo, già insegnante di lingua e letteratura italiana presso la scuola tecnica di Vignola e bibliotecario comunale.
LUCA ANTONIO TOSI BELLUCCI: UN SOCIALISTA IN TRINCEA
Trenti Maria Giovanna
Abstract
Il titolo intende richiamare non solamente la scelta lacerante che portò un giovane brillante studioso, neutralista convinto, a vivere le disumane condizioni delle trincee del Carso, ove morì trentenne, bensì più in generale l'ardore e la passione che segnarono tutta la sua breve vita, luminosa figura di idealista pronto al sacrificio personale a fianco dei diseredati.
TESTIMONIANZA DEL SOLDATO ELIO CIONI SULLA DEPORTAZIONE IN GERMANIA DAL 1943 AL 1945
Cioni Enzo
Abstract
Dopo l'armistizio una gran parte dei militari italiani fu catturata dai tedeschi. Questi uomini con la loro scelta hanno combattuto senza armi un'altra guerra, fatta di sopportazione della fame, del freddo, delle violenze e del lavoro coatto, ridotti alle condizioni di schiavi.
ATTILIO PRADELLI, RICORDI DI PRIGIONIA
Galloni Pier Augusto, Grandi Giampaolo
Abstract
Gli autori hanno incontrato uno degli ex militari internati in Germania, Attilio Pradelli, un novantenne lucido e cordiale, che ha raccontato la sua drammatica esperienza vissuta in gioventù, perché sia mantenuto vivo il ricordo dei sacrifici provati da tanti, anche a nome dei molti amici che non ci sono più.
LE MADRINE DI GUERRA
Turci Silvano
Abstract
"Sono quelle signore, o signorine, che avendo avuto l’indirizzo di un soldato povero o senza famiglia, lo adottano come figlioccio, gli scrivono spesso, gli mandano di tanto in tanto a seconda dei loro mezzi finanziari qualche pacco con ciò che più gli occorre e che più desidera, oggetti di lana, sigarette, ecc. Ma la missione delle Madrine di guerra deve essere anzitutto di tenere sereno ed elevato il morale del loro figlioccio, mostrandogli interessamento ed affetto." (tratto da: Per trovare madrine ai combattenti, in “L’avvenire d’Italia”, 28 marzo 1916)
IL CARRO ROVESCIATO E LE ILLUSIONI
Capitani Aristodemo
Abstract
Anni Cinquanta, la famiglia Capitani lascia il podere di "Casa Fortuna" a Levizzano, terreno impervio e pericoloso, oltre che faticoso da lavorare, per trasferirsi in pianura, a Spilamberto; una storia di separazioni e ricongiungimenti familiari.
n. 20 · 2018 · 176 pp.
SPILAMBERTO E I "GUERRIERI" DELLA MADONNA DEL ROSARIO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Si deve all'arciprete don Domenico Muratori, tra la fine dell'Ottocento ed i primi anni del Novecento, l'iniziativa di far accompagnare, durante la processione nella prima domenica di ottobre, la statua della Vergine del Rosario da "guerrieri", in memoria delle armate cristiane vittoriose nella battaglia di Lepanto. Sono riprodotti i disegni originali dei guerrieri di Augusto Valli.
IL PALAZZO RANGONI DI CASTELVETRO
Alberti Francesca, Bazzani Marco
Abstract
Estratto dalla tesi di Laurea in Restauro Architettonico dal titolo " Conoscenza ed applicazione dell'HBIM al restauro, il caso studio di palazzo Rangoni " redatta dagli autori nel luglio 2017 presso la Facoltà di Ingegneria Edile e Architettura di Bologna
UN DOCUMENTO INEDITO: L'ORIGINE DEL FILATOIO DI SPILAMBERTO
Lelli Maria Paola
Abstract
Il filato di seta del filatoio di Spilamberto veniva venduto anche ai mercanti veneziani. La costruzione della filanda, voluta dalla Marchesa Bianca Rangoni nel 1610, contribuì ad un certo miglioramento della vita degli abitanti anche se le condizioni di lavoro al filatoio erano molto dure.
STORIA DEL FONDO SAN ROCCO IN SPILAMBERTO E DELLA FAMIGLIA CAVANI
Brandoli Claudio
Abstract
In questa seconda parte, l'autore indaga sul Fondo San Rocco, terreno su cui sorge la casa dove è nato, e scopre che sullo stesso era ubicata la fonderia della famiglia Cavani, fonditori di campane.
LO SCULTORE DOMENICO BERNABEI E MARANO TRA OTTO E NOVECENTO
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Le facoltose condizioni della famiglia permisero a Domenico Bernabei di diplomarsi Professore di disegno e scultura. Ben presto la sua opera di scultore fu richiesta in ambito locale. Della fine dell'Ottocento (1886) è la statua di S. Giovanni che sovrasta la facciata dell'omonima Chiesa Parrocchiale di Spilamberto. Bernabei, nonostante fosse di carattere riservato, partecipò attivamente all'Amministrazione del Comune di Marano sul Panaro.
RECENSIONE DI NICOMEDE BIANCHI A: "ICONOGRAFIA DEI CELEBRI VIGNOLESI"
Venturelli Piero
Abstract
La ristampa dell'opera giovanile di Francesco Selmi in occasione del 200°anniversario della nascita. Una delle recensioni più qualificate fu quella di Nicomede Bianchi, importante uomo politico, che ebbe un ruolo importante nelle vicende risorgimentali e fu poi nominato Senatore del Regno d'Italia.
CARNEFICINA IN SOLSTIZIO
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
La battaglia tra il Grappa e il Piave nelle fotografie del Fondo Mario Borsari e nelle cartoline dell'album di Bruno Foresti conservate presso la Biblioteca "Francesco Selmi" di Vignola.
UGO ROLI – LETTERE DI GUERRA 1916-17-18
Gruppo Mezaluna
Abstract
Ugo Roli nasce a Vignola nel 1887. Dopo la Laurea in Giurisprudenza e l'abilitazione al Notariato, la professione legale diventa la sua quotidianità. Durante la Prima Guerra Mondiale è in prima linea, quale ufficiale di Stato Maggiore pluridecorato. Nel 1933 raccoglie i ricordi (lettere, fotografie, riflessioni) della tragica esperienza della guerra in un volume dedicato al figlio.
MOLTI DI LORO NON L'AVEVANO MAI VISTO, IL MARE
Demaria Paola
Abstract
L'affondamento del piroscafo passeggeri italiano "Principe Umberto" l'8 giugno 1916, ad opera del sommergibile austroungarico U 5, fu la più grave catastrofe navale della prima guerra mondiale in termini di perdite umane. Il Principe Umberto, colpito a poppa, s'inabissò nel giro di qualche minuto, trascinando con sé 1926 uomini, tra i quali ragazzi originari della valle del Panaro e 632 veneti, che erano i più reclutati in marina, in particolare trevigiani. Solo 895 poterono essere tratti in salvo.
LA GRANDE GUERRA VISSUTA DALL'ALTRA PARTE
Sekera Giovanni
Abstract
A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale il ricordo del nipote Giovanni. Prima della tragedia della guerra, l'ingegnere Johannes Sekera era stato Direttore Generale dello zuccherificio "nuovo" di Bazzano". Non era più giovane Johannes Sekera quando fu richiamato alle armi alla fine di luglio del 1914 e quando noi italiani non eravamo entrati in conflitto. Questa narrazione parla di soldati austriaci, ovvero di un austriaco che la guerra se la fece tutta e ne morì.
GIUSEPPE CLO', UN SAVIGNANESE NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, LA PRIGIONIA
Marchi Dimer, Clò Cesare
Abstract
Giuseppe Clò venne catturato nell'ottobre del 1916, ma riuscì a fare ritorno alla propria casa alla fine del 1918 e inviato in esonero nel 1919. Del periodo di detenzione, il figlio Cesare, oltre a ricordi personali, conserva una testimonianza corposa costituita da cartoline postali, lettere e telegrammi
LAVANDARE
Gruppo Mezaluna
Abstract
Un momento della vita quotidiana di molte donne nella prima metà del '900 raccontato dagli scatti fotografici, tra Castelvetro e Vignola, di Giuseppe Simonini.
n. 19 · 2017 · 160 pp.
"CENNI STORICI INTORNO ALLA CHIESA PLEBANA DI VIGNOLA" DI FRANCESCO SELMI
Bazzani Massimo, Grilli Maria Grazia
Abstract
Tratto dal libretto edito nel 1842, in occasione della riapertura della chiesa plebana dopo i lavori di ampliamento. I "cenni storici intorno alla chiesa suddetta" furono affidati a Francesco Selmi, che oltre ad essere un grande scienziato fu anche uomo politico, storico e letterario.
FRANCESCO SELMI: UN ALFABETO POSSIBILE
Biblioteca Comunale di Vignola
Abstract
Il ricordo del grande vignolese, scienziato, patriota e letterato Francesco Selmi, in occasione del bicentenario dalla nascita attraverso un alfabeto di voci significative della vita, delle opere, degli studi, degli interessi.
I MONTECUCCOLI
Graziosi Marcello
Abstract
Interventi del convegno "Guiglia, i Montecuccoli e il Marchesato" tenutosi il 25 giugno 2016; al termine dei lavori è stata inaugurata, presso le Sale Nobili del Castello, riaperto al pubblico, la mostra permanente dedicata a "i Montecuccoli nelle terre di Guiglia".
I MONTECUCCOLI E IL FRIGNANO
Pini Andrea
Abstract
L'accostamento Montecuccoli e il Frignano è storicamente appropriato, perché quella dei Montecuccoli è una casa frignanese a tutti gli effetti e al Frignano è legata la loro presenza e storia plurisecolare.
GUIGLIA E I MONTECUCCOLI LADERCHI
Santagata Stefano
Abstract
I Montecuccoli Laderchi, marchesi di Guiglia, sono un ramo seicentesco discendente dai Montecuccoli del Frignano.Rispetto agli altri feudi posseduti fin dal Medioevo, il territorio di Guiglia entrò relativamente tardi tra i possedimenti dei Montecuccoli. Fu il conte Francesco che, nel 1630, cambiò il feudo di Semese con quello di Guiglia, potendo così cambiare il titolo di conte con quello di marchese. Suo figlio Giambattista diede poi inizio ai Montecuccoli Laderchi, un ramo che sopravvisse a molti altri e si estinse nel 1873.
LA ROCCHETTA DI GUIGLIA
Bassi Patrizia, Cabri Florenzo
Abstract
Gli autori, dell'Associazione Culturale "Gli amici di Rocchetta " ed in collaborazione con Graziosi Marcello, portano il lettore alla scoperta di "due toponimi, quattro chiese ed un santo mancato" nella località di Rocchetta che dista circa due chilometri dal medesimo comune di Guiglia di cui essa fa parte.
SPILAMBERTO E L'ARTE CAMPANARIA
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Spilamberto ha un’antica tradizione di fonditori di campane. Fu nel 1828 che Domenico Cavani e suo figlio Giovanni, conosciuti liutai, affittarono una parte del loro laboratorio al fonditore di campane bolognese Serafino Golfieri. Domenico e Giovanni si appassionarono all’arte della fusione e continuarono a dedicarsi alla fusione insieme all’attività di liuteria. Sono centinaia le campane che si trovano sul territorio modenese con la scritta “Dominicus Cavani eiusque filius Joanes Spinalamberti fuderunt”.
LA SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Maini Carla
Abstract
L'autrice descrive i documenti degli anni 1924-1948, relativi alla Società Dante Alighieri, ritrovati nell'archivio della Scuola Media Statale "L.A.Muratori di Vignola. La Società Dante Alighieri è un'istituzione culturale italiana che ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Fu fondata nel 1889 da un gruppo d'intellettuali guidati da Giosuè Carducci ed eretta in Ente Morale nel 1893.
VILLA TREVISI DI SPILAMBERTO
Brandoli Claudio
Abstract
Villa Trevisi è una elegante e sobria costruzione posta appena fuori dal centro abitato di Spilamberto, sul Fondo San Rocco e nota a tutta la comunità spilambertese. L'autore narra fatti e ricordi delle famiglie Cavani e Trevisi. In questa prima parte protagonista è la famiglia Trevisi.
GIUSEPPE CLO', UN SAVIGNANESE NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Marchi Dimer, Clò Cesare
Abstract
Giuseppe Clò, nonostante fosse l'unico maschio di cinque figli, venne chiamato alla leva, della durata di tre anni, nel 1910. Richiamato alle armi, per mobilitazione, nel 1915 verrà catturato dagli austriaci ed internato in un campo di lavoro nel nord del Tirolo.
GLI "UFFIZI" NELLA VILLA BISBINI A MARANO SUL PANARO
Galloni Pier Augusto, Roli Mara
Abstract
Una piccola grande storia di arte, trafugamenti e guerra. Nell'estate del 1944, Marano è diventato una sorta di succursale degli Uffizi e di Palazzo Pitti: per alcune settimane, infatti, centinaia di opere delle Gallerie fiorentine sono state custodite nel paese, nella Villa Bisbini.
MIO PADRE RACCONTA
Bellacanzone Gabriella
Abstract
Il racconto delle vicissitudini e della prigionia in Russia dell'appuntato della Guardia di Finanza Bellacanzone Camillo, di stanza a Vignola nel 1940 quando fu inviato al fronte in Albania e Jugoslavia e le annotazioni sul piccolo diario scritto su cartina di sigarette e "rilegato" con corteccia di betulla.
I DUE CAVALLI TEDESCHI
Capitani Aristodemo
Abstract
Le vicende di due cavalli, sottratti dai partigiani ai soldati tedeschi, ambientata nei luoghi vicini al podere "Casa Fortuna" a Levizzano, residenza della famiglia Capitani, con il rischio che ne consegue di rappresaglie.
VIGNE E VINO A CASTELVETRO
Gruppo Mezaluna
Abstract
Fotografie di Giuseppe Simonini sul tema della coltivazione dell'uva, in occasione del 50° anniversario della" Sagra dell'uva e dei lambruschi" di Castelvetro ideata nel 1968 dal Sindaco Aristodemo Capitani e approvata all'unanimità dal Consiglio comunale.
n. 18 · 2016 · 160 pp.
LA BIBLIOTECA DEI DUCHI D'ESTE
Vecchi Maria Cristina
Abstract
La biblioteca, collocata nel Palazzo dei Musei a Modena, trae la sua origine storica nella collezione libraria degli Estensi, la famiglia che reggeva il ducato di Ferrara e quello di Modena e Reggio. Quando gli Estensi dovettero riconsegnare Ferrara allo Stato della Chiesa, riuscirono ad ottenere di poter trasferire, insieme agli altri beni familiari, come la quadreria, la biblioteca a Modena, divenuta capitale del ducato nel 1598. Da allora la consistenza della biblioteca ricominciò ad accrescersi.
LODOVICO ANTONIO MURATORI E LA DIFESA DELLA CULTURA ITALIANA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Gualtieri Gaetano Antonio
Abstract
La preminente vocazione di storico lasciò al Muratori spazio per occuparsi di letteratura ed estetica, religione e archeologia, filosofia e politica, oltre che per intrattenere un fitto carteggio con eruditi italiani ed europei. Proprio il carteggio è specchio di un uso della lingua italiana moderno ma non trasandato, rispettoso della tradizione, non soltanto toscana, ma aperto alle novità, lessicali e sintattiche, provenienti soprattutto dalla cultura francese.
LA SCOPERTA DI UN'OPERA INEDITA DI PRUDENZIO PICCIOLI: LA STATUA DI SANTA FILOMENA
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Lo scultore apprende le prime nozioni dell’arte plastica frequentando la scuola di ornato a Spilamberto. Di povera famiglia è il Comune che paga la retta per i suoi studi presso un educandato di Modena. Per dimostrare la sua gratitudine, modella per il comune stesso alcune opere che, insieme ad altre terrecotte dell’età matura,tra le quali la Santa Filomena, figurano ancora oggi tra il patrimonio artistico del territorio.
L'ANNO DEI BRIGANTI
Lodovisi Achille
Abstract
In tutte le terre italiane, il ventennio napoleonico portò con sé un brigantaggio endemico e diffuso soprattutto nelle campagne. Le radici profonde del banditismo endemico vanno ricercate nell’insorgenza, nell’aperta ribellione, soprattutto dei contadini, degli artigiani, dei bottegai e degli emarginati dal nuovo ciclo economico, nei confronti del nuovo, vessante, ordine di cose.
FRANCESCO SELMI E DANTE – LE CELEBRAZIONI DEL 1865
Dani Marcello, Fraulini Fabiana
Abstract
Grazie alle sue conoscenze di Dante, il Selmi è chiamato a far parte della Commissione per i Testi di Lingua, costituita nel 1860 da Carlo Farini. Egli dà inoltre un notevole contributo alle celebrazioni per i seicento anni dalla nascita di Dante Alighieri (1865), ricercando nelle biblioteche di tutta Italia informazioni su codici di opere dantesche, pubblicando inediti e stendendo rilevanti saggi interpretativi.
IL FONDO FRANCESCO SELMI – UN IMPORTANTE ARCHIVIO STORICO RITROVATO
Bartoli Giovanni
Abstract
Il fondo documentario conservato presso la biblioteca di Vignola ha un grandissimo rilievo non solo per la storia della chimica, ma anche per la storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia. È stato donato nel 1996 dagli eredi Borsari-Bartoli, discendenti in linea diretta di Vittoria Selmi, una delle figlie del grande scienziato. La copiosa documentazione comprende importanti lettere, manoscritti e opere a stampa provenienti dall’archivio privato del chimico vignolese, insieme a carte ed epistole familiari che offrono un vivido spaccato della vita di una famiglia borghese nella seconda metà dell’Ottocento.
ITINERARI TURISTICI NELLA VALLE DEL PANARO DI UN SECOLO FA
Galloni Pier Augusto
Abstract
Nell'Italia di 100 anni fa uscì un volumetto che descriveva il nostro territorio evidenziandone gli aspetti storico-naturalistici più significativi. Si tratta di una delle Guide d'Italia del Touring Club, il secondo dei volumi dedicati a Liguria, Toscana settentrionale ed Emilia , edizione 1916.
SGUARDI DAL FRONTE – RETROSPETTIVA DELLA MOSTRA
Gruppo Mezaluna
Abstract
La mostra raccoglie le immagini tratte dal Fondo fotografico Mario Borsari, donato dalla famiglia Borsari-Bartoli al Comune di Vignola e conservato presso la Biblioteca Francesco Selmi.
MONTE ROVAIO
Degli Esposti Daniel
Abstract
29 agosto 1944: la controversa battaglia del Monte Rovaio. Una brutta storia fatta di morte e (presunti) tradimenti. Quanti uomini morirono nel corso della battaglia? Non conosciamo il numero di perdite tedesche. Probabilmente nessuna. Conosciamo però il nome delle vittime partigiane e il numero, diciannove in tutto, (circa un terzo del gruppo) ricordati oggi nella chiesina del Piglionico.
1946, 70 ANNI FA: NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA PER LA PRIMA VOLTA VOTANO LE DONNE
Gruppo Mezaluna
Abstract
Le prime elezioni amministrative alle quali le donne furono chiamate a votare si svolsero a partire dal 10 marzo 1946 in 5 turni, mentre le prime elezioni politiche (svolte assieme al Referendum istituzionale monarchia-repubblica) si tennero il 2 giugno 1946.
n. 17 · 2015 · 160 pp.
IL NUOVO LABARO DEL GRUPPO MEZALUNA -MARIO MENABUE
Gruppo Mezaluna
Abstract
Diana Garofani Manzini ha ricamato per il Gruppo di Documentazione tre preziosissimi labari, con un lavoro ed un impegno che si sono protratti per diversi mesi.
CULTI ANTICHI LUNGO LA VALLE DEL PANARO
Simonini Camilla
Abstract
La componente religiosa in seno alle società antiche è una tra le manifestazioni più rappresentative ed identitarie, con una fenomenologia e un percorso evolutivo di primaria importanza. Per quanto concerne il territorio, i dati pertinenti alle manifestazioni della religiosità appaiono eterogenei: qualche elemento proveniente dalle fonti letterarie, alcuni rinvenimenti archeologici fortuiti ed alcune iscrizioni.
LA PESTE DEL 1630 A SPILAMBERTO
Lelli Maria Paola
Abstract
Un'ondata di peste che ha lasciato una traccia profonda nel tempo, è stata la pandemia del 1630, che riguardò buona parte dell'Italia ed in particolare anche le nostre terre. La peste arrivò a metà gennaio del 1630 a Modena, per poi diffondersi più specificatamente a Spilamberto.
IL MARCHESE GUIDO RANGONI III, UN PERSONAGGIO DEL SEICENTO TRA LUCI E OMBRE
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Questo testo analizza il gusto, la personalità e la committenza di Guido III Rangoni, personaggio seicentesco dai molti interessi. La sua figura è soprattutto nota per la trasformazione della Rocca in un “Vago Palazzo”, ricco di arredi e di pitture di dentro, di fuori e nel cortile, per aver rialzato il settore a nord, costruito la galleria, lo scalone e la sequenza di sale al piano nobile e decorato con pitture interni e facciate.
"I SOVRANI COMANDI" 1786 – UN QUADRO VIGNOLESE PER LA GALLERIA DUCALE
Trenti Maria Giovanna
Abstract
La storia delle collezioni di proprietà della famiglia d’Este è assai lunga ed articolata. Quando presero la via verso Dresda, opere di: Correggio, Reni, Guercino, Veronese, Tintoretto, Dosso Dossi, Tiziano, Annibale Carracci, Parmigianino, per citarne solo alcuni, sin da subito, prima Francesco III poi il figlio Ercole III, si preoccuparono di riallestire e riorganizzare la Galleria con le opere che erano rimaste; vennero fatti oculati acquisti e soprattutto venne praticata una seriale campagna di spoliazione nelle chiese del ducato.
ALCUNE CONSIDERAZIONI SU PROGNE, TRAGEDIA SETTECENTESCA
Galli Giovanni
Abstract
Veronica Cantelli, letterata che svolge un ruolo non marginale nel corso dell’Illuminismo europeo, è conosciuta per essere l'autrice della tragedia "Progne "(1766). Questa interessante opera drammatica, in ordine cronologico una delle primissime composte nell’Europa moderna da una donna, nasce durante un lungo soggiorno dell’autrice presso la Corte di Federico II di Prussia.
AGOSTINO PARADISI IL GIOVANE E LA POLEMICA ITALO-FRANCESE DEL 1765
Venturelli Piero
Abstract
La veemente polemica letteraria italo-francese, pur di breve durata, ha il duplice considerevole effetto di contribuire a ravvivare il sentimento nazionale all’epoca un po’ assopito e di far crescere la coscienza dell’unità culturale e morale dell'Italia. Occasione di codesta querelle è l’uscita, in una rivista parigina, di una dura " Lettre " anonima ove l’Italia viene accusata di essere ormai da tempo in piena decadenza morale, culturale, politica ed economica.
PIETRO ANTONIO BERNARDONI, UN VIGNOLESE ALLA CONQUISTA DI VIENNA
Dani Marcello
Abstract
Sin da giovane evidenziò una predisposizione agli studi letterari, che effettuò da autodidatta, e rapidamente si diffuse la sua fama poetica. Viaggiò intensamente e dopo Parigi, raggiunta per motivi diplomatici, ottenne nel luglio 1701 la nomina di secondo poeta di corte a Vienna, accanto a Donato Cupeda, dove trascorse nove anni e sviluppò il suo talento come poeta-librettista. Nel 1705, sempre a Vienna, Bernardoni pubblicò un libro di Rime varie, dedicato a Giuseppe I d'Asburgo, contenente qualche canzonetta, anticipante le "ariette" di Pietro Metastasio.
FRANCESCO SELMI E I TRATTATI MORALI DI ALBERTANO DA BRESCIA
Fraulini Fabiana
Abstract
Il sottotitolo è "L'importanza della lingua nazionale per l'Italia unita". Compiendo ricerche nelle Biblioteche italiane, Selmi rinvenne, studiò e diede alle stampe numerosi codici, fra i quali il volgarizzamento dei Trattati morali di Albertano da Brescia, realizzato da Andrea da Grosseto nel 1268, ritenendolo il "più ragguardevole documento (riguardo all'antichità) in prosa letteraria di nostra lingua".
C'ERA UNA VOLTA
Lugli Bruno
Abstract
L'articolo apre una finestra sul tempo che fu a Savignano, rintracciando condizioni di vita di un tempo per verificare quanto di vero ci sia nell'adagio secondo cui si stava meglio una volta.
L'ECCIDIO DI PRATOMAGGIORE
Cremonini Giulia
Abstract
Nel 70° anniversario dell'Eccidio di Pratomaggiore; coinvolse otto giovani partigiani modenesi, che il 12 febbraio 1945 furono prelevati dal carcere di Sant'Eufemia a Modena, condotti a Vignola e, in località Pratomaggiore, impiccati ad una trave posta tra due alberi per vendicare l'uccisione di un militare tedesco avvenuta alcuni giorni prima. L'intervista a Nino Nasi, fratello di una delle vittime.
L'ECCIDIO DI VILLA MARTUZZI
Gruppo Mezaluna
Abstract
Nel 70° anniversario dell'Eccidio di Villa Martuzzi; di notevole pregio storico-culturale, oltre che rappresentare uno degli esempi maggiori e più interessanti di villa nobiliare campestre nel territorio emiliano, è tristemente nota per il cosiddetto Eccidio di Villa Martuzzi, compiuto dalle milizie naziste sui cittadini durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel parco della Villa furono rinvenuti, in una fossa messa in luce dallo scoppio di una bomba, i resti di 17 vittime.
I MOSTRI
Capitani Aristodemo
Abstract
Poesia della guerra, scritta durante il sanguinoso conflitto in Jugoslavia, 1992
FESTIVAL MONDIALE DELLA GIOVENTU' E DEGLI STUDENTI – MOSCA 1957
Capitani Aristodemo
Abstract
Il racconto, in prima persona, delle due settimane più intense, inaspettate, innovative che la storia culturale dell’Unione Sovietica avesse mai conosciuto. Per il VI Festival mondiale della gioventù e degli studenti confluirono nella capitale 34.000 persone da 131 paesi stranieri, rappresentanti di tanti popoli e razze, sulle ali del colombo della pace, simbolo dell’evento disegnato da Picasso.
n. 16 · 2014 · 160 pp.
L'ANIMA DEL RISORGIMENTO IN DUE GIOVANI CHE VOLLERO L'UNITA' D'ITALIA: GIUSEPPE VERDI E FRANCESCO SELMI
Coslovi Anna Maria
Abstract
Due eminenti personalità assolutamente diverse, ma accomunate dallo stesso spirito e dallo stesso obiettivo, Verdi e Selmi, seppero arrivare al popolo e smuovere gli animi attraverso la Musica, il primo, servendosi delle Lettere, il secondo. Due figure esemplari per la loro determinazione a raggiungere il traguardo dell'Unità d'Italia.
IL MOSAICO RISCOPERTO
Pancaldi Giorgio
Abstract
La cronaca del ritrovamento e del recupero del pavimento a mosaico tardo antico nel podere Melda di sotto, si sviluppa su 133 anni, dalla prima casuale scoperta dei reperti nel 1878 fino al 1897 e successivamente negli anni 2010/2011. Il mosaico è oggi visibile al pubblico nella casa natale di Giuseppe Graziosi.
GIOVANNI DA BARBIANO "EGREGIO MANIPOLATORE D'INGANNI"
Trenti Maria Giovanna
Abstract
La complessità della figura di Giovanni da Barbiano è colta appieno dal Muratori che, al di là delle qualità militari riconosciutegli, ne tratteggia la sfrontata intelligenza, l'acuto cinismo, ma soprattutto la capacità d'insinuarsi nelle ostilità -palesi o latenti – che squassavano gli stati e le famiglie al potere.
IL PATRIOTA FRANCESCO CASALI (1809 – 1833)
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Patriota spilambertese agli albori del Risorgimento, al fianco di Ciro Menotti con il quale patì il carcere, partecipò al comando di un cospicuo gruppo di Spilambertesi all’insurrezione del 3 febbraio 1831. Morì durante l’esilio in Francia che condivise con il cognato spilambertese Antonio Canevazzi.
LA FIGURA DEL PROFESSOR NELLO BOZZINI A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA
Modelli Bozzini Maria Luisa
Abstract
Nello Bozzini, vignolese, è stato insegnante e preside di scuola media, studioso della storia della Seconda Guerra Mondiale, autore di numerosi studi e pubblicazioni, collaboratore di varie Associazioni tra le quali il Gruppo Mezaluna. Persona molto seria e scrupolosa, i più anziani lo ricordano come partigiano nel Partito d'Azione durante la lotta di Liberazione, mentre come ufficiale ha conseguito due croci al merito di guerra.
IL DIARIO DI GUERRA DI GIOVANNI TONIONI
Bazzani Massimo, Boschetti Sergio
Abstract
Il diario autografo di Giovanni Tonioni è emerso dalla polvere di una vecchia soffitta nel 2008, durante lo sgombero della casa nel centro di Zocca nella quale abitò dopo il suo rientro in Patria. Tonioni affidò alle pagine di un diario la sua drammatica esperienza proprio nel momento in cui viveva questi eventi.
TERESA CAPITANI: UNA PICCOLA GRANDE DONNA
Berveglieri Dunnia
Abstract
Un'intervista a Teresa Capitani, staffetta partigiana , protagonista della lotta sociale contro lo sfruttamento dei mezzadri (che le costò l'arresto ed il carcere) e militante dell’UDI nel secondo dopoguerra.
UNO SCHERZO PERICOLOSO L'ULTIMO GIORNO DI GUERRA
Capitani Aristodemo
Abstract
La vicenda, narrata in forma romanzata e vissuta in prima persona dall'autore, è realmente accaduta il 24 aprile 1945 presso il bosco detto della Selva a Castelvetro, ma divulgata solo nei racconti orali di coloro che la vissero.
LA CANAPA: STORIA, COLTIVAZIONE E UTILIZZO
Stanzani Ernesto
Abstract
La Canapa è una pianta antica e misteriosa, coltivata da millenni. Questa pianta cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali. Dalla canapa si estraevano sostanze “oleose” (per illuminazione ed energia), “fibrose” (fibre tessili, vestiti, carta, corde) e si ottenevano “alimenti” (farinacei e mangime per gli animali).
n. 15 · 2013 · 168 pp.
LA PESTE
Lugli Bruno
Abstract
Da uno spaccato degli avvenimenti intervenuti nel periodo che va dal 1621 al 1636 riportati nel sesto volume della "Cronaca di Modena" di G.B.Spaccini, l'autore si sofferma sulla evoluzione della tragica epidemia di manzoniana memoria subita dai nostri concittadini nel capoluogo di provincia.
SPILAMBERTO E L'ASSEDIO DI MURAT DEL 1815
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
La guerra mossa da Gioacchino Murat, re di Napoli, contro il colosso austriaco vittorioso del grande Napoleone, con lo scopo di mantenere il proprio trono dopo il Congresso di Vienna, si fondava sopra una serie di presupposti destinati a rivelarsi tutti quanti vani. Il Generale Michele Carascosa comandò l'avanguardia dell'esercito napoletano, la quale contenne gli Austriaci a Spilamberto (15 aprile 1815) e li sconfisse temporaneamente ad Anzola e a S. Ambrogio.
PROTAGONISTI DEL RISORGIMENTO A ZOCCA
Santagata Stefano
Abstract
Zocca e il Risorgimento Nazionale. Il contributo dato dai cittadini Mascagni, Piccaglia e Ricci. Nel 1833 il Dott. Natale Mascagni e il farmacista Angelo Piccaglia, furono arrestati con l'accusa di fare parte della Giovane Italia, processati e condannati rispettivamente a 10 e 5 anni di carcere. L'autore ricorda anche lo sfortunato destino di Paolo Ricci morto in carcere.
MARIO CREMONINI, UN ESULE ANTIFASCISTA SAVIGNANESE NELLA GUERRA DI SPAGNA
Bazzani Massimo, Cremonini Gianfranco
Abstract
"Cremonini Mario di Cleto e Galli Maddalena, 3/12/1902, Savignano sul Panaro (MO). Muratore, comunista. Partecipa alla lotta antifascista nel primo dopoguerra, è condannato nel 1925 per porto d'armi e nel 1929 deve espatriare stabilendosi in Francia. Partito per la Spagna si arruola nella batteria Antonio Gramsci della quale è tenente. Prende parte alle azioni di Teruel, Huesca e Brunete. Poi, ammalatosi, viene rinviato in Francia nel settembre 1937." (dal profilo biografico dell' Istituto nazionale Ferruccio Parri)
E SE AVESSIMO BOMBARDATO LONDRA?
Balestri Claudio
Abstract
Don Dido Marchesi, parroco di Montebudello, sperimentò per primo in Italia una macchina volante a reazione. Nel 1917 pubblicò uno studio su uno strano apparecchio aeromobile senza elica e senza ali, dotato di propulsore a scoppio d’acetilene, chiamato Geidrovolante. Nelle intenzioni utopistiche del suo inventore si trattava di una macchina polivalente, in grado di volare, navigare e correre su strada. Il mancato successo non impedirà al prete-inventore di ricevere, nel 1924, l'onorificenza di Cavaliere della Corona.
UNA QUOTIDIANA GUERRA…
Degli Esposti Daniel
Abstract
Fascismo e Resistenza nelle memorie di Rina Graziosi. La ricostruzione dell'intervista , avvenuta nel febbraio 2012, si basa sulla traduzione dal dialetto e sull'abbellimento stilistico delle frasi effettivamente pronunciate dalla signora Rina Graziosi, testimone di quella quotidiana guerra che per tanti mesi, come tanti altri italiani, ha dovuto vivere sulla sua pelle.
SCARPE ROTTE…EPPUR BISOGNA ANDAR
Berveglieri Dunnia
Abstract
La breve ma intensa storia di un coraggioso ragazzino che scelse la partecipazione alla lotta partigiana. La ricostruzione della storia di Cosimo Vandelli scaturisce da una prima testimonianza scritta di suo pugno che, insieme ad una serie di documenti originali, è stata consegnata al Gruppo Mezaluna. Il racconto è stato poi arricchito da un'intervista.
ROMANO BONVICINI E IL COMITATO ARTE CONTADINA DI CASTELVETRO
Stanzani Ernesto
Abstract
Ciò che Romano Bonvicini ci ha tramandato, non è un racconto, ma centinaia e centinaia di oggetti e di strumenti di lavoro: carri agricoli, birocci, attrezzi per la lavorazione del legno, attrezzi per la cantina, e tutto quello che riguardava il suo mestiere di falegname.
L'ORATORIO DI SAN MICHELE IN LEVIZZANO: ANALISI STORICHE
Casati Alessandro
Abstract
L'oratorio di San Michele è posto tra i torrenti Guerro e Nizzola, a metà strada tra Levizzano e Castelvetro. Secondo gli studiosi risale alla seconda metà del XII secolo. Recentemente restaurato, l’Oratorio presenta parti della muratura originale in regolari blocchi di arenaria. All’interno, l’unico ornamento presente è costituito da sei figure ad affresco rappresentanti dei Santi.
n. 14 · 2012 · 160 pp.
SAVIGNANO E L'INQUISIZIONE
Lugli Bruno
Abstract
Dopo una breve introduzione, finalizzata ad agevolare la comprensione di un fenomeno particolarmente complesso, l'autore elenca i processi celebrati dal Tribunale dell'Inquisizione di Modena, i nominativi e le casistiche perseguibili per fatti accertati nel nostro territorio dal 1569 al 1758.
LA FAMIGLIA MORENI DI VIGNOLA NELLE LOTTE DI FAZIONE DEL XVI SECOLO
Santagata Stefano
Abstract
I vincoli di parentela nella prima metà del XVI secolo rivestono un’importanza decisiva nel determinare il ruolo di una famiglia o di un individuo nella società. La latitanza del potere centrale e le endemiche lotte di fazione fra un paese e l’altro, ma anche fra le famiglie di uno stesso paese, rendeva quanto mai necessaria l’aggregazione parentale in veri e propri consorzi, che alleandosi fra loro formavano in certe occasioni delle vastissime fazioni.
INFORMAZIONE ESATTA (III PARTE)
Trenti Maria Giovanna
Abstract
La terza parte di un indimenticabile ritratto della vita, religiosa e non solo, a Vignola sul finire del diciottesimo secolo. Una sorta di ritratto in "presa diretta", una cronaca che pesca direttamente dal quotidiano dei cittadini, riferendo abitudini e comportamenti della vita di ogni giorno, che oggi scatenano nel lettore un'ironica tenerezza.
SPILAMBERTO E IL MOTO MENOTTIANO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Tra le vicende storiche di Spilamberto riveste una particolare importanza l'adesione al moto insurrezionale di Ciro Menotti del 3 febbraio 1831 da parte di un gruppo di valorosi che, di riflesso, conobbero le pene del carcere e dell'esilio.
LA NUOVA PRETURA
Neri Attilio
Abstract
E' probabile che un legame di parentela o affettivo con Vignola, sia il motivo dell'interessamento di Arrigo Solmi, Ministro di Grazia e Giustizia del governo Mussolini dal 1935 al 1939 , per la realizzazione della Nuova Pretura, Regia a quel tempo. La costruzione della nuova Pretura richiese una trasformazione urbanistica importante.
L'ALBUM RITROVATO
Lucchi Fabio, Simonini Fausto
Abstract
Si tratta di una raccolta di foto e cartoline che ricostruiscono la campagna d'Italia di una giovane infermiera al seguito dell'esercito tedesco. Alcune di queste preziose istantanee risultano essere documenti inediti di avvenimenti accaduti, durante il Secondo Conflitto mondiale, in luoghi a noi molto vicini.
UNA TESTIMONIANZA DI VITA: SIMONINI LORENZO
Berveglieri Dunnia
Abstract
I ricordi più struggenti e gli episodi più significativi che hanno visto Lorenzo Simonini, in molti casi, testimone diretto, riguardano il periodo che va dal 1933, quando il padre muore prematuramente, fino al 1945 quando avviene la Liberazione dall'occupazione nazi-fascista.
GUERRINO GOZZOLI L'ANGELO DEI CIMITERI DI GUERRA
Grandi Giampaolo, Gozzoli Paolo
Abstract
La poco conosciuta figura di Guerrino Gozzoli, scomparso nel 1961, che è stato il vignolese che ha ricevuto più ringraziamenti e riconoscimenti ufficiali da parte delle più importanti Autorità civili e religiose italiane e tedesche per la sua opera umanitaria.
VINO E PANE – ANTOLOGIA RETROSPETTIVA DELLA MOSTRA
Gruppo Mezaluna
Abstract
Fotografie di Giuseppe Simonini: piccole storie di un mondo ormai perduto.
n. 13 · 2011 · 176 pp.
IL PATRIMONIO D'ARTE DEL COMUNE DI SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Il testo è stato presentato in una conversazione tenuta il 10 giugno 2010 nell'ambito delle manifestazioni per gli ottocento anni del Comune di Spilamberto. Le opere antiche della raccolta comunale d'arte sono descritte immaginando di collocarle, secondo una sequenza cronologica, in una virtuale galleria d'arte di non grandi dimensioni ma di alto livello.
L'ISTITUZIONE DEL MERCATO DI MONTESE
Santagata Stefano
Abstract
Girolamo Montecuccoli, conte di Montese e di Salto, nel febbraio del 1548 supplica il Duca di Ferrara di concedergli il privilegio di istituire un mercato libero ogni otto giorni ed una fiera annuale nel giorno di San Lorenzo della durata di tre giorni. La supplica ha lo scopo di evitare l'emigrazione della popolazione e, usando un linguaggio moderno, stimolare la ripresa economica.
UN GRUPPO DI VOLONTARI DELLE NOSTRE TERRE IN ABRUZZO PER IL TERREMOTO DEL 6 APRILE 2009
Pizzirani Giuliano
Abstract
Il Radio Club Ludovico Antonio Muratori (LAM), che aderisce all'ARI, in aiuto ai terremotati d'Abruzzo. Convocazione, partenza ed arrivo in Abruzzo a Villa S.Angelo; montaggio ed attivazione del ponte radio ed impiego anche in altre mansioni.
IL RISORGIMENTO
Gruppo Mezaluna
Abstract
Dal discorso pronunciato il 16 marzo 1961 dal Presidente degli Stati Uniti d'America J.F.Kennedy.
LE CELEBRAZIONI DEL "CENTENARIO" A VIGNOLA
Comitato Cittadino per le Celebrazioni, 1961
Abstract
Il programma delle Celebrazioni del 1° Centenario e l'introduzione del Sindaco Wainer Neri nella Seduta solenne del Consiglio comunale.
DONNE DEL RISORGIMENTO MODENESE
Federazione Modenese del P.C.I. Anno 1960
Abstract
Dalle pagine del Risorgimento modenese, 1821-1860. Delle dieci, venti donne modenesi ne sono ritratte alcune particolarmente degne di ricordo: Eleonora Reggianini, Polissena Menotti, Pelagia Montanari Ceppelli, Carlotta Moreali, Enrichetta Bassoli.
VIGNOLA DAL 1831 AL 1859
Da "quadri di Storia Vignolese" del Dottor Bernardo Soli
Abstract
Delle opinioni diverse, anche in seno alla comunità vignolese, dell'adesione popolare al Risorgimento ne dà conto Bernardo Soli, nello scritto edito dalla Tipografia Ferraguti & C., Modena, 1933. Il libro di Bernardo Soli sulla storia locale riporta, in appendice, l’elenco dei vignolesi volontari nelle guerre dell’italica indipendenza. Vi sono elencati 120 nomi di cittadini vignolesi, partecipanti da volontari alle campagne militari del 1848, 1849, 1859, 1860, 1866, 1867.
RICORDO DI FRANCESCO SELMI NEL CENTENARIO DELLA MORTE
Amorosa Michele
Abstract
Una delle maggiori personalità italiane dell’Ottocento, l’insigne chimico, letterato e patriota Francesco Selmi (Vignola, 7 aprile 1817 – Vignola, 13 agosto 1881) è universalmente riconosciuto come co-fondatore della chimica dei colloidi e iniziatore della farmacologia forense grazie ai suoi studi sugli alcaloidi della decomposizione.
UN MEDAGLIERE RISORGIMENTALE
Bazzani Massimo
Abstract
Pubblicato sull'Annuario della Festa dei ciliegi in fiore, anno 1999, l'autore descrive un prezioso pezzo da museo risorgimentale , il ricco medagliere del vignolese, volontario garibaldino, Zanotti Antonio, morto per l'Unità d'Italia. Numerosi i riferimenti al periodo storico delle guerre Risorgimentali.
SPILAMBERTO MENOTTIANA E GARIBALDINA NELLE LOTTE PER IL RISORGIMENTO ITALIANO
Morselli Alfonso
Abstract
Si tratta del discorso tenuto dal Professor Alfonso Morselli in Spilamberto il 23 settembre 1960 e pubblicato con tavole illustrative e con un appendice di documenti a cura del Comune di Spilamberto, in occasione delle celebrazioni del 1° Centenario dell'Unità d'Italia, 1961
I BENGALA
Lugli Bruno
Abstract
Il dialetto viene prevalentemente parlato, ma qui lo troviamo utilizzato in forma scritta per narrare della bomba illuminante che conteneva due "Bengala" a paracadute. Al momento del lancio un meccanismo espelleva ed accendeva i bengala; il paracadute garantiva una discesa lenta e quindi un tempo prolungato di illuminazione dell'area interessata.
LA MIA VITA NEGLI ANNI DI GUERRA
Ori Corrado
Abstract
Voci e volti dalla Resistenza: la testimonianza di chi ha combattuto per la libertà con il nome di battaglia "Barba". Perché la memoria passa anche dalle storie di questi eroi normali.
IL SEME DELLA DEMOCRAZIA
Ori Luigi
Abstract
La memoria è quel filo invisibile ma tenacissimo che tiene unite le comunità. La ricerca di Luigi Ori, nell'ambito delle celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, ci porta, tra il 1943 e il 1945, nei luoghi della memoria nella lotta antifascista e partigiana a Vignola attraverso il ricordo di protagonisti e testimoni.
n. 12 · 2010 · 184 pp.
IL COMUNE DI VIGNOLA NELLA TRANSIZIONE TRA DUCATO AUSTRO ESTENSE E REGNO DI SARDEGNA 1859- 1860
Grandi Giuliano
Abstract
Ancora prima della fine della Seconda Guerra d’Indipendenza nella provincia modenese prendono avvio le procedure per l’annessione al Regno di Sardegna. E’ a seguito del ridisegno delle amministrazioni locali che il territorio della comunità di Vignola viene scomposto, dando vita a nuovi comuni: oltre a Vignola anche Marano, Savignano e Castelvetro.
LA SECONDA GUERRA MONDIALE. I MIEI RICORDI; 1940 -1945
Roli Martino
Abstract
Da nonno a nipote: la raccolta dei ricordi più vivi, degli episodi più curiosi o quelli più importanti accaduti nel vignolese.
VIGNOLA PATRIOTTICA. SAFFI ED ORSINI A VIGNOLA
Picaglia Luigi
Abstract
"Dal taccuino di un vecchio liberale". Il Comitato Patriottico vignolese svolgeva, in collaborazione con quello bazzanese, il pericoloso compito di far attraversare il confine dei vari Stati italiani ai patrioti ricercati, consegnandoli personalmente in mani amiche. Per Vignola il responsabile della "trafila" era Giovanni Soli.
LA GIUSTIZIA PENALE TRA ACCENTRAMENTO STATALE E DIRITTI FEUDALI. IL CASO DEL MARCHESATO DI VIGNOLA (SEC.XVIII)
Molena Davide
Abstract
Nella seconda metà del XVIII secolo anche il Ducato estense vive una stagione riformista. Un'attenzione particolare viene rivolta al tema della giustizia con interventi ducali sotto due profili: da una parte d'intraprendere una razionalizzazione dell'amministrazione centrale, dall'altra di stringere a sé i territori amministrati per mezzo del feudatario. Il caso del feudatario di Vignola, Marchese Gaetano Boncompagni.
IL BALDACCHINO PROCESSIONALE DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA DI SPILAMBERTO E L'INTAGLIATORE GIUSEPPE TACCONI
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Nel gennaio 1842, don Giacomo Ricchi, arciprete e vicario foraneo di San Giovanni Battista e Giuseppe Girotti, priore della confraternita del SS. Sacramento, affidano al parrocchiano Giuseppe Tacconi, "artefice ed intagliatore" l'esecuzione di "un baldacchino solenne da processione del Santissimo" secondo il disegno predisposto, modificato da piccole variazioni ed aggiunte ad opera dello stesso Tacconi.
GUGLIELMO DALLAJ (1912 – 1989) PRESIDENTE DEL CIRCOLO FILATELICO DI VIGNOLA
Autori Vari
Abstract
A 20 anni dalla morte, il ricordo della figura carismatica del Circolo Filatelico di Vignola, di cui fu uno dei soci fondatori e secondo presidente in ordine di tempo. Un vignolese tipico, tutto casa e lavoro, con due forti passioni: la lirica e la filatelia.
CAMPANILE, CAMPANE E CAMPANARI DI SAVIGNANO
Lugli Bruno
Abstract
Alla sommità del colle, che ospita l’antico e suggestivo borgo castello di Savignano, sorge la chiesa della Beata Vergine Assunta, con all'esterno l’alto campanile, staccato dal corpo del complesso delle altre costruzioni, edificato ai primi dell' Ottocento in sostituzione della torre campanaria. L'arte campanaria è, da sempre, un gioco di squadra in cui ognuno deve agire all’unisono.
CASIMIRO BARBIERI RACCONTA…
Montalegni Elisa
Abstract
Da sempre vissuto a Savignano è, da molti, considerato come un vero e proprio "storico" del paese. In questa intervista racconta con entusiasmo e piacere molti episodi della sua vita.
IL COLONNELLO GAETANO TAVONI
Tavoni Francesco
Abstract
Partecipò sin dal maggio 1915 alla Prima Guerra Mondiale e fu ferito nel 1916. Promosso a colonnello nel 1939, ebbe il comando del 9° reggimento. Durante i combattimenti del 1941, venne ferito gravemente e morì all'ospedale militare del Celio. Decorato con Medaglia d'Oro al valor militare, il Comune di Savignano sul Panaro gli ha dedicato una via e l'Esercito la Caserma Militare delle Piane di Mocogno.
INFORMAZIONE ESATTA (II PARTE)
Trenti Maria Giovanna
Abstract
La complessa richiesta burocratica della diocesi modenese, retta allora da Triburzio Cortese (1738-1823), ai "Signori Parrochi tutti e Cappellani Curati", diede vita, almeno per Vignola, ad un documento di grande interesse, che raccoglie preziosi dati di natura non solo religiosa, ma anche sociale economica ed artistica. Questa seconda parte tratta aspetti quotidiani della vita a Vignola sul finire del XVIII secolo, prima della ventata napoleonica.
n. 11 · 2009 · 160 pp.
NOZZE 1666 – FASTI NUZIALI NELLA ROCCA RANGONI DI SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
La vicinanza della Rocca con le colline ed il fiume Panaro lo rende luogo di delizie e di feste sontuose come quella del 1666, organizzata in occasione delle fastose nozze tra due giovani della casata Rangoni: Filippo I Rangoni del ramo di Spilamberto ed Anna Teresa Rangoni del ramo di Castelvetro.
VILLA MONTECUCCOLI – "IL COLOMBARONE"
Zanantoni Rita
Abstract
Il “Colombarone” fu residenza di campagna dei nobili Montecuccoli dal 1630 circa, quando Marano passò sotto la loro giurisdizione. Il complesso è formato dalla villa padronale, dalla torre colombaia, dalle abitazioni dei salariati e da ampi vani per la bachicoltura; la torre sovrasta un loggiato con pilastri e archi a tutto sesto. Le bifore di gusto neo-medievale indicano l’eclettismo delle ristrutturazioni ottocentesche.
LA PARROCCHIALE DI MARANO SUL PANARO: GLI AFFRESCHI DI ANDREA BECCHI
Trenti Maria Giovanna
Abstract
Il pittore e scenografo Andrea Becchi (1849-1926) raramente si cimentò con l'arte Sacra e per questo motivo il ciclo di pitture della Parrocchiale di Marano, al di là del suo intrinseco valore artistico, rappresenta un raro ed importante documento di costume che ci permette di ricostruire, anche in questo ambito , il gusto medio della piccola nobiltà, della ricca borghesia o degli eruditi di provincia.
GLI "ESPOSTI"
Lugli Bruno
Abstract
La ruota o rota degli esposti permetteva di collocare, senza essere visti dall'interno, gli esposti, i neonati abbandonati. Facendo girare la ruota, la parte con l'infante veniva immessa nell'interno dove, aperto lo sportello, si poteva prendere il neonato per dargli le prime cure.
SECONDA GUERRA MONDIALE (QUANDO IL MONDO ERA SAVIGNANO)
Lugli Bruno
Abstract
Oggi, questi racconti rivivono attraverso i ricordi dei nonni. Essi sono le radici dei nipoti, uno scrigno di saggezza, memoria storica che diventa maestra di vita.
DA: "LIBERTA' E FEDE NELL'ALPESTRE TERRA DI PIEVE DI TREBBIO"
Pedroni Ettore
Abstract
Brevi racconti in rima che narrano dei crudeli avvenimenti in Guiglia e nella zona dell'attuale "Parco dei Sassi di Rocca Malatina" nell'ultimo periodo del Secondo Conflitto..
IL "CLUB DEI RITROVATI" DI VIGNOLA
I Ritrovati
Abstract
Il gruppo nacque a metà degli anni Sessanta presso il Palazzo Barozzi (Circolo ACLI). Esso era composto in buona parte da ragazzi che già lavoravano e da alcuni studenti; ciò che teneva insieme questi ragazzi, quasi tutti di area cattolica, erano i desideri e le varie problematiche che ognuno doveva affrontare, simili le une a quelle degli altri.
n. 10 · 2008 · 160 pp.
PER UNA STORIA DELLA PALEONTOLOGIA NEL COMPRENSORIO VIGNOLESE
Cavani Vittorio
Abstract
Lo studio, circoscritto al territorio di Vignola e al suo comprensorio, delinea per sommi capi il profilo delle vicende storiche di quest'area che, nonostante sia geograficamente di estensione ridotta , possiede un notevolissimo patrimonio documentario e archeologico. Merito di tale ricchezza va ascritto principalmente ad Arsenio Crespellani le cui indagini portarono ad una ingente raccolta archeologica e documentale, oggi patrimonio del Museo Civico di Modena.
"INSTRUZIONE DEL REGOLAMENTO DEL CUSTODE E DEGLI UOMINI DE' LAZARETTI"
Coslovi Anna Maria
Abstract
Nella parte introduttiva, l'autrice fornisce le basi necessarie per storicizzare il documento che si trova all'Archivio storico di Vignola , in cui si legge di un lazzaretto di precauzione contro la propagazione della peste, con tutte le norme di comportamento a ciò collegate. Datato 1728, è parte di un più articolato Regolamento legato al pericolo di diffusione della peste per tramite delle persone e merci provenienti dalla fiera di Senigallia, notizia da cui ha preso avvio la ricerca.
LO SCULTORE SPILAMBERTESE GIUSEPPE OBICI E LA STATUA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Opera dello scultore Giuseppe Obici è il grande San Giovanni, modellato nel 1852 a Roma come prova in gesso della statua poi realizzata in marmo per la chiesa di Santa Maria sopra Minerva di Roma. La statua in gesso rimase nello studio dello scultore fino alla sua morte, poi gli eredi ne fecero dono al Comune di Spilamberto, da qui alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli ed oggi è conservato nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista.
AQUILE VIGNOLESI
Cavazzoni Carlo Alberto, Sandoni Gianluca
Abstract
La passione per il volo, nel primo decennio del secolo scorso, si diffuse anche a Vignola contagiando l'intera comunità: in particolare alcuni membri della famiglia Degli Esposti si distinsero per abilità ed ardimento entrando di diritto nella leggenda del cielo. Il più rappresentativo è sicuramente Amleto Degli Esposti, al quale Vignola ha dedicato una via nel quartiere degli aviatori.
GOVERNO DELLA COMUNITA' E ARCHIVIO:DA NAPOLEONE ALLA RESTAURAZIONE DI FRANCESCO IV. PRIME INDAGINI NELL'ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI GUIGLIA
Niero Laura Cristina
Abstract
L'archivio storico del Comune di Guiglia conserva la documentazione prodotta dal 1802 al 1966 e quindi copre un arco cronologico che va dal periodo napoleonico ( Repubblica Cisalpina e poi Regno d'Italia, 1797-1814) alla Restaurazione (1814 – 1859, dove i modenesi festeggiarono il ritorno del duca austro-estense Francesco IV); dall'Unità d'Italia alla Dittatura Fascista fino alla Seconda Guerra Mondiale (1860-1945); dalla nascita della Repubblica al 1965
VIGNOLA NEL SETTECENTO
Tassi Chiara
Abstract
La vita della comunità vignolese, la sua popolazione ed economia furono, per tutto il Settecento, profondamente legate alla terra ed il possesso della terra rappresentò per molto tempo la principale forma di ricchezza ed il più importante fattore di promozione sociale. Da due fonti censuarie, riferibili entrambe alla seconda metà del secolo, l'autrice indaga la qualità della popolazione vignolese del '700 e i suoi modi di vita.
CENT'ANNI…IN VOLO – COLOMBOFILA "LA VELOCE" DI VIGNOLA – 1908-2008
Albertini Pierluigi, Torreggiani Vittorio
Abstract
La storia della Società Colombofila vignolese, nata agli inizi del '900 , tra curiosità ed aneddoti. Gli autori accompagnano il racconto con immagini, svelando una realtà a pochi nota, quella della colombofilia. Partendo dalle origini e da aneddoti storici, che hanno visto come protagonisti i colombi viaggiatori, soprattutto in occasione dei due conflitti mondiali, si passa alla descrizione dell’attività sportiva di questi animali domestici più diffusi al mondo, dove la loro fedeltà e capacità di orientarsi desta sempre grande meraviglia.
n. 9 · 2007 · 176 pp.
"DELLA TERRA DI MONFESTINO"
Coslovi Anna Maria
Abstract
Analisi di un documento del 1628, dell'allora podestà Annibale Mattarelli da Ravenna, che, delineando un territorio punteggiato da precise persone, lascia cogliere, di riflesso, aspetti della vita storico-sociale ed economica della terra di Monfestino e dei Comuni o borghi circostanti , quasi tutti oggi appartenenti al Frignano.
RICORDI DI GUERRA – GRAZIE CAPITANO NICO
Venturi Onorio
Abstract
L'autore ricorda il Capitano Nico, che gli risparmiò la partecipazione ad una operazione dove c'era un serio pericolo per la vita e del desiderio , a fine conflitto, di rintracciarlo al suo paese.
RICORDI DI GUERRA – PRIGIONIERO DEGLI EX ALLEATI, LIBERATO DAGLI EX NEMICI
Cavani Gino
Abstract
La testimonianza dell'artigliere Gino Cavani, che affronta il tema del ritorno a casa dopo essere stato imprigionato in Prussia dai tedeschi e liberato dagli Alleati.
I DIPINTI DI AUGUSTO VALLI NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA A SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Su incarico dell’arciprete Don Domenico Muratori, il pittore modenese Augusto Valli realizzò un ampio progetto iconografico (Battaglia di Lepanto nella cappella del Rosario; Visione dell’Apocalisse nella cupola; Comunione degli Apostoli nel catino absidale; Papi legati a Spilamberto, Santi dell’antica pievania, Annunciazione ed angeli nelle volte), eseguendo anche cinque pale d’altare (Transito di san Giuseppe, Ecce Agnus Dei, Sant’Anna con Maria bambina, Sacro cuore di Gesù, Sant’Antonio da Padova).
L'EX MACELLO COMUNALE DI VIGNOLA
Marra Silvia
Abstract
Dalla Tesi di Laurea dell'autrice, la storia dell'edificio dal primo progetto di costruzione fino alla recente dismissione, e una proposta per il futuro: la trasformazione del complesso in contenitore culturale.
LA STORIA DI UNO DI NOI
Varini Amato
Abstract
L'autore parla di sé e del proprio passato, delle proprie esperienze di vita e dei fatti e avvenimenti più importanti. Un racconto autobiografico per riappropriarsi della propria esistenza, per lasciare traccia della propria vita, mettendo nero su bianco le proprie esperienze.
CONTRIBUTO PER LA CONOSCENZA DI PALAZZO BAROZZI SUL FINIRE DEL XIX SECOLO
Trenti Maria Giovanna
Abstract
Da dimora privata dei Contrari e dei Boncompagni poi , finì con il diventare una sorta di "edificio di riferimento " per l'intera comunità vignolese. Tra le numerose variazioni nella destinazione d'uso, l'autrice si sofferma su quella della concessione in affitto alla Cassa di Risparmio.
DISCORSO TENUTO IN VIGNOLA IL VI OTTOBRE MCMVII, FESTEGGIANDOSI IL IV CENTENARIO DI JACOPO BAROZZI
Venturi Adolfo
Abstract
Un estratto dal Volume "Memorie e Studi intorno a Jacopo Barozzi", pubblicato nel IV centenario della nascita, per cura del Comitato preposto alle onoranze, edito dalla Tipografia Cuppini di Bologna nel 1908, dove il discorso del Venturi degnamente corona e sintetizza il volume.
IN RICORDO DI JACOPO BAROZZI DETTO IL VIGNOLA NEL IV CENTENARIO DELLA SUA NASCITA
Fregni Giuseppe
Abstract
Opuscolo edito dalla Tipografia Ferraguti di Modena, 1907 , in cui il Fregni ricorda i quattrocento anni che ci separano da quel primo ottobre 1507 in cui la città di Vignola dava i natali a Jacopo Barozzi, nell’assunzione di una piena coscienza della figura di questo grande architetto.
TANTI SALUTI DAL VIGNOLA
Trenti Maria Giovanna
Abstract
Le opere architettoniche attribuite al Barozzi sulle cartoline della raccolta Amelio Ognibene.
n. 8 · 2006 · 160 pp.
INFORMAZIONE ESATTA (I PARTE)
Trenti Maria Giovanna
Abstract
La complessa richiesta burocratica della diocesi modenese, retta allora da Triburzio Cortese (1738-1823), ai "Signori Parrochi tutti e Cappellani Curati", diede vita, almeno per Vignola, ad un documento di grande interesse, che raccoglie preziosi dati di natura non solo religiosa, ma anche sociale economica ed artistica. Questa prima parte è più direttamente afferente agli aspetti storici ed artistici della Parrocchia di Vignola.
I DETENUTI DEL CARCERE DI GUIGLIA NEL XIX SECOLO
Sandonà Maria Giulia
Abstract
Il sistema carcerario, nel corso dei secoli, è mutato drasticamente passando da un carcere punitivo, basato su torture e umiliazioni, ad un carcere rieducativo. Per ricostruire la vita carceraria nell'Ottocento, l'autrice ha attinto principalmente dai verbali delle visite mensili eseguite alle Carceri del Comune di Guiglia, ai capitolati delle spese per la manutenzione ordinaria, ai prospetti statistici, ai regolamenti, agli ordini di trasferimento, alle spese per il vitto e per i medicinali.
1859 – NASCITA DEL BATTAGLIONE BERSAGLIERI DI VIGNOLA
Bazzani Massimo
Abstract
Per espandere il regno sabaudo, i piemontesi, onde evitare reazioni delle potenze europee sempre attente agli equilibri internazionali, scelgono la tecnica della penetrazione graduale, iniziando dai territori di area padana, puntando ad organizzare delle forze armate locali capaci di favorire il processo di unificazione. A Modena, tra i distaccamenti di fanteria, cavalleria e della Guardia Nazionale, nasce il Battaglione Bersaglieri Volontari detti "di Vignola", con l'inatteso colore azzurro che sostituisce il cremisi dell'uniforme.
LA SCACCHIERA DI GUIGLIA
Cavazzoni Carlo Alberto
Abstract
La scacchiera, in lastre tipo pietra di lessinia, è stata realizzata, su progetto curato dall'ingegner Alessandro Cassanelli, per onorare il Grande Maestro di Scacchi Ercole Antonio del Rio che diede lustro internazionale al paese di Guiglia.
IL CANALE DI SAVIGNANO SUL PANARO
Gruppo Mezaluna
Abstract
L'origine del canale di Savignano sul Panaro risale alla più remota antichità: di esso si ha memoria sino dall'anno 1009. Tratto dall'opuscolo "Notizie storico-legali intorno al Canale di Savignano sul Panaro" e i diritti delle sue acque a cura dell'avvocato Arsenio Crespellani.
IL CASO "LEO" BARBIERI
Bazzani Massimo
Abstract
Tra le carte presenti nell'archivio Mario Menabue, relative alla Resistenza, il caso "Leo" è emblematico per capire come funzionasse il meccanismo formale e legale della giustizia partigiana durante la guerra di Liberazione, in un contesto di difficile ricostruzione degli avvenimenti a guerra finita.
ANTICA FARMACIA DELL'AURORA
Plessi Cesare
Abstract
Una delle più antiche farmacie d'Italia. Da oltre quattrocento anni nello stesso locale, è gestita dal 1706 dalla famiglia Plessi. Legni pregiati, fregi e decori, un locale degno di sede museale, custode del sapere degli speziali e dei progressi della scienza.
I FEUDI RANGONI DI SPILAMBERTO, CASTELNUOVO E CAMPIGLIO NEL 1767
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Dopo una lunga vertenza, che impegnò in controparte gli avvocati fiscali e si risolse a loro favore, nel 1769 i Rangoni riacquisirono i feudi di Spilamberto, Castelnuovo, Campiglio unendoli al ramo di Castelvetro. I tre feudi comportarono nel 1767 una rendita annuale considerevole, tale da far gola anche alle finanze della Camera Ducale.
BRODANO: IMMAGINI DI UNA COMUNITA' RELIGIOSA
Gruppo Mezaluna
Abstract
Antologia retrospettiva della mostra , realizzata dal Gruppo di Documentazione vignolese "Mezaluna-Mario Menabue" nel maggio 2005. Le foto sono dell'Archivio Parrocchiale di Brodano.
n. 7 · 2005 · 160 pp.
VIGNOLA 1794: RITRATTO DI UNA CITTA' FERITA
Liceo Mario Allegretti
Abstract
Da una prima indagine, relativa alla realtà urbana di Vignola sul finire del XVIII secolo, emerge un quadro che sembrerebbe avvalorare l'ipotesi che individua nella discutibile gestione della nettezza e dell'igiene urbana, e nella generale carente manutenzione delle costruzioni , alcune delle cause del degrado edilizio.
CON LA GALLERIA ESTENSE NELL'ULTIMO ANNO DI GUERRA
Zampetti Pietro
Abstract
Le opere della Gallerie Estense furono nascoste nel vecchio castello di Guiglia. Il saggio è dedicato ai collaboratori dell'autore, addetti al Deposito delle opere d'arte della Soprintendenza di Modena, a cui va il merito, forse non sufficientemente noto, di aver salvato spesso da certa rovina questo patrimonio.
"C'E' STATO UN GHETTO A VIGNOLA?"
Zolfo Cosima
Abstract
Insieme agli alunni delle classi 3^C e 3^E della scuola media "L.A.Muratori", gli insegnanti hanno cercato una risposta a questa domanda, indagando nell'Archivio di Stato di Vignola e nell'archivio della Sinagoga di Modena. Il quadro storico testimonia la presenza di una comunità ebraica nella nostra città.
SU ALCUNI CARMINA MACARONICA DI LODOVICO ANTONIO MURATORI
Burzacchini Gabriele
Abstract
Al di fuori di una ristretta cerchia di specialisti, non molti sanno che il dotto vignolese (1672-1750) non fu soltanto quell’autore di monumentali opere serie, quel poligrafo formidabilmente erudito e quello storico-antiquario meticoloso che ben conosciamo, ma anche, fin dagli anni dell’adolescenza, uno spirito arguto, dotato d’una sua vena faceta e gioviale, destinata a lasciare più d’una traccia.
SAN GIOVANNI BATTISTA E SANT'ADRIANO IN SPILAMBERTO
Lugli Bruno
Abstract
La comunità spilambertese è orgogliosa di appartenere a questa o a quella parrocchia, due chiese contigue nel centro del paese. E' un sentimento dalle antiche origini, superiore al campanilismo riscontrabile normalmente tra gli abitanti dei rioni in cui si articola Spilamberto.
LE DIFESE DEL "CASTELLO" DI VIGNOLA
Roli Martino
Abstract
Non si conosce con certezza l'anno di fondazione della Rocca, ma si può ragionevolmente supporre che sia stata edificata negli anni successivi alla fine della dinastia carolingia per fronteggiare le invasioni degli Ungari, quando, a difesa dei nuclei abitati, vennero innalzate torri e recinti fortificati.
GIOVANI FILOSOFI BELLICOSI
Neri Attilio
Abstract
Attilio Neri ricorda il compagno di Liceo Luca Antonio Torricelli, metà vignolese per parte di madre, autore dei disegni caricaturali inseriti nel racconto.
I VOLONTARI DELLA FAME
Borghesi Aleardo
Abstract
Un racconto di trasferimenti in Africa orientale negli anni '30 e di vicende accadute nel periodo bellico che coinvolgono personaggi locali.
QUELLA INFINITA TRIBOLAZIONE FISICA E MORALE CHE E' LA FILANDA
Niero Laura Cristina
Abstract
La protesta delle filandaie di Spilamberto: le condizioni lavorative si caratterizzavano, oltre che per i bassi salari, per una situazione igienica scadente e per estenuanti orari di lavoro. Lo sfruttamento di questa mano d'opera era, inoltre, facilitato dalla scarsa organizzazione sindacale a tutela del lavoro femminile.
LA LIBERAZIONE DI SPILAMBERTO DALL'OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA
Zanetti Catia, Torelli Gino
Abstract
La battaglia di Spilamberto, iniziata con uno scontro tra partigiani e tedeschi, diviene col passare delle ore una vera e propria insurrezione popolare. Ciò che connota e distingue la liberazione del paese è che sia stata portata a termine con l'apporto fattivo della gente comune.
60° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE – 25 APRILE 1945 – 2005
Gruppo Mezaluna
Abstract
Immagini della Resistenza nel territorio pedemontano modenese.
n. 6 · 2004 · 176 pp.
VIGNOLA
Lazzari Alfonso
Abstract
E' riportato integralmente il famoso articolo su Vignola, apparso sulla Rivista mensile del Touring Club Italiano del marzo-aprile 1919, Anno XXV, n.2
DON ELIO MONARI: UN MARTIRE MISCONOSCIUTO…
Bozzini Nello
Abstract
Un sacerdote di Spilamberto, eroe della resistenza modenese e decorato Medaglia d'Oro al Valor Militare della Guerra di Liberazione. Fu fucilato a Firenze il 23 luglio 1944.
ANALISI STORICA…DELL'EX CONVENTO GESUITA DI MONTE TORRE
Vandelli Luisa
Abstract
L'articolo è tratto dalla tesi di Laurea – Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, 1983. Il Convento di Monte Torre si trova su di un colle situato tra Vignola e Castelvetro nei pressi della località Molza-Tre Valli.
IERI VIGNOLA OGGI
Gruppo Mezaluna
Abstract
Mostra fotografica allestita dal Gruppo di Documentazione in collaborazione con l'associazione "Amici dell'Arte Vignola". Scorci della Vignola di ieri fotografati oggi dalla stessa angolazione da Enzo Venturelli e Giancarlo Govoni.
LA PODESTERIA DI MONFESTINO
Toni Mario
Abstract
Attraverso la lettura cronologica di documenti, gli avvenimenti di quando il Feudo di Vignola fu direttamente assoggettato al Governo Estense e la ricostruzione di alcune controversie confinarie accadute nella Podesteria di Monfestino, accentuatesi proprio in quegli anni di transizione (1575-1577).
LE PIPE ROSA
Neri Attilio
Abstract
L'autore racconta della sua assegnazione, nel 1941, ad una compagnia territoriale. La" Territoriale" era impiegata nelle retrovie per il controllo del territorio, ponti, ferrovie, scorta prigionieri, posti di blocco, etc. Le mostrine del colletto avevano una sola punta e le chiamavano pipe, verdi per gli alpini e rosse per la fanteria.
LA CAVALLERIA DEL MARCHESATO
Lodovisi Achille
Abstract
La cavalleria del Marchesato di Vignola fu ripristinata nel 1751 dopo non poche controversie, scaturite, nel 1749, a seguito della disposizione del Duca di abolire in tutti i suoi Stati la Milizia forense a cavallo.
INIZIATIVE SOCIO-CULTURALI DELLA SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO DI SPILAMBERTO NEI PRIMI DECENNI DI VITA
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Le società di mutuo soccorso estesero progressivamente i propri ambiti di azione a fini educativi (istruzione, alfabetizzazione), concessero sussidi alle famiglie di soci ammalati o richiamati alle armi. La Società spilambertese, nata nel 1882, dopo lungaggini burocratiche, ebbe il riconoscimento giuridico solamente nel 1886.
L'ANTICO EMBLEMA DEL COMUNE DI SAVIGNANO SUL PANARO
Trenti Giuseppe
Abstract
Con il formarsi dello Stato unitario italiano, il Comune di Savignano riacquista la propria autonomia da quello di Vignola a cui era aggregato dal 1815; ed è proprio allora che lo stemma municipale subisce una radicale trasformazione che ha portato all'emblema attuale.
SPILAMBERTO 1946-1960: DALLA RICOSTRUZIONE POSTBELLICA ALLA RIPRESA ECONOMICA
Sandonà Maria Giulia, Niero Laura Cristina
Abstract
I primi decenni post-bellici furono ovunque caratterizzati da profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. Gli anni del secondo dopoguerra furono anche nella realtà locale un riflesso della situazione generale: la popolazione si avviava a ricostruire il Paese, profondamente provata dalle conseguenze della guerra. Dappertutto dilagavano distruzione, fame, miseria e disoccupazione.
n. 5 · 2003 · 160 pp.
NIENTE ARRETRATI
Borghesi Aleardo
Abstract
Un racconto vero, ambientato nella nostra terra durante il fascismo e gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, un ritratto di ispirazione neorealista.
UN SECOLO D'AMORE E DI CARITA'
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Il 2002 segna per Spilamberto la ricorrenza di un importante centenario, legato alla presenza delle suore Minime dell'Addolorata. Una presenza umile e silenziosa, accanto ad ammalati ed anziani sulle orme di bontà e carità di Santa Clelia Barbieri.
NOTE DIALETTALI: LA REFEZIONE U.N.R.A. – PIPPO
Lugli Bruno
Abstract
Il dialetto, utilizzato per raccontare dell'UNRA, l'Ente delle Nazioni Unite sorto per provvedere all'assistenza ed alla ricostruzione dei Paesi devastati dalla guerra, e di "Pippo" , un caccia-bombardiere molesto e subdolo, perché imprevedibile.
GLI ERETICI, LE DECIME E UNA PERGAMENA DEL 1258
Galli Paolo
Abstract
In questo documento del 1258, una pergamena custodita nell'Archivio di Stato di Modena, è notificata la sentenza riguardante la questione del pagamento delle decime, sorta tra gli uomini di Villabianca ed il monastero di San Pietro di Modena. E' probabile che le idee rivoluzionarie, diffuse dagli eretici anche nel contado modenese, incoraggiassero tale comportamento.
IL MARCHESATO DI VIGNOLA (SEC.XVI -. XVIII)
Ruggeri Annalisa
Abstract
Il feudo di Vignola fu eretto in contea nel 1453 ed elevato al rango di marchesato nel 1575. Nel 1577 Alfonso II d’Este vendé l’investitura feudale del Marchesato di Vignola a Giacomo Boncompagni, figlio legittimo di papa Gregorio XIII. L'organizzazione interna, la promulgazione delle leggi e l' amministrazione, la più equa possibile, della giustizia ruotarono attorno agli amplissimi poteri che i Signori Boncompagni ebbero dall'inizio fino all'estinzione del marchesato.
IL CARRO DI VIGNOLA PER LE DUCALI NOZZE
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Tra le altre, anche la Comunità vignolese partecipò, con un carro allegorico, alle nozze tra il futuro Francesco V e la figlia del re Luigi di Baviera, celebrate a Monaco. Nel carro si condensava un vivo omaggio all'orgoglio civico di Vignola ed un bel riconoscimento dovette giovare ad alleviare moralmente le ingenti spese sostenute dalla Comunità locale.
VIGNOLA E MONFESTINO
Aggazzotti Simonetta
Abstract
Una rocca fortificata appartenuta, a cavallo del XV e XVI secolo, alla famiglia dei Contrari, signori di Vignola.
ALCUNI PARTICOLARI DEL MARCHESATO DI VIGNOLA. NOTE IN MARGINE AL DISEGNO DELLA MAPPA DEL FEUDO VIGNOLESE
Lodovisi Achille
Abstract
Uno scorcio sul feudo intorno all’anno 1577 per rammentare , tra l’altro, l’esistenza di un vasto territorio che gravitava sulla Rocca vignolese dalla quale il governatore del marchesato esercitava le sue funzioni di amministratore e giusdicente in nome e per conto del feudatario
n. 4 · 2002 · 208 pp.
LA BREVE VITA DI MARIA SAVIGNI
Bozzini Nello
Abstract
Nello Bozzini, partigiano, professore e ricercatore di storie della Resistenza modenese, una delle voci tra coloro che vissero il “tempo di guerra”, narra la storia di Maria, uccisa a sedici anni nella rappresaglia nazista di Ospitaletto di Marano. La sua penna ha rivelato la drammaticità e l’importanza di ciò che accadde sulle colline maranesi.
L'ORIGINE DEL MERCATO DEL MERCOLEDI' A SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Nel 1781 la Comunità di Spilamberto, tramite i pubblici amministratori in carica, avanza la richiesta al duca Ercole III di introdurre nel Castello un mercato settimanale a vantaggio del commercio e dell'economia locali, simile a quelli in atto in altre località dei domini estensi ed indica la giornata del lunedì. Una controversia che si trascina per lungo tempo per svariate ragioni.
LIGURI E CELTI NELLA VAL PANARO
Rinaldi Giorgio
Abstract
Il nome Frignano deriva dagli antichi abitanti, i preromani Liguri Friniati (Friniates), che occupavano un territorio molto più ampio di quello attuale e formavano l'estremo sud-orientale ligure al di qua dell'Appennino. I Friniati si insediarono e si stabilirono sul territorio dopo che furono sospinti verso le montagne dalla Pianura Padana da Etruschi e Galli Boi, popolazioni che, insieme ai Celti, hanno notevolmente influenzato gli usi e i costumi locali.
TRE BICCHIERI DI GRAPPA
Borghesi Aleardo
Abstract
Un racconto vero, un importante tassello della nostra storia locale durante il Secondo Conflitto Mondiale.
A PROPOSITO DELL'ECONOMIA VIGNOLESE TRA SEI E SETTECENTO
Cattini Marco
Abstract
Lezione del professor Marco Cattini, Ordinario di Storia Economica all'Università "Luigi Bocconi" di Milano, tenuta nella Giornata di Studi "Giacomo Cantelli Geografo del Serenissimo – Geografia e Cultura nella realtà vignolese all'epoca del Boncompagni", 1996.
UN CAMPO DI CAPORALI
Neri Attilio
Abstract
"Ai caporali miei commilitoni nel 60° anniversario (1942-2002) ". Il ricordo del battaglione allievi sergenti universitari e del loro durissimo corso invernale.
ALTA VALLE DEL PANARO, UN RIFUGIO PER GLI EBREI
Bellisi Walter
Abstract
Esempi di solidarietà e di altruismo furono numerosi nel modenese, nonostante, aiutare gli ebrei, significasse trasgredire la legge , quindi, rischiare la condanna a morte. Il più emblematico nella provincia di Modena fu quello di Villa Emma, ma molti altri, meno noti, sono ricordati in questo saggio.
LA FORNACE CAVALLINI DI CASTELVETRO
Nocetti Federica
Abstract
La descrizione della Fornace Cavallini, a Castelvetro, lungo la via Sinistra Guerro, appena fuori dal centro abitato, sulla destra per chi viaggia verso Levizzano. E' una fornace per laterizi di tipo Hoffmann, il modello di fornace che costituì una svolta tecnologica importante per l'industria dei laterizi, un settore che alla metà del 1800 non aveva beneficiato dell'ondata innovativa della Rivoluzione Industriale.
LA FORNACE CAVALLINI
Scuola Media Statale di Castelvetro – Classe III A – a.s.1999-2000
Abstract
Le varie fasi della lavorazione alla Fornace "Cavallini" sono state ricostruite sulla base delle testimonianze di ex lavoratori dei diversi reparti, che hanno parlato con gli studenti a scuola, compilato un questionario od il loro racconto è stato registrato.
RETTIFICA: BASTA SALVARE LA PELLE
Bazzani Massimo
Abstract
Rettifica alle pagine 44-46 del libro di Mario Menabue "Basta salvare la pelle"
n. 3 · 2001 · 160 pp.
PREISTORIA E PROTOSTORIA A CASTELVETRO
Scuola Media Statale di Castelvetro – Classe I A – a.s.1997-1998
Abstract
Il territorio di Castelvetro, posto proprio nella fascia pedemontana e sulle prime colline modenesi, ha visto, fin dalla preistoria, stazionamenti, prima, e veri e propri insediamenti successivamente, grazie alle condizioni ambientali favorevoli, che hanno attratto gli uomini primitivi.
UN INEDITO DI FRANCESCO GUICCIARDINI
Pagano Sergio
Abstract
Francesco Guicciardini (Firenze, 1483 – Arcetri, 1540) è stato insieme a Niccolò Machiavelli il principale scrittore politico e storiografo del Rinascimento, nonché diplomatico e apprezzato consigliere di papi. Nella veste di Governatore di Modena, nel 1519, l’illustre storico fu chiamato a sanare i contrasti tra le opposte fazioni dei Moreni per gli Estensi e i Tebaldi per la Chiesa, e riuscì ad accordare le parti, "che alli 23 Novembre dell’anno stesso diedero sicurtà di non turbare la pace".
1668: DEL FU BARGELLO DI VIGNOLA
Bosi Laura
Abstract
Il "Bargello", capo delle milizie, carica che potrebbe oggi definirsi di comandante di polizia, era alle dirette dipendenze degli avvocati fiscali e, soprattutto, del Governatore. Era addetto alla cattura dei criminali, della custodia dei carcerati, e, se necessario, si occupava della tortura dei prigionieri.
DOMENICO BELLOI E LA VIGNOLA DEI BONCOMPAGNI ALLA FINE DEL '600
Biondi Albano
Abstract
Lezione magistrale tenuta dal Professor Albano Biondi , docente di Storia Moderna all'Università di Bologna, alla giornata di studi: "Giacomo Cantelli Geografo del Serenissimo – Geografia e Cultura nella realtà vignolese all'epoca del Boncompagni". La descrizione minuta dei luoghi della Vignola di fine '600 primi '700 è tratta dall'operetta di Domenico Belloi , la Chronica di Vignola.
DALLE NOTE DEL PREPOSTO L.A.MURATORI
Roli Martino
Abstract
Dal "Rerum Italicarum scriptores", dalle "Dissertazioni sopra le Antichità italiane", dai "Carmina Varia", testi letterari ideati nel Settecento da Ludovico Antonio Muratori, l'autore estrae aspetti della vita locale.
IL SETTECENTESCO OROLOGIO "DEL PUBBLICO"DI SPILAMBERTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
L'orologio "del pubblico" di Spilamberto ha scandito per generazioni il tempo della quotidianità , gli eventi ordinari e straordinari della comunità tutta. Considerata l'importanza nel tessuto sociale locale, l'orologio fu collocato sulla torre maggiore del Castello, il "Torrione", simbolo dell'identità civica spilambertese.
IL SOGNO AMERICANO
Bellisi Walter
Abstract
L'avventura americana di una famiglia di Montese emigrata agli inizi del 1900; una storia simile a quella di tante altre persone che in quegli anni lasciarono la nostra montagna.
DALL'ARCHIVIO MARIO MENABUE: TESTIMONIANZA DI PIETRO P. DETTO "CAZOLA", DI CASTELVETRO
Torlai Gino
Abstract
Socialista nel 1920, poi diventato fascista, nel 1938/39 volontario del lavoro in Germania, dopo la guerra di nuovo socialista.
IL PONTE RUBATO
Menabue Mario
Abstract
Il ponte ferroviario sul Panaro fu fatto saltare dai tedeschi nel 1944. I danni furono limitati, ma alcuni giorni dopo, diverse persone asportarono le traversine di quercia e tutto il ferro con cui era stato costruito. Solo nel 1945 il Municipio locale ne reclamò la restituzione.
TERRE PENDENTI – ANTOLOGIA RETROSPETTIVA DELLA MOSTRA
Gruppo Mezaluna
Abstract
Immagini sull'agricoltura dal 1900 ad oggi: Savignano, Marano, Vignola, Castelvetro.
NOTE DI GRAMMATICA DIALETTALE
Lugli Bruno
Abstract
Il dialetto savignanese nasce dalla corruzione della lingua italiana; ha suoni leggermente prolungati, mai stucchevoli. La fonologia e morfologia sono le parti di maggior interesse. Meno seguita è la sintassi, a motivo della prevalenza del dialetto parlato su quello scritto.
n. 2 · 2000 · 192 pp.
MONTALE IN EPOCA PREISTORICA: LE TERREMARE
Romani Remo
Abstract
A Montale, le lancette della storia si fermano in un giorno di tremilacinquecento anni fa in un villaggio dell’età del Bronzo: ci sono il fossato il terrapieno con le palizzate difensive e le case arredate. Si tratta di un parco dedicato alle terramare, gli insediamenti fortificati che durante l’età del Bronzo, intorno alla metà del II millennio a.C., occuparono diffusamente la pianura padana.
CAPITAN PASTENE, UN'EMIGRAZIONE RITROVATA
Bellisi Walter
Abstract
Capitan Pastene è una frazione del comune di Lumaco, in provincia di Malleco nella Regione dell'Araucanía, nel Cile meridionale. Nella località è insediata una comunità italo-cilena di circa 2000 persone, discendenti da emigranti modenesi dei primi del Novecento.
LETTERE DI DUE VOLONTARI VIGNOLESI CON GARIBALDI NELL'IMPRESA DEI MILLE (ZANOTTI ANTONIO, ZAGNONI GIOVANNI)
Bazzani Massimo
Abstract
L’autore, fornisce una prima descrizione della partecipazione vignolese nella campagna garibaldina contro i Borboni, commentando le lettere inviate ai familiari di due volontari vignolesi. Zanotti morirà nel 1862 a causa di un’infezione polmonare, conseguenza della ferita da arma da fuoco ricevuta nello scontro di Cajazzo sul Volturno il 19 settembre 1860. Invece Zagnoni, al ritorno dalla spedizione, riprenderà la sua professione di avvocato. Stando al suo resoconto nessuno dei vignolesi partecipanti alla spedizione firmerà per rimanere nell’esercito piemontese.
APPUNTI SULLA "SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO" DI MARANO SUL PANARO
Pini Onelio
Abstract
Non molti tra i più giovani ne conoscono la storia e le attività, ma la Società Operaia di Mutuo Soccorso ha rappresentato un tassello assolutamente importante nella vita sociale e culturale di Marano sul finire del secolo. Promotore della sua costituzione, nel 1890, fu il Dottor Luigi Bellolli.
LA CASA "ANTONIO GRAMSCI" DI VIGNOLA NEL SUO CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO
Menabue Mario
Abstract
La realizzazione della Casa del Popolo "A.Gramsci" , inaugurata nel 1951, è stata portata a compimento in uno dei periodi di maggiore difficoltà del movimento popolare post-bellico. Gli anni '50, infatti, furono caratterizzati da profonde trasformazioni sia di ordine sociale, economico e culturale, che tuttavia non cancellarono i gravi e radicati squilibri accusati fin dal secondo dopoguerra.
VIGNOLA: IMPOSTA DI FAMIGLIA
Neri Attilio
Abstract
Dalla relazione alla popolazione dell'Assessore Attilio Neri. I maggiori contribuenti vignolesi bollarono la "tasa ed famìa" come iniqua e ancora oggi qualcuno come famigerata; fu abolita nel 1974.
L'INCENDIO DEL CASTELLO DI MONTESE NEL 1254
Sorbelli Albano
Abstract
Ucciso Bartolomeo Fuga di Montese, dalla folla uscì il grido: “Al castello, al castello, al fuoco, al fuoco!. E tutti mossero verso il castello, ove trovavasi la “famiglia” del podestà o vicario, e ove erano molti edifizi addetti alla residenza del podestà e delle milizie; e non potendo entrare, appiccarono il fuoco a una casa di loro proprietà, contigua al castello, per modo che il fuoco in breve si propagò nel castello e portò in tutti il recinto murato il terrore e la distruzione".
NOTE DIALETTALI
Lugli Bruno
Abstract
Storie in dialetto savignanese, ma con "traduzione" in italiano.
UN GIOIELLO DEL "VIGNOLA" A ISCHIA
Cavazzoni Carlo Alberto
Abstract
E' la Chiesa di San Pietro, detta a Pantaniello, perchè la statua del Santo proveniva da una chiesa di antiche origini, poi abbandonata, sita su una collinetta nei pressi dell'attuale porto d'Ischia, all'epoca un laghetto denominato il pantaniello. L'architettura si attribuisce all'Arch. Jacopo Barozzi, detto il Vignola.
SCORCI DI VITA SPILAMBERTESE NEL SETTECENTO
Righi Guerzoni Lidia
Abstract
Un manoscritto ancora inedito del 1712 è tramite assai valido non solo per la conoscenza delle vicende storiche ma anche del contesto locale del primo Settecento. E si propone quale fonte preziosa in quanto testimonianza di prima mano degli aspetti ambientali, religiosi, sociali ed economici.
BOMBARDAMENTI INDISCRIMINATI SU VIGNOLA E DINTORNI – DALLA CRONACA DI LEONE CAVALLI
Menabue Mario
Abstract
Una dettagliata e documentata descrizione, fatta a caldo, dal vignolese Leone Cavalli, nella sua nota Cronaca Cittadina, delle incursioni aeree , degli "allarmi" e sorvolamenti, con orari , numero degli aerei e tutto quanto potesse essere pertinente alla materia.
ARCHIVIO
Gruppo Mezaluna
Abstract
Il materiale archivistico in deposito presso il Gruppo a disposizione di scolaresche e ricercatori.
"BASTA SALVARE LA PELLE" – PRESENTAZIONE VOLUME
Gruppo Mezaluna
Abstract
Problemi politici , militari, logistici e finanziari della guerra civile, 1943-45, nella Valle del Panaro.
n. 1 · 1999 · 164 pp.
LETTERE DI SOLDATI VIGNOLESI A DON VALENTINO CORRADINI (1941 -1944)
Bazzani Massimo
Abstract
Don Valentino Corradini, appena arrivato a Campiglio, in qualità di parroco, cominciò la sua opera pastorale anche attraverso una nutrita corrispondenza epistolare con i soldati al fronte. Il corpus è formato da 104 lettere dai vari fronti scritte da 51 abitanti della frazione di Campiglio e da una decina di lettere scritte dai campi di prigionia.
GIUSEPPE GRAZIOSI A SAVIGNANO
Cavani Enzo, Lenzi Enrico
Abstract
Nel 1996 il Comune di Savignano ha accolto gli stimoli di alcuni appassionati della storia e dell'arte locale, che da tempo lavoravano alla rivalutazione del grande artista. Ne è nato un interessante progetto, volto alla costituzione di un Centro di Documentazione permanente dedicato a Graziosi con sede nella casa natale del grande artista.
L'ECCIDIO DI CASA LANDI A MARANO
Menabue Mario
Abstract
All'inizio dell'estate del 1944, in località Casa Landi, nei pressi della frazione di Casona, sepolti molto superficialmente nel greto del Panaro, vennero rinvenute tre fosse contenenti complessivamente sei cadaveri i quali presentavano ferite d'arma da fuoco. I nomi delle vittime, tre delle quali bolognesi, sono ricordate nel cippo commemorativo eretto a Casona.
"NECESSE EST", OVVERO, DELLA TASSA SUL MACINATO (1868-69). I TUMULTI DI ZOCCA
Rossi Elisa
Abstract
La tassa sul macinato fu una imposta nel Regno d'Italia sulla macinazione del frumento e dei cereali in genere. Fu un'imposta indiretta introdotta durante il governo della destra storica ideata, tra gli altri, da Quintino Sella, al fine di contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. Uno spaccato dei momenti più "caldi" prima e dopo l'entrata in vigore della legge.
DIARIO DI PRIGIONIA DI UN SOLDATO VIGNOLESE (ROSSI VALTER)
Bazzani Massimo
Abstract
Valter Rossi ha scritto il diario su un vecchio quaderno a quadretti con la copertina nera, a matita, durante la prigionia e lo ha ricopiato, con inchiostro stilografico e bellissima calligrafia, appena rientrato a Vignola. Il diario contiene anche alcune poesie, molto personali, ed una su Vignola, ma non sono riportate nel saggio.
IL CASTELLO DI VIGNOLA INTORNO ALL'ANNO MILLE
Lattuga Luca
Abstract
Partendo da una vista d'insieme del castello di Vignola intorno all'anno 1000, l'autore descrive la funzione originaria di questa rocca, cioè quella di preservare la cittadinanza e il feudo dalle invasioni barbariche, visto che nel territorio erano frequenti le incursioni degli ungari. Questa natura difensiva fu preservata almeno fino al XV secolo, quando, dopo la fine delle guerre d’Italia, venne gradualmente convertito in palazzo nobiliare.
I CONSIGLI COMUNALI DI VIGNOLA DAL 1946 AL 1995
Menabue Mario
Abstract
Come il lettore vedrà, scorrendo le pagine dell'articolo, il profilo sociale, culturale e politico dei consiglieri comunali evolve significativamente nell’arco di tempo che copre i cinquant’anni che vanno dall’insediamento della Giunta a guerra finita, sino al Consiglio Comunale del 1995.
BUON COMPLEANNO JACOPO – 450° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI JACOPO BONCOMPAGNI
Cavazzoni Carlo Alberto
Abstract
Una recensione del libro " Jacopo Boncompagni" del professor Giovanni Baffioni e del principe Paolo Boncompagni Ludovisi, discendente dello stesso Jacopo. Nel libro sono riportate dettagliate notizie relative al nostro territorio e l'autore dell'articolo non manca di ricordare la passione scacchistica di Jacopo.
IL GRUPPO DI DOCUMENTAZIONE VIGNOLESE "MEZALUNA"
Gruppo Mezaluna
Abstract
Il Gruppo "Mezaluna" è un'Associazione di Volontariato costituita legalmente nel 1982, che si occupa di conservare, valorizzare e divulgare documentazioni di storia locale. Conserva migliaia di documenti fotografici e cartacei (anche antichi e di particolare importanza storiografica) che mette gratuitamente a disposizione del pubblico.
LO SCIOPERO DELLE FILANDIERE DI SPILAMBERTO (MEMORIA DI LANZI MARCELLO – 1907)
Gruppo Mezaluna
Abstract
Nel 1907 le filandiere (o setaiole) – tutte lavoratrici donne, molte pressoché bambine – indissero un grande sciopero che le portò a ottenere un compenso più dignitoso e un trattamento più umano. In questa occasione, diedero vita a una delle prime Leghe operaie della storia italiana.
© Gruppo di Documentazione Vignolese “Mezaluna – Mario Menabue” APS
Via Cantelli 13, 41058 Vignola (MO) · tel. 059 765246 · mezalunavignola@gmail.com


























